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Donne e cefalea: ne soffrono di più, ma si curano di meno

Dott. Giuseppe Maccarrone - Neurologo
Dott. Giuseppe MACCARRONE
 05 Settembre 2021

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L’emicrania è nettamente più frequente nelle donne rispetto agli uomini a causa dell’effetto degli ormoni femminili sui meccanismi che generano la cefalea

Circa l' 80 % delle persone che soffrono di emicrania è costituito da donne, contro il 20% di uomini, ma le donne si trascurano e dilatano i tempi della diagnosi: il tempo per arrivare a una diagnosi è di 7,8 anni per le donne e di 4,1 anni per gli uomini. La patologia rimane quindi in molti casi non diagnosticata per molto tempo.

 

Dottore, esistono più tipi di emicrania?

Sì, si distingue tra emicrania senza aura, emicrania con aura (caratterizzata da sintomi neurologici reversibili e di breve durata, che possono insorgere prima o durante l’attacco doloroso) ed emicrania cronica. Da sottolineare come nella cronicizzazione dell’emicrania il principale fattore sia rappresentato dall’abuso di farmaci per il mal di testa. Tale utilizzo scorretto può causare gravi conseguenze per gli effetti collaterali dei farmaci antinfiammatori, nei confronti dei quali si può anche sviluppare tolleranza, con conseguente riduzione dell’efficacia.

Le variazioni dell’assetto ormonale come possono influenzare l’emicrania? 

Prendiamo in considerazione diversi momenti che caratterizzano la vita di una donna. In merito al ciclo mestruale, dal punto di vista clinico si distinguono tre diverse forme emicraniche collegate:
- emicrania mestruale pura: gli attacchi di mal di testa compaiono sempre e solo da 3 giorni prima e per 5 giorni dopo il ciclo mestruale, mentre sono assenti tra un ciclo e l’altro o durante il ciclo;
- emicrania correlata alle mestruazioni: gli attacchi di mal di testa compaiono con la cadenza delle mestruazioni, ma anche in altri momenti;
- emicrania da contraccettivi: il mal di testa è un effetto collaterale spesso osservato nelle donne che fanno uso della pillola. In alcuni casi esso si presenta per la prima volta in corrispondenza con l’inizio della terapia, mentre nelle donne già emicraniche gli attacchi si intensificano, spesso concentrandosi nella settimana di sospensione. Bisogna ricordare che la combinazione di aura, uso del contraccettivo e altri fattori (fumo, ipertensione, diabete, alti livelli di colesterolo, anomalie ereditarie della coagulazione, malattie cardiache) può aumentare i rischi di malattie vascolari (infarto, ictus). Quindi, l’impiego della pillola va sempre valutato con attenzione nelle donne che soffrono di emicrania, soprattutto di emicrania con aura.

Il 60% delle donne presenta la seconda forma, mentre solo una piccola percentuale (8-10%) lamenta un’emicrania mestruale pura. Gli attacchi emicranici che si presentano in corrispondenza del ciclo sono maggiormente intensi e prolungati, con sintomi di accompagnamento più imponenti, rispetto a quelli non in relazione al ciclo.

Cosa avviene durante la gravidanza?

Durante la gravidanza, in una discreta percentuale di donne (50-70%) l’emicrania migliora o addirittura scompare, per la mancanza delle fluttuazioni, degli estrogeni, i quali si mantengono a livelli elevati e costanti durante il secondo e terzo trimestre. Ciò accade nell’emicrania senza aura. Al contrario, un’emicrania con aura può comparire per la prima volta o peggiorare in gravidanza.

E per quanto riguarda la menopausa?

Spesso, nel periodo della premenopausa, le donne registrano un peggioramento della frequenza e dell’intensità della loro emicrania. Tuttavia, quando il ciclo cessa definitivamente, i due terzi delle donne notano un miglioramento ed alcune la completa regressione. La menopausa comporta un grosso cambiamento nella vita i una donna, a causa del manifestarsi di una serie di sintomi (vampate, depressione, ansia, panico, irritabilità, calo del desiderio sessuale, secchezza vaginale, incontinenza urinaria, dolori ossei e muscolari, cefalea), oppure per l’insorgenza di nuove malattie (osteoporosi, ipertensione arteriosa). Questi fattori possono peggiorare la qualità di vita della donna. Per tali motivi, a molte donne viene raccomandata la terapia sostitutiva, soprattutto se la menopausa è precoce. Va detto però che la terapia ormonale sostitutiva può causare un aumento di frequenza e durata degli attacchi emicranici (questo effetto negativo sembra meno evidente con l’uso di cerotti). 

Qual è la correlazione con il dolore cervicale?

È molto frequente sentire signore lamentarsi di “avere le cervicali”. Alcuni studi internazionali hanno dimostrato che la maggior parte delle persone che lamentano “dolore cervicale”, in realtà, soffrono di emicrania tipica. Tale diagnosi errata le espone inutilmente a
esami radiografici, con un ingiustificato onere economico, e non permette loro di ottenere cure adeguate, portandole ad una compromissione della qualità di vita.

 

È importante che la diagnosi sia fatta quanto prima da uno specialista neurologo esperto in emicrania e cefalee, per ottenere la terapia corretta sia per l’attacco acuto, sia per la prevenzione, in modo da evitare importanti ricadute sulla qualità di vita e sulla salute.

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