Loading...
Chirurgia del ginocchio

Chirurgia del ginocchio

Artroscopia e chirurgia protesica sono ormai diventate soluzioni di routine
Dott. Christos Frangos

È fondamentale la riabilitazione, che deve essere iniziata immediatamente dopo l’intervento (anche il giorno dopo) e gestita in ambiente specializzato. Da evitare il “fai da te”.

Dottor Frangos, di quali patologie si occupa la chirurgia del ginocchio?

Il mio settore spazia dalla “chirurgia artroscopia” alla “chirurgia protesica” sia per la traumatologia sportiva sia per la patologia da overuse. Trattiamo quindi sia il paziente sportivo (agonista o amatoriale) che la persona comune non sportiva.

Quali sono i vantaggi di tali interventi?

L’artroscopia chirurgica restituisce l’atleta allo sport in tempi brevi e permette il ritorno veloce alla normale attivita? del paziente comune. La protesica regala al paziente la “qualità” di vita persa precedentemente a causa dei dolori persistenti.

Cos’è l’artroscopia e la protesica?

L’artroscopia, attraverso due fori sul ginocchio, risolve quasi tutte le patologie; è una chirurgia mini-invasiva, ripartiva, a risparmio dei tessuti, mirata e precisa e si svolge in regime di Day-Surgery (dimissione in giornata). L’intervento dura dai 20 minuti (menischi) ai 40 minuti circa (ricostruzione egamentosa). La chirurgia protesica (monocompartimentale o totale) dura circa 1 ora; il ricovero mediamente 5-6 giorni e oggi viene considerato un intervento di “routine”.

Quali sono le patologie più frequenti che incontra e come vengono affrontate?

Le patologie più frequenti sono quella meniscale, la patologia legamentosa e quella cartilaginea. Tutte e tre vengono trattate in artroscopia. La patologia meniscale viene trattata in 3 modi diversi: a) rimozione: meniscectomia selettiva (una piccola parte viene rimossa); b) riparazione: sutura meniscale (con indicazioni rigide per. es. pazienti giovanissimi); c) sostituzione: trapianto meniscale.

Anche la patologia legamentosa viene trattata con la ricostruzione in 3 modi: a) con i propri tendini, semitendinoso e gracile o tendine rotuleo; b) con allograft (tendini dei donatori di banca); c) con tessuto sintetico tipo LARS. Al riguardo, è da sottolineare che fino a non molti anni fa, per una lesione legamentosa, finivano le carriere sportive, oppure, dato che tante di loro non venivano operate, dopo anni compariva l’artrosi e di conseguenza l’inevitabile sostituzione protesica. La patologia cartilaginea viene invece trattata con la regolarizzazione, le microperforazioni, il trapianto (indicazioni ristrette e sempre su pazienti giovani).

In regime ambulatoriale come affronta l’artrosi?

L’artrosi è la causa principale dei dolori articolari e di disabilita nel paziente anziano e adulto. Negli stadi iniziali utilizziamo l’acido ialuronico (di basso o alto peso molecolare) che forma una barriera protettiva e protegge la cartilagine dalle sollecitazioni meccaniche e poi la lubrifica riducendo così il dolore e migliorando la funzione articolare. I fattori di crescita oggi usati danno una risposta migliore nella patologia tendinea e legamentosa.

Come deve essere la riabilitazione post-operatoria?

È una fase fondamentale. Secondo la mia esperienza deve essere iniziata immediatamente dopo l’intervento (anche il giorno dopo) e gestita in ambiente specializzato, con tempi precisi ed appropriati per rispettare i tempi biologici di guarigione evitando così i rischi di complicanze e di insuccessi. In sintesi riabilitare presto, o meglio, subito. Evitare la riabilitazione “fai da te”.

Che consigli può dare alle persone e ai lettori di Medicina Moderna?

Da un lato la sempre maggiore diffusione delle pratiche sportive e dall’altro il progressivo incremento della fascia di popolazione di età avanzata hanno contribuito all’ aumento delle lesioni del ginocchio. Direi di ricordarsi come “dogma” questa trilogia:

1. seguire sempre una attività fisica costante e controllata (secondo le proprie possibilità) ed evitare le prestazioni esagerate. Alla presenza dei primi sintomi di dolore con eventuali gonfiori al ginocchio, rivolgetevi subito allo specialista;

2. per un’eventuale indicazione di intervento, non farsi prendere dal panico;

3. tenere bene in mente che: “una buona riabilitazione salva un discreto intervento, e una cattiva riabilitazione rovina un buon intervento”.

 

Intervista tratta dal magazine di Medicina Moderna ©Medicina Moderna

Leggi altri articoli con gli stessi TAG
artroscopiaOrtopediaprotesiDott. Christos FrangosGinocchio

Newsletter

Inserisci la tua mail per rimanere sempre aggiornato sulle utlime novità, webinar e iniziative di Medicina Moderna
Top