Calo di zuccheri: sintomi, cause e cosa fare quando succede

Calo di zuccheri: sintomi, cause e cosa fare quando succede

Come riconoscere l'ipoglicemia, perché può capitare anche a chi non ha il diabete e in quali casi serve il medico.

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Un calo di zuccheri - in termini medici ipoglicemia - è una discesa del glucosio nel sangue al di sotto delle necessità dell'organismo. Si manifesta con segnali improvvisi e riconoscibili: sudorazione fredda, tremori, batticuore, pallore, fame intensa e debolezza; quando il calo è più marcato possono comparire difficoltà di concentrazione, vista annebbiata e giramenti di testa.
Nella maggior parte dei casi l'episodio si risolve in pochi minuti assumendo zuccheri semplici, ma cali ripetuti o senza una spiegazione evidente meritano sempre una valutazione medica.

1 Cos'è un calo di zuccheri?

Il glucosio è il principale carburante dell'organismo: cellule, muscoli e soprattutto cervello lo utilizzano di continuo per funzionare. Il corpo lavora per mantenerne la concentrazione nel sangue entro un intervallo stabile, grazie a un equilibrio fine tra ormoni - in primo luogo insulina e glucagone - riserve del fegato e alimentazione.

Quando questo equilibrio si rompe e il glucosio scende troppo, si parla di ipoglicemia: è quello che nel linguaggio comune chiamiamo calo di zuccheri o calo glicemico. La definizione clinica si basa su valori misurati della glicemia: la soglia è un criterio che il medico legge e interpreta insieme ai sintomi e alla storia della persona, non un numero da usare per autodiagnosticarsi.

Contrariamente a quanto si pensa, il calo di zuccheri non riguarda solo chi ha il diabete: può capitare, in forma generalmente lieve e transitoria, anche a persone sane in particolari circostanze.

2 Quali sono i sintomi del calo di zuccheri?

I sintomi seguono tipicamente due fasi, che riflettono il modo in cui l'organismo reagisce alla carenza di glucosio.

I primi segnali: la reazione dell'organismo

Quando la glicemia scende, il corpo rilascia adrenalina per correre ai ripari. È questa risposta a produrre i segnali più riconoscibili, che compaiono all'improvviso: sudorazione fredda (un sudore improvviso a pelle fredda, diverso dalla comune sudorazione eccessiva legata al caldo o allo sforzo), tremori, batticuore, pallore, fame improvvisa, ansia o irritabilità.


I sintomi da carenza di glucosio al cervello

Se il calo prosegue, a risentirne è il cervello, che del glucosio è il maggior consumatore. Compaiono allora debolezza, difficoltà di concentrazione e confusione, vista annebbiata o sdoppiata, giramenti di testa, nausea, sonnolenza, difficoltà a parlare. Nei casi più seri - rari al di fuori del diabete in terapia - il calo può arrivare fino alla perdita di coscienza: una situazione di emergenza che richiede soccorso immediato.

Riconoscere i primi segnali è importante proprio per intervenire prima che compaiano quelli della seconda fase.

3 Perché vengono i cali glicemici? Le cause

Nelle persone con diabete

Nel diabete in trattamento farmacologico l'ipoglicemia è la più frequente complicanza acuta: può dipendere da un eccesso relativo di insulina o di farmaci ipoglicemizzanti rispetto a ciò che si è mangiato, da un pasto saltato o ritardato, da un'attività fisica più intensa del previsto o dal consumo di alcol.
Per chi è in terapia, la prevenzione e la correzione dei cali fanno parte del percorso di cura definito con il proprio diabetologo, e ogni episodio ricorrente va riferito al medico perchè può richiedere un aggiustamento della terapia.


Nelle persone senza diabete

Anche chi non ha il diabete può sperimentare un calo di zuccheri, di solito lieve. Le circostanze più comuni:

  • digiuno prolungato o pasti saltati, specie se seguiti da impegno fisico o mentale intenso
  • attività fisica intensa o prolungata senza un'adeguata alimentazione
  • consumo di alcol a stomaco vuoto, che interferisce con la capacità del fegato di rilasciare glucosio
  • ipoglicemia reattiva: un calo che compare a distanza di qualche ora da un pasto, in genere ricco di zuccheri semplici, per una risposta insulinica sproporzionata. È la forma più comune nelle persone sane e va inquadrata dal medico se si ripete.

Esistono infine cause più rare - squilibri ormonali, malattie del fegato o dei reni, effetti di alcuni farmaci e altre condizioni che lo specialista indaga con accertamenti mirati. Per questo un'ipoglicemia ricorrente in una persona senza diabete non va mai liquidata come semplice stanchezza: è un segnale che merita un approfondimento con il proprio medico.

4 Calo di zuccheri improvviso: perché fa sudare freddo?

La sudorazione fredda improvvisa è uno dei segnali più caratteristici dell'ipoglicemia, e la ragione è la stessa adrenalina della prima fase: l'ormone attiva le ghiandole sudoripare mentre restringe i vasi sanguigni della pelle. Il risultato è quel sudore "a freddo" - spesso su fronte, collo e schiena - così diverso dal sudore del caldo o dello sforzo.

