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Emorroidi e fistole anali. Come intervenire?

In questo video il Angelo Stuto spiega le diverse tecniche disponibili per il trattamento di emorroidi e fistole anali.

Capiamo insieme al dott. Angelo Stuto, chirurgo presso le sedi di Padova, Pordenone e Ferrara del Centro di medicina, la differenza tra due patologie differenti, ovvero le emorroidi e le fistole anali, per approfondire poi le diverse modalità di trattamento.
 

Che differenza c'è tra emorroidi e fistole anali?

La proctalgia, o dolore anale, non è il principale sintomo della patologia emorroidaria. La sensazione di fastidio è dovuta al prolasso delle emorroidi che ha come conseguenze il sanguinamento durante o dopo la defecazione e l'"ano umido".

Le fistole anorettali sono un orifizio a livello perianale che mette in comunicazione interno ed esterno.


Quali sono le terapie moderne?

La terapia è variabile e dipende dal tipo di fistola e dalla sua complessità. Il primo passaggio è posizionare un setone drenante all'interno per asciugarla dalle secrezioni per un periodi di tempo cha va da uno a tre mesi. Poi, l'intervento definitivo, con tecnologia laser o il riempimento con un cemento biologico per chiuderla. Se la fistola è superficiale si può procedere alla rimozione.
Invece, per quanto riguarda le emorroidi, si tende a non rimuoverele, ma a riposizionarle chirurgicamente nella loro sede naturale, senza ferite esterne, ma con semplici controlli clinici post intervento.


Come avviene la diagnosi?

Per la diagnosi delle fistole anali ci si avvale dell'ecografia transanale con sonda rotante e ricostruzione 3D, mentre nei casi più complessi o nelle recidive si procede con una risonanza magnetica del pavimento pelvico.

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