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ONDE D’URTO E RIABILITAZIONE: UN NUOVO APPROCCIO ALLE TENDINOPATIE ACHILLEE

Dott.ssa Adriana Gerardi
Dott. ssa Adriana GERARDI
 26 Novembre 2013

IL TENDINE È UNA STRUTTURA PARTICOLARMENTE RESISTENTE, MA RIPETUTI INSULTI DI SOVRACCARICO POSSONO PROVOCARE MICROLESIONI.


Spesso le cellule non riescono a riparare queste microlesioni; ne deriva una condizione di squilibrio fra fenomeni di sintesi e degenerativi, con prevalenza di questi ultimi. Le tendinopatie rappresentano una varietà di condizioni dolorose che si sviluppano all’interno e intorno al tendine sottoposto al cosiddetto “overuse”.

Quali sono le cause della tendinopatia e come è possibile curarla? Le tendinopatie che interessano il tendine achilleo possono essere causate da molteplici fattori eziologici sia intrinseci, ad esempio alterazioni anatomiche e funzionali del piede (retropiede varo con pronazione funzionale, piede cavo, avampiedevaro), ipovascolarizzazione, debolezza dei muscoli del polpaccio, diabete, obesità, endocrinopatie; che estrinseci, come l’uso di calzature non idonee, errori di allenamento, campi di gara incongrui, uso di particolari farmaci. Per quanto riguarda la terapia, nella fase acuta si consiglia il riposo, la crioterapia, farmaci antinfiammatori e varie forme di terapia fisica (laser, ultrasuoni, tecarterapia) insieme a modificazioni della calzatura con rialzo calcaneare ed eventuali ortesi di supporto e dell’attività sportiva se praticata. Negli ultimi anni è emerso un nuovo approccio terapeutico alle tendinopatie, che sfrutta la metodica delle onde d’urto, da usare preferibilmente dopo la fase acuta e in associazione al trattamento rieducativo, dallo stretching agli esercizi attivi, per lo più eccentrici, fino al recupero specifico dell’attività sportiva .

Cosa sono le onde d’urto? Si tratta di una metodica non invasiva basata sull’erogazione di onde d’urto ad alta energia create per mezzo di diversi generatori (elettroidraulico, elettromagnetico, piezoelettrico). L’onda così generata viene focalizzata mediante una parabola su un’area ben delimitata e ridotta, che rappresenta il bersaglio da colpire. A differenza dell’onda ultrasonora che ha un andamento sinusoidale, l’onda d’urto ha un andamento ad impulso e valori di pressione generata molto più elevati.

Quali sono gli effetti delle onde d’urto? L’efficacia dell’applicazione dell’onda d’urto è riferita a un effetto diretto dell’impulso nella zona focale del tessuto, associato a fenomeni di riflessione, più accentuati nei punti di passaggio tra tessuti con caratteristiche caratteristiche fisiche diverse, e a un secondo effetto indiretto legato alla depressione che segue l’impulso determinato dalle caratteristiche elastiche del tessuto. Da ciò deriva uno stimolo specifico, con rimozione dei fattori infiammatori abbinata al rilascio di sostanze che stimolano la genesi di nuove formazioni vascolari nei tessuti trattati. E' da tempo assodato che tutti questi eventi sono alla base della riparazione del danno tendineo, in particolare nelle tendinopatie inserzionali croniche, poichè gli effetti angiogenetici si manifestano principalmente a livello della giunzione osteotendinea, laddove la differenza di impedenza acustica fra i tessuti è maggiore.

Qual è il tipo di approccio terapeutico migliore? Un trattamento riabilitativo integrato con garantisce migliori risultati. Presso CE.ME.S. per meglio definire il programma rieducativo ci serviamo di un’accurata diagnosi posturale biomeccanica del passo tramite l’analisi cinematica dinamica del movimento (GAIT ANALISYS), con un sistema opto elettronico con otto telecamere infrarossi e con marker riflettenti applicati su punti anatomici ben definiti da protocolli validati a livello internazionale (DAVIS), e inoltre della baropodometria. Questo protocollo terapeutico che integra le onde d’urto e la valutazione funzionale oggettiva, con conseguente trattamento personalizzato; ci ha permesso di definire un programma riabilitativo mirato e nello stesso tempo globale e integrato che ha portato eccellenti risultati nella riduzione del dolore e nel recupero della funzione lesa e ancor di più della performance sportiva.

Tratto dal magazine Medicina Moderna n. 1 edizione Padova ©Medicina Moderna

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