Insonnia estiva: che fare quando il caldo non ti fa dormire
Le alte temperature notturne in estate impediscono al corpo di raffreddarsi come serve per riposare bene.
"Non dormo per il caldo": è una delle frasi più cercate su Google nelle settimane delle ondate di calore. L'insonnia estiva (o insonnia da caldo) è la difficoltà ad addormentarsi e a mantenere il sonno causata dalle alte temperature notturne, che ostacolano il fisiologico abbassamento della temperatura corporea necessario per dormire. Non è una semplice impressione: la ricerca scientifica conferma che il caldo riduce in modo misurabile durata e qualità del riposo. Vediamo perché succede e, soprattutto, che fare per difendersi.
Indice
1 Perché d'estate non si riesce a dormire: il ruolo della termoregolazione
Per addormentarsi, il nostro corpo deve compiere un'operazione precisa: abbassare la temperatura interna di circa mezzo grado. È un segnale fisiologico che accompagna la produzione di melatonina e l'ingresso nelle prime fasi del sonno.
Quando la temperatura dell'ambiente resta elevata anche di notte - le cosiddette "notti tropicali", in cui la colonnina di mercurio non scende sotto i 20 °C - questa dispersione del calore viene ostacolata. Il risultato è un addormentamento più lento, un sonno frammentato e una riduzione delle fasi più profonde e ristoratrici. L'effetto peggiora quando l'umidità è alta: l'afa rende la sudorazione meno efficace e il corpo trattiene calore.
Gli studi più recenti lo quantificano con chiarezza. Un'ampia ricerca pubblicata su Nature Communications, condotta su oltre 214.000 persone monitorate, ha rilevato che con l'aumentare della temperatura il rischio di dormire meno del necessario cresce di circa il 20% ogni 10 °C in più, ed è il sonno profondo (la fase in cui l'organismo recupera energie e consolida la memoria) a ridursi maggiormente.
Un secondo studio, pubblicato su Science Advances, offre un dato ancora più concreto: ogni grado in più di temperatura notturna si traduce in circa 3 notti di sonno insufficiente in più ogni 100 persone al mese, con un effetto che raddoppia negli over 65.
Il caldo penalizza anche il sonno REM, essenziale per il recupero mentale ed emotivo: ecco perché dopo una notte afosa ci si sente non solo stanchi, ma anche irritabili e poco concentrati. È questo il motivo per cui d'estate si dorme di meno: nelle notti calde si somma un addormentamento ritardato a risvegli più frequenti nella seconda parte della notte.
2 Non solo caldo: la luce e le abitudini estive
La temperatura non è l'unico fattore in gioco. D'estate le giornate si allungano e la luce serale ritarda la produzione di melatonina, l'ormone che segnala al cervello che è ora di dormire.
A questo si aggiungono le abitudini tipiche della stagione: cene tardive e più abbondanti, consumo di alcolici, serate all'aperto che spostano in avanti l'orario in cui si va a letto, uso prolungato di smartphone e tablet, la cui luce blu inganna ulteriormente il ritmo circadiano.
Il quadro completo dei meccanismi che regolano il riposo, dai cicli del sonno alle sue fasi NREM e REM, è approfondito nella nostra guida sui disturbi del sonno.
3 Chi soffre di più l'insonnia da caldo
Gli effetti del caldo notturno non sono uguali per tutti. Le ricerche indicano che a pagare il prezzo più alto sono:
- gli anziani, la cui capacità di termoregolazione è fisiologicamente ridotta
- le donne, in particolare in menopausa, quando le vampate si sommano al caldo ambientale
- le persone in sovrappeso o con obesità
- chi vive in ambienti molto umidi, dove la sudorazione è meno efficace nel raffreddare il corpo.
Attenzione anche a chi soffre di apnee notturne: la sonnolenza diurna causata dalle notti insonni può sommarsi a quella provocata dal disturbo respiratorio, peggiorando sensibilmente la qualità della vita.
4 Insonnia estiva: che fare per dormire anche con il caldo
La buona notizia è che contro l'insonnia per il caldo si può fare molto, agendo su ambiente, abitudini e alimentazione.
