Ascolta l'audio dell'articolo Paratormone alto: che cosa significa il valore del PTH e quando approfondire
0:00:00

Il paratormone, o PTH, è l’ormone che regola i livelli di calcio nel sangue. Un valore superiore all’intervallo di riferimento, tuttavia, non costituisce di per sé una diagnosi: può dipendere da una disfunzione delle paratiroidi, ma molto più spesso rappresenta una risposta a un’altra condizione, come una carenza di vitamina D. A orientare il significato del dato è soprattutto il valore del calcio ionizzato o corretto per albumina e i livelli di vitamina D misurati insieme al PTH.

Il paratormone compare in un referto di laboratorio quasi sempre per un motivo preciso: qualcuno lo ha richiesto dopo aver trovato un valore anomalo di calcio, oppure per approfondire un quadro di fragilità ossea. E quasi sempre chi lo riceve si trova davanti a una sigla poco familiare, un numero fuori range e nessuna spiegazione. Questa pagina serve a fornire informazioni preliminari prima del colloquio con il medico.


Revisione medica a cura del Dott. Lorenzo Zanatta, endocrinologo.

Definizione

1 Che cos’è il paratormone e a che cosa serve

Il paratormone è un ormone prodotto dalle paratiroidi, quattro piccole ghiandole situate nel collo, dietro la tiroide. Malgrado la vicinanza anatomica e la somiglianza del nome, hanno una funzione completamente diversa da quella della tiroide: non regolano il metabolismo generale, ma la quantità di calcio circolante nel sangue.

Il calcio non serve soltanto alle ossa. È coinvolto nella contrazione muscolare, nella trasmissione degli impulsi nervosi, nel battito cardiaco e nella coagulazione. Per questo l’organismo ne mantiene la concentrazione nel sangue entro margini molto stretti mediante numerosi mediatori, tra cui il principale è proprio il paratormone.

Quando il calcio nel sangue scende, le paratiroidi aumentano la produzione di PTH, che agisce su tre fronti:

  • mobilita calcio dal tessuto osseo
  • riduce la quantità di calcio eliminata con le urine
  • favorisce l’attivazione della vitamina D, che a sua volta aumenta l’assorbimento del calcio a livello intestinale.

Quando il calcio risale, la produzione di PTH si riduce di conseguenza.

È un sistema di regolazione continua, e questo spiega un punto importante: un PTH elevato può essere il segno di un’alterazione delle paratiroidi, ma può anche essere la risposta corretta dell’organismo a una situazione che sta cercando di compensare. Le due cose sono profondamente diverse.

Definizione

2 PTH e PTH intatto: perché il referto riporta voci diverse

È una fonte di confusione frequente. Sui referti si trovano diciture come “PTH”, “PTH intatto”, “paratormone molecola intatta”, “s-PTH”, e chi le legge teme di aver fatto esami diversi o incompleti.

La spiegazione è tecnica, ma semplice. Nel sangue circolano sia la molecola completa del paratormone sia alcuni suoi frammenti, che non hanno la stessa attività biologica. I metodi di dosaggio più utilizzati oggi misurano prevalentemente la molecola integra, ed è questo che indica la dicitura “intatto”: non un esame diverso, ma la precisazione di che cosa il laboratorio sta misurando.

La sigla “s-” che talvolta precede la voce indica semplicemente che il dosaggio è stato eseguito sul siero.

La conseguenza pratica è una sola, ma va tenuta presente: metodi diversi possono avere intervalli di riferimento diversi. Confrontare un valore ottenuto in un laboratorio con uno ottenuto altrove, o con una soglia trovata online, può portare a conclusioni sbagliate. Il confronto ha senso quando è fatto con lo stesso metodo e, soprattutto, quando lo fa il medico.

Definizione

3 Come si legge il valore

Ogni laboratorio indica accanto al risultato il proprio intervallo di riferimento, ed è quello - non un valore generico - il termine di paragone corretto.

Un aspetto che sorprende molti è quanto il PTH sia fisiologicamente variabile. Risente di numerosi fattori: 

  • ritmo circadiano
  • funzione renale
  • stato della vitamina D
  • apporto di calcio
  • terapie in corso.

Un singolo valore leggermente fuori range, in una persona senza sintomi e con calcio normale, ha un significato molto diverso da un valore stabilmente elevato in presenza di altri dati alterati.

Per questo il paratormone non si interpreta mai da solo. Il primo dato che lo specialista guarda insieme al PTH è il calcio, e in seconda battuta la vitamina D, il fosforo e la funzione renale. È la combinazione a raccontare la storia, non il singolo numero.

