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Inconvenienti al sole

Dott.ssa Ilaria Romano - Dermatologa a Treviso e Montebelluna
Dott.ssa Ilaria ROMANO
 07 Marzo 2020

Inconvenienti al sole - Dott.ssa Ilaria Romano

La pelle può reagire in modo anomalo all’esposizione solare

Nel periodo estivo aumentano i casi di fotosensibilità, ossia di reazioni anomale ed esagerate della cute, che diviene particolarmente sensibile ai danni indotti dall'esposizione solare.

Dottoressa Romano, cosa causa questa anomala sensibilità al sole?
Le fotodermatiti sono il risultato dell’interazione della luce con una sostanza chimica che si accumula a livello cutaneo. I fattori fotosensibilizzanti possono essere esogeni, come certi farmaci applicati localmente o assunti per bocca (antibiotici, antidepressivi, antinfiammatori, antipertensivi diuretici) o endogeni, come le porfirine prodotte dal corpo per un'anomalia congenita nel metabolizzare l’emoglobina. Gli antistaminici come la Prometazina e gli antinfiammatori come il Ketoprofene sono i farmaci per uso locale più noti come causa di fotodermatiti.

Anche le piante possono causare queste problematiche?
Certo, anche il contatto con alcune piante durante esposizioni professionali (es: giardinieri, agricoltori) o ricreative può causare reazioni infiammatorie cutanee: più specificamente, si parla di FITOFOTODERMATITI (fito=pianta + foto=luce). 
Le furocumarine sono le sostanze con effetto fototossico contenute in numerose piante, soprattutto della famiglia delle ombrellifere (sedano, carota, prezzemolo), moracee (fico, gelso) e rutacee (lime, cedro, limone). 
Frequente in estate è anche la “dermatite pratense”, provocata dalle furocumarine presenti nell’erba che vengono sprigionate a seguito della pressione esercitata dal corpo sulle piante, quando si cammina o ci si stende su un prato. 
Attenzione anche all’uso di profumi e olii contenenti bergamotto, che possono provocare una marcata iperpigmentazione cutanea in seguito all’esposizione solare.


Come si manifestano le fotodermatiti?
Si manifestano come una “ustione solare esagerata” con eritema, edema, vescicole e talvolta bolle localizzate esclusivamente nelle sedi fotoesposte. Sono possibili anche eczemi o orticaria. Generalmente la sua durata, dopo la sospensione del contatto, può variare da pochi giorni a qualche settimana. Spesso residua una pigmentazione che può persistere diversi mesi.

Quali sono i consigli pratici per evitare o limitare le fotodermatiti?
Leggere con attenzione i foglietti illustrativi dei farmaci e, se i farmaci possono provocare reazioni alla luce, non esporsi al sole per almeno quattro giorni dopo la conclusione della terapia. È bene non utilizzare profumi direttamente sulla pelle, specie prima di esporsi al sole e, naturalmente, proteggere la cute con un filtro solare adeguato.
 

L’esposizione a sole e determinate piante può causare la comparsa di “ustioni”.

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Le condizioni ambientali possono incidere sull'efficacia e integrità dei farmaci: proteggerli dall'umidità e dalla luce diretta del sole sono le prime, fondamentali regole.
Controllare i nei significa aver cura della propria pelle. Precauzioni anche per l'esposizione al sole.
Gran parte della popolazione ne soffre senza esserne consapevole. Eppure, bastano semplici accorgimenti per assumere un quantitativo adeguato di questa vitamina fondamentale per l'organismo.
Le macchie cutanee, quando non patologiche, vanno comunque riparate con una protezione adeguata durante l'esposizione al sole.
L’incontro aperto al pubblico si terrà venerdì 16 novembre nell’Aula Magna scuola media “Manzoni”: interverranno gli specialisti Alessandro Targhetta omeopata, nutrizionista e Ilaria Romano dermatologa
Un incontro in cui la dermatologa Ilaria Romano, del Centro di Medicina Treviso parlerà delle patologie della pelle più frequenti e di come prevenirle.
 
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