Sara Di Vaira: la vita come danza tra talento, equilibrio e umanità
Un percorso tra disciplina, passione e consapevolezza, dove la danza diventa espressione di equilibrio interiore e crescita personale.
La danza non è solo disciplina artistica, ma anche equilibrio mentale, consapevolezza e relazione. Nell’intervista a Sara Di Vaira, storica protagonista di Ballando con le Stelle, emerge un percorso fatto di talento, determinazione e profonda umanità.
Un racconto che intreccia crescita personale, gestione delle emozioni e valore del rispetto nel lavoro di squadra.
Indice
1 La danza come espressione e crescita personale
La danza, per lei, è sempre stata il baricentro, il fil rouge di tutta la sua vita. Lo era già da piccolissima quando Sara di Vaira, nella scuola di danza di Cecina, muoveva i primi passi sulle punte, ispirandosi alle sigle di Lorella Cuccarini e Heather Parisi.
La passione per il ballo la accompagna anche durante la crescita e assume una connotazione più netta quando la danzatrice opta per l'indirizzo latino-americano, ottenendo un ottimo piazzamento prima a livello regionale, poi europeo e infine nel Campionato del Mondo del 2006.
La notorietà, per Sara, arriva con la partecipazione al dancing-show "Ballando con le Stelle" di cui continua a essere una delle colonne portanti. Due anni dopo aver vinto l’edizione del 2019 in coppia con Lasse Matberg, la maestra di ballo decide inaspettatamente di lasciare il suo ruolo per vestire i panni di commentatrice a bordo campo insieme a Simone Di Pasquale, dando prova di competenza ed equilibrio mai disgiunti da umanità.
Cosa ha rappresentato e rappresenta per lei la danza?
"Il miglior modo di esprimermi e mettermi in connessione con me stessa e gli altri, in
particolare con i bambini. Attraverso il ballo, infatti, riesco a comunicare efficacemente con i miei piccoli allievi, risolvendo i loro problemi di percorso e cercando di renderli persone migliori".
2 L’arrivo a Ballando con le Stelle
La notorietà, per Sara, arriva con la partecipazione al dancing-show "Ballando con le Stelle" di cui continua a essere una delle colonne portanti. Due anni dopo aver vinto l’edizione del 2019 in coppia con Lasse Matberg, la maestra di ballo decide inaspettatamente di lasciare il suo ruolo per vestire i panni di commentatrice a bordo campo insieme a Simone Di Pasquale, dando prova di competenza ed equilibrio mai disgiunti da umanità.
Cosa ha rappresentato e rappresenta per lei la danza?
"Il miglior modo di esprimermi e mettermi in connessione con me stessa e gli altri, in
particolare con i bambini. Attraverso il ballo, infatti, riesco a comunicare efficacemente con i miei piccoli allievi, risolvendo i loro problemi di percorso e cercando di renderli persone migliori".
3 Cosa rappresenta la danza
Cosa ha rappresentato e rappresenta per lei la danza?
"Il miglior modo di esprimermi e mettermi in connessione con me stessa e gli altri, in
particolare con i bambini. Attraverso il ballo, infatti, riesco a comunicare efficacemente con i miei piccoli allievi, risolvendo i loro problemi di percorso e cercando di renderli persone migliori".
4 L’arrivo a Ballando con le Stelle
Come si è avvicinata a "Ballando con le Stelle"?
"Nel modo più semplice: con un provino. Ero stata contattata come maestra di ballo anche l'anno precedente per i risultati raggiunti a livello agonistico, ma ho deciso di farlo l'edizione seguente un po' per mettermi in gioco, un po’ per rivalsa personale. A tre giorni dal casting, ho sostenuto il colloquio con Milly Carlucci e da lì non me ne sono più andata".
5 Dal ruolo di maestra a quello di “tribuno”
Dopo il grande successo come maestra di ballo, ora ricopre il ruolo di "tribuno"...quali nuovi stimoli le riserva?
"Inizialmente, per me, non è stato semplice: mi veniva chiesto di giudicare o commentare l'esibizione dei miei colleghi. In questi ultimi anni sento di indossare veramente i panni di "tribuno" e mi sto godendo il viaggio limitandomi ad esprimere un giudizio concreto e disinteressato".
6 Giudizio, empatia e rispetto nel percorso artistico
La caratterizzano competenza e schiettezza, ma anche empatia. Quali sono, a suo avviso, i limiti che chi valuta non dovrebbe oltrepassare?
"Il fatto che questi aspetti vengano recepiti mi rende molto orgogliosa: ritengo, infatti, che il rispetto per l' impegno altrui non debba mai mancare. Troppo spesso, all' interno del programma, viene dato poco spazio al lavoro svolto durante la settimana dai maestri e dai talent che non si limita alla semplice preparazione di una coreografia, ma è soprattutto un percorso mentale fatto anche di emozioni e complicità".
Non le sembra che alcuni membri della giuria, ultimamente, li stiano superando?
"Penso che la giuria, uno degli elementi fondamentali di "Ballando con le stelle", possa anche avere un ruolo destabilizzante nel rapporto maestro-artista . Quest' ultimo si fonda su un equilibrio talmente precario che, anche un semplice commento negativo, può rischiare di infrangerlo. Sta alla coppia in gara non cadere nelle provocazioni...".
Intervista di Barbara Carrer