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CRI: le attività del Comitato Regionale Veneto per la pandemia COVID-19 nel corso dell’anno 2020

CRI: le attività del Comitato Regionale Veneto per la pandemia COVID-19 nel corso dell’anno 2020

Le attività del CRI fin da subito hanno mirato ad essere il “braccio operativo” nel territorio organizzando screening della popolazione

I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale, Middle East respiratory syndrome) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave, Severe acute respiratory syndrome). Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie.

coronavirus umani comuni di solito causano malattie del tratto respiratorio superiore da lievi a moderate, come il comune raffreddore, che durano per un breve periodo di tempo. I sintomi possono includere:

  • naso che cola
  • mal di testa
  • tosse
  • gola infiammata
  • febbre
  • una sensazione generale di malessere.

I coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi
  • una contaminazione fecale (raramente).

La prima segnalazione attribuibile ad un nuovo coronavirus è avvenuta il 31 dicembre 2019 a Wuhan, in Cina, ma già l'8 dicembre sono comparsi i primi pazienti con malattia sintomatica. Il 1º gennaio 2020 le autorità hanno disposto la chiusura del mercato di Wuhan e l'isolamento di coloro che presentavano segni e sintomi dell'infezione. Il primo decesso confermato risale al 9 gennaio 2020. 

Il 9 gennaio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che le autorità sanitarie cinesi hanno individuato un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell'uomo, provvisoriamente chiamato 2019-nCoV e classificato in seguito ufficialmente con il nome di SARS-CoV-2.

L’11 febbraio, l’OMS ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata chiamata COVID-19 (Corona Virus Disease).

L’11 marzo 2020 l’OMS ha dichiarato che il focolaio internazionale di infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2 può essere considerato una pandemia. 

È possibile ridurre il rischio di infezione, proteggendo se stessi e gli altri, seguendo alcuni accorgimenti che sono stati fin dall’inizio della diffusione del virus ampiamente resi noti alla popolazione da ISS, Ministero della Salute, Agenzie e Organi Nazionali e Regionali.

Ad inizio marzo 2020 la corrente epidemia da coronavirus denominata COVID-19 era estesa ormai in tutte le Regioni italiane e, considerata l'evoluzione dello scenario epidemiologico, visto il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia stessa nonché l'incremento del numero di casi sul territorio nazionale, si evidenziava la necessità di attuare strategie di sanità pubblica volte a garantire le idonee misure di contenimento, ulteriori rispetto a quelle già adottate.

La Regione Veneto pertanto riteneva opportuno approvare uno specifico Piano contenente delle indicazioni operative per i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende ULSS del Veneto in relazione all'emergenza COVID-19 (DGRV 344/2020).

Nello specifico era richiesto ai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende ULSS di adottare un'organizzazione tale da garantire l'attuazione di strategie di sanità pubblica volte al contenimento dell'epidemia in argomento, con l'obiettivo primario ed urgente di interrompere la catena di trasmissione del virus responsabile dell'epidemia.

Per la realizzazione del Piano, la Regione Veneto ha disposto che lo stesso venisse attuato dai Dipartimenti di Prevenzione della Regione del Veneto con la collaborazione dell’Azienda Ospedale - Università di Padova, della Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Padova, del Comitato Regionale Veneto di Croce Rossa Italiana.

Nello specifico l'U.O.C. di Microbiologia della Azienda Ospedale Università Padova, Laboratorio regionale di riferimento, doveva effettuare direttamente i tamponi e relativa diagnostica, in relazione agli operatori impiegati nei Servizi Essenziali, con priorità verso quelli con maggior contatto con la popolazione generale quali gli "addetti" alle casse dei supermercati, Vigili del Fuoco, Forze dell'Ordine, con possibilità di ampliamento al variare dello scenario epidemiologico.

L'Azienda Ospedale Università Padova, per fronteggiare l'emergenza e supportare le Aziende ULSS nella realizzazione del Piano in oggetto, metteva a disposizione i medici anche in formazione e i tecnici di laboratorio del Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Oncologiche e Gastroenterologiche.

La attività di Croce Rossa Italiana, realizzata attraverso i Comitati territoriali del Veneto, era invece fin da subito mirata ad essere il “braccio operativo” di azione nel territorio, organizzando screening della popolazione (screening rapido sierologico) e Centri di Effettuazione dei Tamponi, sotto il coordinamento del SISP di Azienza Zero e, via via nel territorio, delle nove ASL della regione.

In realtà, le attività di Croce Rossa Italiana in regione per il contrasto al nuovo Coronavirus erano iniziate fin dalla prima diffusione del virus, con le attività di diffusione delle informazioni scientifiche e di divulgazione attraverso i Social e la comunicazione interna delle Raccomandazioni Nazionali e Regionali.

Ad inizio marzo 2020, poco prima della dichiarazione della natura pandemica dell’infezione, Croce Rossa Italiana è stata coinvolta in una indagine epidemiologica a Vo’ (PD), uno dei primi cluster italiani diffusione di SARS-CoV-2.