Da ricordare: nessuna soglia trovata online sostituisce l’interpretazione del medico, e nessun valore isolato consente di formulare una diagnosi. Il PTH va sempre letto nel contesto degli altri esami e della situazione clinica della persona.

Approfondisci
Hai riscontrato dei valori alterati del PTH?
Richiedi un consulto con lo specialista.
Dott. Lorenzo Zanatta
Possibili cause

4 Perché il paratormone può essere alto

Gli iperparatiroidismi (valori elevati di PTH) possono essere raggruppati in tre condizioni principali, con cause e percorsi differenti.

Possibili cause

Iperparatiroidismo primario

Il problema è nelle paratiroidi stesse, che, per diversi motivi, cercano di portare la concentrazione di calcio sierico a valori più elevati rispetto ai valori normali, e, pertanto, producono paratormone in eccesso.
Nella maggior parte dei casi è dovuto a un adenoma paratiroideo, cioè una formazione benigna a carico di una sola ghiandola; meno frequentemente all’ingrandimento di più ghiandole, a carcinomi o a sindromi ereditarie. Il quadro tipico è caratterizzato da ipercalcemia (valori aumentati di calcio) con PTH normale o elevato: le paratiroidi continuano a produrre ormone anche quando il calcio è già alto. 

Possibili cause

Iperparatiroidismo secondario

In questo caso l’aumento del paratormone è dovuto ad una risposta fisiologica ad uno stimolo esterno. Le cause più comuni sono:

  • la carenza di vitamina D
  • l’insufficienza renale cronica
  • il ridotto apporto di calcio con la dieta
  • il ridotto assorbimento intestinale.

In queste situazioni il calcio tende a essere normale o basso, e il PTH è elevato proprio per  mantenere livelli di calcio sufficienti. È la forma più frequente in assoluto.

Possibili cause

Iperparatiroidismo terziario

Si sviluppa quando una condizione secondaria si protrae molto a lungo e le paratiroidi, stimolate per anni, finiscono per funzionare in modo autonomo. Si osserva soprattutto nei quadri di malattia renale cronica avanzata.

La distinzione non è accademica: nel primario la malattia è della paratiroide stessa, nel secondario è presente una condizione fisiologica o patologica che sta causando l’aumento del PTH . Confondere le due situazioni porta ad affrontare il problema sbagliato.

Definizione

5 Paratormone alto con calcio alto, o con calcio normale

È il passaggio che più di ogni altro spiega perché due persone con lo stesso valore di PTH ricevono indicazioni diverse.

Il calcio, a sua volta, va interpretato con attenzione: una quota circola legata alle proteine del sangue, principalmente l’albumina,  per cui alterazioni di questa proteina possono modificare il valore misurato senza che la quota realmente attiva sia cambiata. Per questo, quando serve, si ricorre al calcio corretto o al calcio ionizzato. Abbiamo dedicato un approfondimento specifico al calcio alto nel sangue e al suo significato.

Va detto anche, per completezza, che un aumento del calcio nel sangue non dipende sempre dalle paratiroidi: può avere altre cause, alcune delle quali richiedono accertamenti mirati. È proprio questa la ragione per cui davanti a un calcio elevato lo specialista richiede il dosaggio del PTH: serve a capire da quale parte guardare. Non è un percorso da affrontare da soli né da anticipare con ipotesi personali - gli accertamenti sono rapidi e servono esattamente a chiarire il quadro.

Definizione

6 Paratormone alto e vitamina D bassa

È la combinazione più frequente in assoluto, e anche la più fraintesa.

La vitamina D è necessaria perché il calcio introdotto con l’alimentazione venga assorbito a livello intestinale. Quando è carente, l’assorbimento si riduce e il calcio nel sangue tende ad abbassarsi. Le paratiroidi percepiscono la riduzione e aumentano la produzione di paratormone per compensare, mobilitando calcio dalle ossa e riducendone la perdita con le urine.

Il risultato è un calcio che rimane apparentemente normale, ma mantenuto tale tramite l’aumento del PTH, che mobilita il calcio immagazzinato nelle ossa. Chi legge il referto vede un ormone fuori range e teme un problema alle paratiroidi, mentre le paratiroidi stanno facendo esattamente il loro lavoro.

Questo spiega perché il dosaggio della vitamina D accompagni quasi sempre quello del paratormone, e perché in molti casi la valutazione del PTH venga ripetuta dopo aver corretto un’eventuale carenza: solo a quel punto si può capire se il valore elevato dipendeva dalla carenza o se c’è altro.

La correzione di una carenza di vitamina D, quando indicata, è una decisione medica: modalità e durata vengono stabilite dal curante sulla base degli esami e della situazione della singola persona. Assumere integrazioni di propria iniziativa, oltre a non essere consigliabile in generale, può rendere più difficile interpretare gli esami successivi.

