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Rottura della cuffia dei rotatori| Chi sono i soggetti più a rischio e quale trattamento richiede?

Dott. Andrea Miti - Ortopedia e Traumatologia
Dott. Andrea MITI
 12 Marzo 2013

Un argomento vastissimo e complesso, il nostro specialista Dott. Andrea Miti risponde


Bisogna differenziare le patologie per età.

L'invecchiamento dei tendini della cuffia dei rotatori è un evento parafisiologico: come tutti i tessuti dell'organismo, con l'età vanno incontro a un progressivo deterioramento. La rottura traumatica è molto rara in soggetti giovani e di norma un forte trauma determina la frattura dell'osso più che quella del tendine. Il tendine può però essere danneggiato dall'impatto riportato e successivamente può andare incontro ad una progressiva rottura che tuttavia ha tempi lunghi di evoluzione.

Le rotture della cuffia dei rotatori poi possono esser sommariamente divise in “rotture a tutto spessore” o “rotture parziali” ovvero "non a tutto spessore" del tendine. 

Non necessariamente ogni rottura della cuffia dei rotatori deve essere operata. La si opera in caso di dolore resistente alla terapia conservativa. Il tendine più spesso interessato è il sovraspinato con una lesione che inizia a livello della sua inserzione alla testa omerale. Spesso la causa del dolore dipende da altre strutture intraarticolari, in particolare il tendine del capo lungo del bicipite (CLB) è quello che, se infiammato, è fonte di dolore. Poichè questo si trova in stretta vicinanza del tendine del sovraspinato è spesso difficile stabilire se il dolore proviene da un tendine o dall'altro. Vi sono dei test clinici specifici per capire la provenienza del dolore.

Non sempre il dolore dipende da una rottura tendinea in sè. Spesso il dolore insorge a seguito di modesti traumi o sforzi come dipingere una parete, lavare i vetri, sollevare un peso al di sopra del livello delle spalle oppure anche semplicemente sollevando un peso a distanza del corpo con le braccia discoste da esso. In questi casi, molto frequenti, il dolore è conseguenza di una infiammazione a livello delle strutture tendinee e della borsa che avvolgono la spalla. La diagnosi viene posta a seguito dell'esame clinico che è da solo in grado di stabilire la causa del dolore nella maggioranza dei casi. L'esame radiografico della spalla ci permette di "vedere" dei segni indiretti di una rottura della cuffia dei rotatori e soprattutto di escludere altre patologie diverse come ad esempio l'artrosi. Inoltre ci consente di valutare la morfologia dell'omero e della scapola. L'ecografia, se condotta da un ecografista esperto ci consente di avere informazioni precise sullo stato dei tendini e delle parti molli articolari. La risonanza magnetica fornisce immagini molto dettagliate della lesione e ci consente di avere una valutazione delle dimensioni della lesione oltre che lo stato dei muscoli. Quest'ultimo è molto importante nelle lesioni della cuffia cosiddette "massive" ovvero con interessamento di più tendini, in quanto è possibile stabilire se la rottura è riparabile oppure no. Infatti, se il muscolo è degenerato non sarà in grado di contrarsi e quindi trazionare il tendine riparato. In questi casi l'intervento diviene inutile. Oggi nel casi di rotture massive della cuffia dei rotatori non operabili e con una limitazione del movimento particolarmente seria, si può utilizzare una protesi cosiddetta a geometria inversa ovvero una protesi che "funziona" consentendo il movimento articolare in assenza dei tendini della cuffia.

 

In ultimo, a parte rari casi e comunque al di sotto dei 40 anni, soprattutto nelle donne, va sempre valutata una possibile instabilità della spalla che è alla base della lesione della cuffia. La semplice riparazione della cuffia in questi casi non risolve il problema

 

 

andrea.miti@medicinamoderna.tv
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Foto:elobo.it e ortho.com

 

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