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Implantologia dentale: dente o impianto?

Dott Andrea Pavanetto - Odontoiatra a Treviso e Venezia
Dott. Andrea PAVANETTO
 08 Giugno 2021

impianti dentali

Sempre più pazienti sono afflitti dal forte dubbio su quando è possibile salvare il loro dente e quando invece è più opportuno sostituirlo con un impianto in titanio.

QUANDO UN DENTE SI FRATTURA È SEMPRE NECESSARIA L’ESTRAZIONE E LA SOSTITUZIONE CON UNA RADICE ARTIFICIALE IN TITANIO (IMPIANTO)? 

Dipende dal tipo di frattura:
A) Se limitata nella componente radicolare si può eseguire un intervento di plastica osseo-gengivale che ti permette di accedere correttamente alla zona rotta dalla frattura e di poter ricostruire l’elemento dentale.
B) Se estesa nella componente radicolare la quantità di osso da dover asportare al paziente per raggiungere la parte dentale residua sarebbe eccessiva portando ad un forte indebolimento del dente stesso e dei denti vicini, quindi il dente va rimosso ed eseguito un impianto.

UN DENTE CON LA PIORREA VA SEMPRE SOSTITUITO CON UN IMPIANTO?

Dipende dal grado della malattia:
A) Se la patologia può essere curata va eseguito un intervento di asportazione del tessuto infetto, rimosso tutto il tartaro in profondità e rigenerato l’osso perduto, preservando così il dente colpito.
B) Se la piorrea ha portato ad una distruzione ossea in zona non rigenerabile:
- non si può avere un prognosi favorevole a lungo termine e quindi il dente va estratto, si deve far guarire correttamente la zona interessata e poi va rimpiazzato il dente con un impianto.
- piu precoce è la diagnosi di dente non recuperabile e quindi più preventiva sarà l’estrazione, migliore sarà qualità e quantità di osso rimanente per fare il miglior impianto possibile, tenendosi lontani da strutture a rischio come il nervo alveolare inferiore (responsabile della sensibilità del labbro), o dal seno mascellare (rischio sinusiti e dolori facciali).

QUANDO UN DENTE DEVITALIZZATO VA SOSTITUITO CON UN IMPIANTO?

A) Quando il dente devitalizzato che dà ascesso e dolore non è ritrattabile a causa di calcificazioini o per la presenza di strumenti rotti all’interno dei canali radicolari che impediscono l’accesso alla zona infetta.
B) In caso di ripetute infezioni che non guariscono ne rifacendo la devitalizzazione nel miglior modo possibile, ne con l’apicectomia, trattamento chirurgico di asportazione della parte di radice infetta.

UN DENTE MOLTO CARIATO VA SOSTITUITO CON UN IMPIANTO?

A) Quando la carie è troppo profonda e quindi per recuperare la zona sana andrebbe mutilata una componente eccessiva di osso e gengiva con quindi un supporto osseo finale troppo ridotto.
B) Se la carie ha colpito la zona della forcazione (zona di confine tra corona e radice) lasciando una quantità di tessuto dentale troppo sottile per sostenere i carichi masticatori con elevato rischio di frattura.

CI SONO ANCORA DEI CASI IN CUI È PREFERIBILE RISOLVERE L’EDENTULIA CON I PONTI DENTALI E NON CON GLI IMPIANTI? 

A) In tutti quei casi clinici in cui l’osso residuo del paziente è di una qualità insufficiente a garantire l’osteointegrazione.
B) Quando eseguire l’implatologia mette a rischio l’integrità di strutture anatomiche importanti, con possibili danni permanenti, di cui i più frequenti sono perdita di sensibilità del labbro nella mandibola e sinusiti acute e croniche nella mascella. Importante è l’attenta valutazione 3D del sito dentale con apparecchiature radiologiche di ultima generazione come la Tac Cone-Beam.

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