Sintomi

7 Quali disturbi può dare

Nella maggior parte dei casi un paratormone elevato non dà alcun sintomo e viene scoperto per caso in esami richiesti per altri motivi. Quando i disturbi ci sono, dipendono soprattutto dall’eventuale aumento del calcio nel sangue e tendono a essere aspecifici, cioè comuni a molte altre condizioni.

Quelli riportati con maggiore frequenza sono:

  • stanchezza persistente e riduzione della resistenza allo sforzo
  • sete più intensa del solito e aumento della quantità di urine
  • disturbi digestivi, nausea, stitichezza
  • dolori ossei diffusi e dolori muscolari
  • calcoli renali, talvolta ricorrenti
  • difficoltà di concentrazione, irritabilità, tono dell’umore alterato.

L’ultimo gruppo merita una nota. I disturbi cognitivi e dell’umore associati a queste condizioni vengono spesso attribuiti allo stress o all’età, e restano a lungo senza spiegazione. Non significa che chi si sente stanco e distratto debba pensare alle paratiroidi - le cause possibili sono moltissime e quasi tutte più comuni - ma se questi disturbi si accompagnano a un’alterazione degli esami del calcio, il collegamento merita di essere considerato dal medico.

La comparsa di calcoli renali, soprattutto se ripetuti, è uno dei motivi più frequenti per cui si arriva a dosare il paratormone.

Sintomi

8 Le conseguenze sulle ossa

È il motivo per cui questo esame compare così spesso nei percorsi che riguardano la salute dello scheletro.

Uno dei modi con cui il paratormone mantiene stabile il calcio nel sangue è mobilitarlo dal tessuto osseo. Nel funzionamento normale si tratta di un meccanismo transitorio, perfettamente compensato. Quando però il PTH resta elevato per lunghi periodi, quella mobilitazione diventa continua e il bilancio si sposta a sfavore dell’osso: il riassorbimento supera stabilmente la formazione e la massa ossea si riduce.

È per questa via che l’iperparatiroidismo rientra tra le cause di osteoporosi secondaria, cioè di quelle forme di fragilità ossea che non dipendono soltanto dall’età o dalla menopausa ma da un’altra condizione identificabile. Riconoscerlo cambia l’impostazione del percorso, perché in questi casi agire sulla causa è parte integrante del trattamento.

È anche il motivo per cui, davanti a una perdita di massa ossea comparsa precocemente o più marcata del previsto, lo specialista richiede abitualmente esami del metabolismo del calcio insieme alla densitometria ossea. La densitometria dice quanto è ridotta la massa ossea; gli esami del sangue aiutano a capire perché.

Diagnosi

9 Quali accertamenti servono

Il percorso parte quasi sempre da esami del sangue di completamento:

  • calcio
  • albumina
  • fosforo
  • vitamina D
  • funzione renale

e la valutazione del calcio eliminato con le urine nell’arco delle ventiquattr’ore, che fornisce informazioni utili a distinguere le diverse forme.

La densitometria ossea femorale, lombare e terzo distale del radio viene richiesta per valutare l’impatto dell’iperparatiroidismo sulla mineralizzazione dello scheletro. In questo caso viene richiesta la valutazione del terzo distale del radio, sede che non rientra nell’esame di routine, perché l’eccesso di paratormone interessa in modo specifico l’osso corticale, che viene infatti valutato in tale sede. 

Ulteriori accertamenti possono comprendere radiografia del rachide, per identificare eventuali fratture associate alla fragilità ossea e l’ecografia addome per valutare la presenza di calcoli renali.

Gli esami di imaging del collo - ecografia e, quando indicata, scintigrafia - non servono a fare la diagnosi, che resta basata sugli esami del sangue, ma a localizzare l’eventuale ghiandola responsabile. Vengono quindi richiesti in un momento successivo del percorso, tipicamente quando si sta valutando un’indicazione chirurgica.

La sequenza non è la stessa per tutti: dipende dal quadro iniziale, dall’età e dalle altre condizioni presenti. È lo specialista a stabilirla.

Cure

10 Che cosa si fa: i percorsi

Non esiste una risposta unica, e questo è il punto più importante da portare a casa: il trattamento dipende interamente dalla forma.

Nelle forme secondarie l’obiettivo è correggere la causa che sta stimolando le paratiroidi. Se si tratta di una carenza di vitamina D, la sua correzione porta spesso a una normalizzazione progressiva del paratormone. Se dipende da una malattia renale o da un problema di assorbimento, il percorso rientra nella gestione complessiva di quella condizione.