La temperatura ideale della camera da letto
L'Organizzazione Mondiale della Sanità indica come ottimale una temperatura tra i 18 e i 22 °C. Se si usa il condizionatore, meglio impostarlo su valori moderati (non più di 6-7 gradi sotto la temperatura esterna) e in modalità deumidificazione, evitando il getto d'aria diretto sul letto.
In alternativa, un ventilatore a soffitto o a piantana favorisce la circolazione dell'aria senza raffreddare eccessivamente. Durante il giorno, tenere chiuse tapparelle e finestre nelle ore più calde e arieggiare la sera aiuta a non accumulare calore nelle stanze.
Le abitudini serali giuste
Una doccia tiepida - non gelata (l’acqua troppo fredda provoca una vasocostrizione che paradossalmente trattiene il calore) prima di coricarsi facilita la dispersione termica.
Meglio scegliere lenzuola e biancheria in cotone o lino, fibre naturali e traspiranti, e indossare indumenti leggeri.
È utile mantenere orari regolari di addormentamento e risveglio, anche in vacanza, e riservare l'attività fisica alle ore fresche del mattino o del tardo pomeriggio, evitandola nelle 2-3 ore prima di dormire.
Cosa mangiare e cosa evitare
A cena via libera a pasti leggeri, ricchi di verdura e frutta di stagione, che contribuiscono anche all'idratazione. Da limitare invece alcol, caffeina e pasti abbondanti: l'alcol in particolare, pur favorendo l'addormentamento, frammenta il sonno nella seconda parte della notte e aumenta la sudorazione. Importante bere a sufficienza durante il giorno, riducendo però i liquidi nelle ore immediatamente precedenti il sonno per evitare risvegli notturni.
5 Quando rivolgersi al medico
L'insonnia legata al caldo estivo è in genere transitoria e si risolve con il ritorno di temperature più miti.
Se però le difficoltà a dormire persistono oltre le tre settimane, o si accompagnano a russamento intenso, pause respiratorie notturne o sonnolenza diurna marcata, è opportuno parlarne con il proprio medico o con uno specialista in medicina del sonno: potrebbe trattarsi di un disturbo del sonno vero e proprio, che il caldo ha semplicemente slatentizzato.
Nella nostra guida completa ai disturbi del sonno trovi gli esami diagnostici disponibili, dalla polisonnografia all'actigrafia, e le figure specialistiche a cui rivolgersi.
6 Le domande più frequenti sull'insonnia estiva
Perché d'estate non riesco a dormire?
Perché il caldo impedisce al corpo di abbassare la temperatura interna, condizione necessaria per l'addormentamento, mentre le giornate più lunghe ritardano la produzione di melatonina. La combinazione di caldo, luce e abitudini serali irregolari rende il sonno estivo più breve e frammentato.
Perché mi sveglio alle 3 di notte?
I risvegli nel cuore della notte (la cosiddetta insonnia intermedia o centrale) d'estate sono spesso legati al caldo: nella seconda parte della notte la fisiologica discesa della temperatura corporea si inverte e, se la stanza è ancora calda, il sonno diventa più leggero. Anche alcol a cena, stress e ansia favoriscono questi risvegli. Se il fenomeno persiste anche con temperature miti, meglio parlarne con il medico.
Quale vitamina manca quando si soffre di insonnia?
Non esiste una singola vitamina "del sonno". Alcuni studi associano bassi livelli di vitamina D e di magnesio (che è un minerale) a una peggiore qualità del riposo, ma le carenze vanno accertate con esami del sangue: assumere integratori senza indicazione medica non cura l'insonnia.
Come addormentarsi velocemente quando si ha caldo?
Rinfrescare la camera nelle ore serali, fare una doccia tiepida, scegliere biancheria in fibre naturali, cenare leggero ed evitare alcol e schermi prima di coricarsi. Se dopo 20-30 minuti il sonno non arriva, meglio alzarsi, spostarsi in un ambiente fresco e in penombra e riprovare poco dopo, senza guardare l'orologio.