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Puntura di zecca: cosa fare?

Puntura di zecca: cosa fare?

Passeggiate in prati e boschi portano il rischio di un morso di zecca. Capiamo come toglierla e se ci sono rischi immediati.

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Con l'arrivo della bella stagione aumentano le passeggiate nei boschi, nei prati e nelle aree verdi ed è proprio in questi ambienti che le zecche trovano il loro habitat ideale. Infatti, la zecca appartiene alla stessa famiglia dei ragni e degli acari e si trova principalmente in aree con vegetazione alta, umida e ombreggiata, dove può aspettare per attaccarsi agli ospiti che passano.

Sebbene non tutte siano portatrici di malattie, una loro puntura (o più correttamente, morso) può comportare dei rischi per la salute.

In questa guida capiamo cosa fare subito dopo un morso di zecca, quali sintomi osservare nei giorni successivi e quando è opportuno rivolgersi a un medico.

1 Cosa fare subito dopo una puntura di zecca?

Se dopo una passeggiata troviamo una zecca attaccata alla pelle, la prima cosa da fare è mantenere la calma. La rimozione corretta della zecca è molto importante per ridurre il rischio di infezioni. 

Come rimuovere correttamente una zecca

Per rimuovere la zecca è necessario prestare molta attenzione a non lasciare all'interno della ferita parti della testa del parassita:

  • utilizza una pinzetta a punte sottili o un apposito strumento per la rimozione delle zecche.
  • afferra la zecca il più vicino possibile alla pelle, evitando di schiacciarla.
  • tira delicatamente verso l’alto con un movimento continuo e costante. Non torcere o ruotare la zecca.
  • dopo la rimozione, disinfetta accuratamente la zona con un antisettico.
  • conserva la zecca in un contenitore chiuso (ad esempio un barattolino o una provetta) nel caso sia necessario analizzarla.


Cosa non fare mai

  • non utilizzare alcol, olio, acetone o altri liquidi per staccare la zecca.
  • non bruciarla o comprimerla con le dita.
  • non tirare in modo brusco o spezzare la zecca.

2 Sintomi dopo il morso di zecca: cosa osservare

Nella maggior parte dei casi, il morso di zecca provoca una reazione cutanea lieve, ma è meglio monitorare eventuali sintomi nei giorni e nelle settimane successive.


Sintomi locali

  • arrossamento e gonfiore nella zona del morso
  • prurito o dolore moderato


Sintomi sistemici e segnali di allarme

  • comparsa di un eritema migrante (macchia rossa che si allarga progressivamente)
  • febbre, mal di testa, dolori articolari o muscolari
  • stanchezza marcata
  • ingrandimento dei linfonodi


Dopo quanto tempo compaiono i sintomi?

I sintomi possono comparire da 3 a 30 giorni dopo il morso, a seconda della malattia eventualmente trasmessa.

3 Malattie trasmesse dalle zecche in Italia

Le zecche possono trasmettere diverse infezioni, alcune delle quali anche gravi. Tra le più comuni in Italia troviamo:


Malattia di Lyme

Causata dal batterio Borrelia burgdorferi, si manifesta con l’eritema migrante e sintomi simil-influenzali. Se non trattata, può coinvolgere le articolazioni, il sistema nervoso e il cuore.


TBE – Encefalite da zecca

Malattia virale trasmessa soprattutto nell’area nord-orientale italiana (Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia). Può causare febbre, mal di testa e in alcuni casi encefalite.


Febbre bottonosa e altre patologie

In alcune regioni è presente anche la Rickettsiosi, che provoca febbre alta, eruzione cutanea e una crosta nera nel punto del morso.


La zecca marginata

Negli ultimi anni, anche in Italia è stata segnalata la presenza della zecca marginata, una specie di grandi dimensioni originaria delle regioni più calde.
Questa zecca può trasmettere virus emergenti, tra cui il virus della febbre emorragica Crimea-Congo (CCHF), attualmente non presente in Italia ma sorvegliato a livello europeo. La zecca marginata è più attiva nei mesi caldi e si distingue per il suo aspetto allungato e le zampe a striature chiare. È importante segnalare eventuali avvistamenti alle autorità sanitarie veterinarie locali.

4 Quando consultare un medico per una puntura di zecca?

È consigliato rivolgersi al medico se:

  • la zecca è rimasta attaccata per più di 24 ore
  • non si riesce a rimuovere completamente
  • compaiono sintomi sospetti nelle settimane successive
  • si è immunodepressi o si vive in aree a rischio


Terapia antibiotica preventiva: quando è indicata

Il medico potrebbe prescrivere una terapia antibiotica preventiva nei casi in cui:

  • La zecca è rimasta attaccata a lungo
  • Si tratta di una specie nota per trasmettere malattie (es. Ixodes ricinus)
  • Il morso è avvenuto in una zona endemica per la malattia di Lyme

5 Come prevenire le punture di zecca

Abbigliamento e repellenti

  • Indossare pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe in aree a rischio
  • Usare repellenti a base di DEET o permetrina


Controllo del corpo dopo passeggiate in natura

  • Verificare la presenza di zecche su tutto il corpo, soprattutto in zone calde e umide (ascelle, inguine, dietro le ginocchia, cuoio capelluto)
     

Vaccinazione contro la TBE: chi dovrebbe farla

La vaccinazione è raccomandata per chi vive o frequenta spesso zone a rischio (es. aree alpine e prealpine) ed è esposto professionalmente (es. forestali, escursionisti, campeggiatori).

6 Domande frequenti (FAQ)

Quanto tempo una zecca rimane attaccata alla pelle?
La zecca può rimanere attaccata per diverse ore o giorni. Più a lungo resta sulla pelle, maggiore è il rischio di trasmissione di infezioni.

Come faccio a sapere se ho tolto tutta la zecca?
Dopo la rimozione, verifica che non sia rimasta la parte rostrale (il "becco") nella pelle. In caso di dubbio, rivolgiti al medico.

Cosa succede se non tolgo subito la zecca?
Il rischio di contrarre una malattia aumenta con la durata dell'attacco. È consigliabile rimuoverla il prima possibile, in modo corretto.

Il morso di zecca è sempre pericoloso?
No, nella maggior parte dei casi è innocuo. Tuttavia, alcune zecche possono trasmettere agenti patogeni: per questo è importante monitorare i sintomi.

È possibile prevenire completamente le punture?
Non del tutto, ma con abbigliamento adeguato, repellenti e controlli post-escursione il rischio può essere notevolmente ridotto.

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