Nelle forme primarie le strade sono due. In una parte dei casi si sceglie l’osservazione nel tempo, con controlli periodici degli esami e della densità ossea: è un’opzione appropriata quando il quadro è lieve e stabile. In altri casi si valuta l’intervento chirurgico di rimozione della ghiandola interessata. L’indicazione si basa su una combinazione di elementi - entità dell’alterazione, età, stato dello scheletro, funzione renale, presenza di sintomi - e viene posta dallo specialista, non ricavata da un singolo valore.

Esistono inoltre approcci farmacologici utilizzati in situazioni selezionate, in particolare quando l’intervento non è indicato o non è praticabile. Anche in questo caso la scelta è specialistica e tiene conto del quadro complessivo.

Cure alternative

11 Alimentazione: che cosa si può dire davvero

È una delle domande più frequenti, e la risposta più utile è anche la meno soddisfacente: non esiste una dieta per il paratormone alto.

La ragione è che l’indicazione cambia radicalmente a seconda della forma. Nelle forme secondarie da carenza, ridurre l’apporto di calcio è controproducente, perché aggrava proprio lo stimolo che sta facendo salire il paratormone. Nelle forme primarie l’impostazione è diversa e dipende anche dalla funzione renale e dalla quantità di calcio eliminata con le urine. Nei quadri legati a malattia renale cronica intervengono ulteriori considerazioni.

Applicare a sé un’indicazione trovata online, senza sapere in quale situazione ci si trovi, comporta un rischio concreto di fare l’opposto di ciò che servirebbe.

Ciò che si può dire in generale, e che vale in tutte le situazioni, è che un’alimentazione equilibrata e un’adeguata idratazione fanno parte del percorso, e che qualsiasi modifica sostanziale delle abitudini alimentari in presenza di un’alterazione del metabolismo del calcio andrebbe concordata con il medico.

Altro

12 Domande frequenti

Che cosa succede se il paratormone è alto?

Dipende dalla causa e dal valore del calcio. Molte persone non hanno alcun disturbo. Quando il PTH resta elevato a lungo, la conseguenza più rilevante riguarda la salute dello scheletro, con una progressiva riduzione della massa ossea.

Ci può essere iperparatiroidismo con PTH normale? 

Si, in tal caso infatti si parla di PTH “inappropriatamente normale”: i valori incrementati di calcio normalmente dovrebbero bloccare la produzione di PTH, che conseguentemente dovrebbe risultare ridotto. Un valore normale di PTH è pertanto da considerare “elevato” rispetto alla normale risposta fisiologica.

Il paratormone alto è sempre un problema delle paratiroidi?

No, ed è anzi la situazione meno frequente. Nella maggior parte dei casi si tratta di una risposta a un’altra condizione, tipicamente una carenza di vitamina D o una ridotta funzione renale.

Che differenza c’è tra calcio e calcemia?

Nessuna sostanziale: “calcemia” indica la concentrazione di calcio nel sangue. Sui referti possono comparire voci diverse - calcio totale, calcio corretto, calcio ionizzato - che si riferiscono a modalità di misurazione o di calcolo differenti dello stesso elemento.

Che cos’è il PTH intatto?

È il dosaggio che misura prevalentemente la molecola completa del paratormone, distinguendola dai suoi frammenti. Non è un esame diverso dal PTH: è la precisazione di che cosa il laboratorio ha misurato.

Le paratiroidi hanno a che fare con la tiroide?

Solo per posizione. Sono ghiandole distinte, con funzioni diverse: la tiroide regola il metabolismo, le paratiroidi il calcio. Una persona può avere una tiroide perfettamente funzionante e un’alterazione delle paratiroidi, e viceversa.

Chi cura l’iperparatiroidismo?

L’inquadramento è tipicamente endocrinologico. A seconda del quadro possono essere coinvolti il nefrologo, quando c’è una componente renale, e il chirurgo endocrino, quando si valuta un intervento. Il percorso inizia di solito dal medico di famiglia.

Un valore alto una sola volta è preoccupante?

Un singolo valore fuori range, in assenza di sintomi e con calcio normale, ha un significato limitato. È frequente che il medico chieda di ripetere il dosaggio insieme ad altri esami prima di trarre qualsiasi conclusione.

Il paratormone alto si abbassa da solo?

Quando dipende da una causa correggibile, come una carenza di vitamina D, il valore può rientrare una volta risolta quella condizione. Nelle forme in cui il problema è nelle paratiroidi stesse, non tende a normalizzarsi spontaneamente.

Vuoi approfondire l'argomento e/o necessiti di un consulto medico?