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Olimpiadi & bisturi

Agonismo VS bellezza: troppo sport fa invecchiare precocemente


Non solo tempi da record, rincorse, salti, numeri, distanze percorse: da quando è iniziata l’avventura di Londra 2012, l’occhio del circo mediatico mondiale è stato rivolto agli atleti olimpici – e soprattutto alle atlete – forse più sul fronte della bellezza che su quello dei risultati ottenuti in pista. Si è parlato di quanto facciano sesso i partecipanti ai Giochi, della moda di tingersi le unghie, dei candidati al titolo di miss e mister Olimpiadi. Poi ci ha pensato un articolo (di dubbio gusto, a dire il vero) della testata tedesca Bild, a puntare l’indice sulla scarsa femminilità di atlete non particolarmente attraenti da un punto di vista estetico.

Il rapporto tra bellezza fisica e agonismo ai massimi livelli, insomma, è quanto mai attuale. E l’eccesso di agonismo può rivelarsi controproducente per l’estetica. A lanciare l'allarme è il professor Mario Dini, specialista in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica a Firenze e Milano. “Non c’è dubbio che la pratica sportiva a livello agonistico, come è avvenuto per gli atleti olimpici impegnati a Londra – sottolinea – comporti conseguenze per l’aspetto fisico, in primis un assottigliamento del tessuto sottocutaneo del viso. Se non fare sport è sicuramente un errore, l’eccesso è altrettanto sbagliato per chi tiene al proprio aspetto. Il rischio è infatti quello di un invecchiamento precoce: lo sforzo fisico continuo cui è sottoposto l'atleta che si allena tutti i giorni è la causa diretta della rugosità dei tratti”.

Non va bene né il poco sport, dunque, né il troppo sport. “Prendiamo ad esempio – continua Dini - un atleta che si prepara per le Olimpiadi: il suo viso è destinato a risentirne, perché nel corso del tempo si svuotano di grasso le strutture intorno agli occhi. Più ci si sforza alla ricerca dell’exploit migliore, tanto più lo scheletro facciale tende a venir fuori. Ciò determina le disarmonie estetiche che in questi giorni stiamo vedendo in televisione. Ci sono discipline che “segnano” il viso e il corpo degli atleti più di altri: è il caso del sollevamento pesi, del pugilato (per i traumi facciali), il ciclismo o la maratona, dove va considerata anche la prolungata esposizione al sole”.

Il pericolo è in agguato anche al termine dell’attività: per chi ha interrotto la pratica dello sport a livello agonistico dopo tanti anni, diventa molto facile acquistare peso. Pensiamo a campioni come il nuotatore statunitense Michael Phelps, che hanno bisogno di un fabbisogno quotidiano di 12mila calorie. Dopo anni passati a nutrirsi a questi livelli, abituando lo stomaco a lavorare a tali ritmi, se viene a mancare il modo in cui si consumano le calorie, queste restano e formano massa grassa.

Il rimedio? Uscire dallo sport agonistico in modo graduale, ove possibile, altrimenti ricorrere alla chirurgia estetica. “Un intervento può contrastare l'invecchiamento precoce grazie a infiltrazioni di acido ialuronico, al botulino, oppure attraverso la blefaroplastica, il lifting del viso, il lipofilling, la liposuzione e liposcultura”.


 

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