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La chirurgia vertebrale mini-invasiva

Dott. Antonio Paolo Fabrizi - Neurochirurgia
Dott. Antonio Paolo FABRIZI
 31 Marzo 2019

La chirurgia vertebrale mini-invasiva

Un’importante innovazione volta a rendere le operazioni alla colonna vertebrale meno invasive, meno dolorose e con una degenza più veloce. 

Le operazioni alla colonna vertebrale si sa, incutono timore più di altre. Il Prof. Antonio Paolo Fabrizi, specialista in neurochirurgia ora anche per la storica clinica padovana, la Casa di Cura Villa Maria, ci parla di questa importante innovazione. Un plus notevole per chi soffre di patologie vertebrali, ma non sa come affrontare questo tipo di intervento. 

 

Che tipo di intervento eseguite oggi, a Villa Maria?

Oggi abbiamo diversi tipi di interventi mini invasivi. Ma cosa significa mini-invasivo? L’obiettivo è arrecare meno danno possibile ai tessuti del corpo. Prendendo ad esempio un recente intervento per un’ernia mediana, il paziente in questione avvertiva mal di schiena da anni e forti dolori alla gamba sinistra. Noi abbiamo divaricato la muscolatura per creare un piccolo, ma comodo accesso e  raggiungere così le due vertebre per proseguire con l’intervento da lì. 

 

Quanto durano mediamente questi interventi?

L’intervento ha generalmente una durata media 60/90 minuti. Dopo l’operazione il paziente non soffre molto di mal di schiena iatrogeno, ovvero causato da noi poiché tendenzialmente non andiamo a rovinare altri tessuti muscolari attorno alla zona da operare perché studiamo ciascun caso prima di intervenire chirurgicamente. 

L’indomani dell’operazione, con l’aiuto di infermieri e personale del reparto, il paziente può alzarsi e camminare e in poco tempo recarsi autonomamente alle macchinette del caffè e iniziare così a riprendere una vita normale. 



 

Degenza e riabilitazione: abbiamo dei vantaggi rispetto agli interventi tradizionali?

Assolutamente sì,  perché non causando danni a tessuti e muscolatura, già nell’immadiato post operatorio il paziente sta bene e in breve tempo è in grado di camminare autonomamente. Io gli consiglio sempre di camminare molto nei primi 20 giorni e di riprendere a fare quello che non facevano più. Molte persone che si sottopongono a queste operazioni presentano, prima dell'intervento la  claudicatio neurogeno intermittente, ovvero non riescono a camminare per più di 100 metri proprio a causa di una stenosi del canale lombare. 

La riabilitazione vera e propria inizia però a 30/40 giorni dall’intervento ed è volta alla ripresa di una vita normalissima.

 

Che altre patologie vertebrali tratta?

È possibile trattare tutte le patologie dei rachidi, da quelle degenerative, come quella di cui abbiamo parlato, a quelle tumorali, per tutta la lunghezza della colonna

Ogni intervento viene preparato lentamente per permettere a tutto il personale di capire cosa andremo a fare: non si può lavorare da soli, bisogna integrare ogni elemento del team operatorio per un lavoro sinergico e un risultato migliore.

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