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Vaccini sì o Vaccini no?

Vaccini: storia e obbligatorietà

Un breve excursus sulla storia, i vantaggi e le controindicazioni delle vaccinazioni contro malattie gravi e potenzialmente letali come la meningite.

Nascita ed evoluzione delle vaccinazioni

Il vaccino nasce da un’osservazione: se un organismo sopravvive a un’infezione, tende a generare una protezione immunitaria (immunizzazione) all’agente patogeno che ha causato la malattia. Così, alla fine del XVIII secolo, il medico inglese Edward Jenner sperimenta la vaccinazione antivaiolo, iniettando materiale infetto da vaiolo bovino a un bambino di 8 anni. Il bambino contrae la malattia di vaiolo animale ma guarisce e risulta immune al vaiolo umano: una scoperta che cambierà la storia della medicina.

 

Da allora, pareri contrastanti si sono sempre osservati nelle popolazioni sottoposte obbligatoriamente o facoltativamente a vaccinazione, anche e soprattutto in seguito a episodi positivi e negativi che hanno portato in auge, nel tempo, una posizione piuttosto che l’altra. Un dato di fatto è tuttavia la scomparsa o estrema riduzione, a partire dall’introduzione del vaccino, di malattie in precedenza molto diffuse e per la maggior parte discretamente pericolose come il tetano, l’epatite B, la difterite, la poliomielite, la meningite.

 

Cosa rappresenta il vaccino nella sanità odierna

Il vaccino, oggi, è un sistema di prevenzione gratuito offerto a tutta la cittadinanza. È ritenuto un importante presidio di sanità in quanto permetterebbe di proteggere gli individui singolarmente, e di conseguenza la comunità, dall’incidenza di malattie gravi e potenzialmente letali. È questo uno dei motivi per cui si fa un gran parlare, in questi giorni, dell’opportunità di reintrodurre la norma secondo la quale i vaccini saranno obbligatori per accedere a scuola: perché le percentuali di vaccinazione infantile odierne non raggiungono gli obiettivi posti dal piano vaccinale 2012-2014, secondo il quale per prevenire la diffusione delle malattie coinvolte nei vaccini obbligatori sarebbe necessaria una copertura superiore al 95%. Non è chiaro, in realtà, se questa regola può essere e sarà reintrodotta.

 


La situazione in Italia al 2015: vaccinazioni obbligatorie

In Italia, alcuni vaccini sono obbligatori e alcuni raccomandati, secondo il Decreto Ministeriale del 7 aprile 1999. Tutti seguono un preciso calendario vaccinale. I vaccini obbligatori sono contro: difterite, tetano, poliomielite, epatite B. Le vaccinazioni consigliate in età pediatrica sono contro: morbillo-parotite-rosolia (trivalente), meningite, parotite.

La Regione del Veneto è l’unica in Italia ad aver eliminato l’obbligatorietà, nel 2008, proponendo tutte le vaccinazioni come raccomandate.

 

Vaccini non pediatrici

Oltre ai vaccini conosciuti come pediatrici perché effettuati in tenera età, sono state via via sviluppate ulteriori immunizzazioni sia per malattie “comuni” ma che per alcuni gruppi di popolazione come bambini e anziani possono risultare particolarmente rischiose, ad esempio l’influenza, sia per virus che causano disturbi molto gravi a lungo termine, come l’HPV o papillomavirus.
 

Le Novità del 2017

Il nuovo decreto legge sull’obbligo vaccinale entra in vigore in data 8 giugno 2017. Le vaccinazioni obbligatorie diventano 12 per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni. L’obbligatorietà è esplicitata in sanzioni amministrative pecuniarie e certificato vaccinale come requisito d’accesso per i servizi educativi dell’infanzia e le scuole dell’infanzia, includendo scuole private e paritarie. Per maggiori informazioni, è possibile consultare il sito del Ministero della Salute e il testo completo del D.L. 7 giugno 2017, n. 73 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale nel sito della Gazzetta Ufficiale.

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