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Il giovane sportivo a tavola

Dott. Paolo Favretto - Dietologo Clinico
Dott. Paolo FAVRETTO
 19 Gennaio 2019

Il giovane sportivo a tavola

L'attrattiva di una carriera professionale sportiva può indurre i giovani atleti a seguire allenamenti intensivi che spesso potrebbero essere considerati estremi anche nel caso di atleti adulti.

È indubbio che il numero di bambini e adolescenti che si specializzano in uno sport in età sempre più precoce sia in costante crescita e spesso vengono sottoposti ad allenamenti intensi e gareggiano in competizioni impegnative.  Sport come la ginnastica, il nuoto, i tuffi, il tennis e il pattinaggio, vedono coinvolti atleti dotati di molto talento, ma molto giovani. L'attrattiva di una carriera professionale sportiva può indurre i giovani atleti, soprattutto sotto la spinta dei loro genitori, a seguire allenamenti intensivi in età precoce. Spesso questi allenamenti sono talmente intensi, per poter rendere competitivo il bambino o l’adolescente, che potrebbero essere considerati estremi anche nel caso di persone adulte. 

Indicazioni per una sana ed adeguata alimentazione in fase di crescita.
 

Una nutrizione adeguata, è per ogni sportivo la base, assieme ad allenamento e preparazione psicologica per poter sperare di ottenere dei buoni risultati: ma come ci si deve comportare con i ragazzi?

Nei giovani atleti, le richieste nutrizionali già elevate a causa della crescita, risultano essere incrementate dall'attività fisica intensa. Inoltre spesso bambini e ragazzi coinvolti in sport in cui la magrezza è considerata importante per la prestazione ottimale (danza e ginnastica), non introducendo un apporto calorico adeguato, possono compromettere la loro crescita e lo sviluppo. I giovani atleti e in particolare i loro genitori sono frequentemente non edotti sui benefici che conseguono a una dieta equilibrata, anzi spesso fuorviati da preparatori atletici impreparati che somministrano consigli dietetici totalmente errati. La dieta è importante sia varia e ben bilanciata, deve fornire un apporto calorico e di nutrienti sufficiente alla crescita e all’impegno sportivo, inoltre in questa fase della crescita la richiesta di alcune sostanze come ad esempio il ferro (per garantire un adeguato trasporto di ossigeno per mezzo dell’emoglobina e per il metabolismo muscolare) e il calcio (per la crescita ossea) è aumentata, ma l’alimentazione non risulta sufficiente a coprirne i fabbisogni, con possibili conseguenze sulla salute, come la prevenzione ad esempio di fratture ossee da stress o allungamento dei tempi di guarigione da fratture, distorsioni e altro.

 

È vero che un’eccessiva attività fisica può nuocere?

Si, si tratta del noto “paradosso sportivo”, cioè che troppa attività fisica fa invecchiare precocemente. Così l’esercizio fisico può trasformarsi da prezioso strumento di prevenzione a fattore di rischio per la salute: dipende da come viene svolto. L’eccessiva attività fisica può infatti provocare un aumento dei radicali liberi e dello stress ossidativo che le normali difese dell’organismo non riescono a fronteggiare, tantomeno quelle di un giovane. Lo stress ossidativo arriva a colpire le fibre muscolari predisponendole a lesioni e traumi, attacca anche il tessuto connettivo dell’apparato locomotore con maggiore rischio di infiammazioni, borsiti e tendiniti, inoltre danneggia le cellule del corpo predisponendole all'invecchiamento precoce.

È importante comprendere che ogni sportivo fa storia a se, in quanto le caratteristiche genetiche individuali ci rendono tutti diversi e di conseguenza sia l’alimentazione che la preparazione atletica va individualizzata. Se questo viene già fatto spesso negli adulti, lo ritengo importantissimo nei giovani atleti, proprio per quanto detto sopra.

 

Come è possibile personalizzare la dieta?

Attualmente utilizzando un semplice prelievo di saliva è possibile conoscere il proprio DNA e ottenere informazioni specifiche sulla struttura delle proprie fibre muscolari (quindi sapere se siamo più predisposti a sport aerobici o anaerobici); individuare chi ha una maggiore difficoltà a trasportare il lattato fuori le cellule e quindi necessitare di tempi di recupero più lunghi o di una preparazione differente; individuare chi ha maggiore tendenza all’infiammazione, in particolare del muscolo scheletrico; individuare una maggiore predisposizione a traumi di legamenti e tendini; individuare i soggetti più predisposti a danni muscolari; conoscere la capacità antiossidante individuale, molto importante in quanto come già detto l’atleta presenta una produzione maggiore di radicali liberi ed è più sottoposto allo stress ossidativo. Inoltre è possibile conoscere eventuali intolleranze alimentari, molto comuni e ormai dimostrato in grado di ridurre le performance, come quella al lattosio o l’aumentata sensibilità ad alcune sostanze, spesso contenute negli integratori, come ad esempio la caffeina, con possibili effetti dannosi sulla salute. L’infiammazione silente indotta dalle intolleranze, è sicuramente una situazione che può influire negativamente sulle performance.

 

Consigli ai genitori

Un’adeguata e individualizzata alimentazione del giovane atleta rappresenta ormai uno degli elementi fondamentali dell’attività sportiva, in quanto decisiva per la corretta crescita, l’ottenimento dei risultati sperati e la prevenzione degli infortuni, quindi oltre a essere normocalorica e normoproteica non può più prescindere dalla conoscenza delle individuali caratteristiche genetiche.

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