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CONVIVERE CON LE SINDROMI PROSTATICHE

Dott. Gaspare Fiaccavento
Dott. Gaspare FIACCAVENTO
 13 Marzo 2015

CHI SOFFRE DI UNA PATOLOGIA PROSTATICA PUÒ VIVERE SERENAMENTE, CONSCIO DEI DIVERSI APPROCCI TERAPEUTICI

Quali sono i classici sintomi? Nelle forme acute sono: malessere-astenia-iperpiressia, disturbi minzionali irritativo-ostruttivi, secrezione uretrale, tenesmo anorettale e dolori addominali diffusi. Mentre nelle forme croniche, prevale una sintomatologia sfumata (con algie pelviche e/o perineali vaghe, disuria, dolore post coitale, emospermia, eiaculazione precoce) quando non addirittura assente.
Dottor Fiaccavento, essendo i sintomi spesso vaghi, come avviene l’accertamento diagnostico? La diagnosi è molto importante perché il progredire di questa patologia può creare complicanze quali: epididimite ascessualizzazione e fistolizzazione e, soprattutto, la malattia del collo vescicale le cui fibre muscolari ed elastiche sono coinvolte nel processo di involuzione fibrosa, tipico di un processo flogistico tendente alla cronicizzazione. Dunque la visita si basa sull’anamnesi, sull’esame clinico, sulla ricerca colturale dei germi prelevando due campioni di urina (mitto iniziale e mitto intermedio) e un secondo step volto a distinguere i germi di provenienza, uretrale, vescicale o prostatica.
Esistono anche fattori predisponenti? Ostruzioni uretrali, calcolosi prostatica, fimosi e condizioni generali come il diabete, l’alcoolismo, la stipsi e lo stress possono essere fattori che predispongono alla malattia; esistono poi anche fattori detti “favorenti” che sono gli stati di eccitazione protratta, il coitus interruptus, i microtraumi perineali e i rapporti anali.
Qual è la terapia? La terapia, alcune volte può rappresentare un problema, nel senso che si hanno spesso, al momento di decidere una strategia adeguata, difficoltà nell’inquadramento ezio-patogenetico e nella scelta dei farmaci in grado di penetrare facilmente nel tessuto prostatico. Inoltre bisogna cercare di rimuovere i fattori favorenti e predisponenti, senza dimenticare l’arduo impegno di dover spesso eradicare la componente psicosomatico sempre presente in questo tipo di soggetti. I farmaci ideali per trattare un infezione prostatica sono i sulfamidici, i chinolonici, la minociclina, le cefalosporine di terza generazione e gli aminoglicosidi. Nelle forme acute, la strategia terapeutica si baserà su analgesici, antipiretici, antinfiammatori, antibiotici, riposo, idratazione e blandi purganti e nelle forme croniche si baserà su antibiotici mirati, dieta, regolarizzazione dell’alvo, igiene sessuale, alfalitici, ansiolitici e/o psicoterapia. Per quanto riguarda il dolore prostatico sine materia, il paziente andrà prevalentemente trattato con ansiolitici e psicoterapia.
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