Qui la Regione Veneto ha realizzato una indagine epidemiologica specifica a inizio marzo 2020 con l'obiettivo di studiare la storia naturale del virus, misurarne la capacità di trasmissione e stabilire in modo matematico le classi di rischio, ha avuto inizio in Veneto, grazie alla raccolta a tappeto dei tamponi sull'intera comunità di Vo’. L’indagine epidemiologica è resa possibile grazie al coordinamento tra Regione Veneto, Università degli Studi di Padova - Scuola di Medicina e il sostegno dei volontari della Croce Rossa Italiana, in particolare del Comitato di Padova e del Comitato di Padova Sud.

Con specifica relazione al Piano Regionale, subito dopo la approvazione della Delibera di Giunta, si sono tenuti vari incontri organizzativi, in cui tutte le Aziende ULSS del Veneto, per il tramite dei Direttori Generali e dei Responsabili del Servizio Igiene e Sanità Pubblica, hanno presentato le modalità applicative del Piano nel loro territorio ed hanno definito le modalità di coinvolgimento degli altri attori, in particolare di Croce Rossa Italiana.

Gli incontri organizzativi iniziale hanno altresì portato a definire per ogni singola Azienda ULSS le modalità di gestione dello screening, potendo contare sulla presenza di volontari della Croce Rossa afferenti al territorio della singola Azienda ULSS.

Come previsto dalla Giunta Regionale, le attività sono iniziate nel territorio dell’azienda ULSS 6 Euganea e successivamente si sono estese a tutta la Regione.

Il referente regionale CRI S.lla Cavazzini per questo progetto ha sempre partecipato alle varie riunioni alle quali ha portato la disponibilità della CRI oltreché tutte le conoscenze e competenze in termini di organizzazione, risultando parte attiva importantissima nella organizzazione e nella applicazione del piano regionale

L’attività di screening (sia con i tamponi naso faringei sia con l’utilizzo di test rapidi sierologici) e rivolta come da indicazioni regionali a tutta la popolazione considerata a rischio era suddivisa in una serie di fasi operative che sono state direttamente gestite dal personale volontario di CRI:

  • organizzazione dei flussi degli utenti coinvolti
  • accettazione e predisposizione etichette per riconoscimento utenti
  • accoglienza e gestione dei flussi
  • predisposizione degli spazi per i test (sia tamponi, sia test sierologici rapidi) nel rispetto delle norme contro la diffusione del virus
  • esecuzione dei test da parte di personale sanitario volontario CRI (medici e infermieri)
  • registrazione dei risultati 
  • inserimento dati nel portale COVID Regionale
  • gestione dei rapporti con i laboratori analisi
  • consegna campioni da esaminare

Le scelte del tipo di popolazione da screenare, la priorità, e il supporto o meno della CRI era a totale appannaggio delle singole AULSS, che liberamente hanno deciso se coinvolgere la CRI e in che termini.

Il Responsabile Regionale CRI del Piano, oltre ad essere attivo in prima persona nelle attività di screening ed esecuzione dei test, si è inoltre sempre fatto carico di:

  • fare in modo che ogni volontario potesse usufruire del pasto durante le giornate impegnate per il progetto, con costo a carico di Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Veneto;
  • dotare tutti i volontari coinvolti di tutti i DPI necessari, forniti da Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Veneto, seguendo le indicazioni dell’Area Regionale Salute e del Referente Regionale Sicurezza CRI, in armonia con le varie Direzioni Sanitarie dei Comitati CRI territoriali;
  • fornire tutto il materiale necessario per eventuali interventi di sanificazione, con materiali a carico di Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Veneto;
  • verificare il rispetto delle nome di sicurezza per i volontari nei luoghi

Al fine di garantire la piena realizzazione del Piano Regionale e favorire l’attività di Croce Rossa Italiana, il Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Veneto, anche per il tramite dei Delegati Regionali Salute ed Emergenze, ha continuato a fornire supporto scientifico, tecnico, di coordinamento tecnico e politico delle risorse.

Il Comitato Regionale Veneto ha inoltre provveduto alla fornitura di tutti i DPI, i presidi, i materiali e i consumabili necessari alla realizzazione del progetto; ha inoltre promosso attività di fundraising per la raccolta di donazioni specificatamente dedicate al progetto, alla luce dell’assenza di specifici finanziamenti nella DGRV 344/2020.

I risultati delle attività epidemiologiche svolte a Vo’, dal punto di vista scientifico, sono riportati nell’articolo Suppression of a SARS-CoV-2 outbreak in the Italian municipality of Vo' pubblicato su Nature ad Agosto 2020.

Per il Piano Regionale “Epidemia COVID 19: interventi urgenti di sanità pubblica” sono stati impegnati:

  • 89 giornate di attività
  • oltre 430 volontari CRI coinvolti
  • circa 30.000 utenti della regione coinvolti nelle attività secondo le segnalazioni e le indicazioni delle AULSS, con particolare riferimento a personale para-sanitario delle associazioni di volontariato, volontari di Protezione Civile, Polizia Locale, Polizia di Stato, farmacisti, categorie di lavoratori altrimenti valutati come a rischio

La realizzazione delle attività del Piano Regionale ha inoltre contribuito alla creazione ed allo sviluppo di una la rete importante tra i Comitati di Croce Rossa Italiana ed anche tra i Comitati e le amministrazioni delle ULSS.

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