È anche il motivo per cui un episodio di sudorazione improvvisa accompagnata da tremori, debolezza o fame intensa deve far pensare, tra le possibili spiegazioni, a un calo glicemico. Se invece la sudorazione abbondante è un problema frequente e slegato da questi episodi, il tema è un altro ed è approfondito nella guida dedicata alla sudorazione eccessiva

5 Cosa fare durante un calo di zuccheri

Se i sintomi sono lievi e la persona è cosciente e in grado di deglutire:

  • interrompere quello che si sta facendo e sedersi; se si è' alla guida, fermarsi subito in sicurezza
  • assumere rapidamente zuccheri semplici: ad esempio zucchero sciolto in acqua, un succo di frutta o una bevanda zuccherata (non le versioni "senza zucchero")
  • attendere qualche minuto: i sintomi in genere si attenuano man mano che la glicemia risale
  • quando ci si sente meglio, fare un piccolo spuntino con carboidrati complessi (pane, cracker, frutta) per stabilizzare la glicemia ed evitare un nuovo calo.

Chi ha il diabete dispone in genere di uno schema di correzione preciso - quantità di zuccheri, tempi di attesa e ricontrollo della glicemia - concordato con il proprio diabetologo: è quello lo strumento da seguire, perché è personalizzato sulla terapia in corso.

Quando è un'emergenza. Se la persona è confusa, non riesce a deglutire o perde coscienza, non bisogna somministrare nulla per bocca: va chiamato subito il 112. Riferire ai soccorritori se la persona ha il diabete aiuta a orientare l'intervento.

6 Come prevenire i cali di zuccheri

  • mantenere pasti regolari, senza saltare la colazione o restare a digiuno a lungo, soprattutto nelle giornate impegnative
  • prima di un'attività fisica intensa o prolungata, assicurarsi di aver mangiato in modo adeguato
  • privilegiare carboidrati complessi (cereali integrali, legumi, frutta) rispetto a grandi quantità di zuccheri semplici, che favoriscono picchi e cali rapidi della glicemia
  • evitare l'alcol a stomaco vuoto
  • chi è in terapia per il diabete segue inoltre le indicazioni del proprio medico su automonitoraggio, orari dei pasti e gestione dell'attività fisica.

Se nonostante queste attenzioni gli episodi si ripetono, è il momento di parlarne con il medico.

7 Quando rivolgersi al medico

Un episodio isolato e lieve, con una spiegazione chiara (un pasto saltato, uno sforzo insolito), di norma non deve allarmare. È invece opportuna una valutazione medica quando:

  • i cali si ripetono, anche se lievi, o compaiono senza una causa evidente
  • gli episodi si presentano regolarmente dopo i pasti
  • i sintomi sono intensi: confusione, difficoltà a parlare, episodi vicini alla perdita di coscienza
  • i cali compaiono in una persona con diabete in terapia: possono indicare la necessità di rivedere il trattamento
  • gli episodi riguardano un bambino o una donna in gravidanza: situazioni che richiedono sempre un inquadramento medico dedicato.

Il medico di riferimento potrà valutare se approfondire con esami e, quando serve, indirizzare a uno specialista in endocrinologia e diabetologia.

8 Calo di zuccheri: domande frequenti

A cosa è dovuto un calo di zuccheri?
A una discesa del glucosio nel sangue sotto le necessità dell'organismo. Nelle persone con diabete dipende in genere dall'equilibrio tra terapia, pasti e attività fisica; in chi non ha il diabete le cause più comuni sono digiuno prolungato, sforzo fisico intenso, alcol a stomaco vuoto e ipoglicemia reattiva dopo pasti ricchi di zuccheri semplici.

Quali sono i sintomi del calo di zuccheri senza diabete?
Gli stessi delle altre forme, di solito in versione più lieve: sudorazione fredda, tremori, batticuore, fame improvvisa, debolezza, difficoltà di concentrazione. Se gli episodi si ripetono, è bene parlarne con il medico per individuarne la causa.

Che sintomi dà la glicemia bassa?
Prima i segnali della reazione adrenergica (sudorazione fredda, tremori, batticuore, pallore, fame), poi - se il calo prosegue - quelli legati alla carenza di glucosio al cervello: confusione, vista annebbiata, giramenti di testa, sonnolenza, fino alla perdita di coscienza nei casi più gravi.

Come riprendersi da un calo di zuccheri?
Fermarsi, assumere subito zuccheri semplici (zucchero in acqua, un succo di frutta) e poi uno spuntino con carboidrati complessi per stabilizzare la glicemia. Chi ha il diabete segue lo schema di correzione concordato con il diabetologo. Se la persona è confusa o incosciente, non darle nulla per bocca e chiamare il 112.

Come evitare un calo di zuccheri?
Pasti regolari senza lunghi digiuni, alimentazione adeguata prima dello sport, preferenza per i carboidrati complessi, niente alcol a stomaco vuoto. Chi è in terapia per il diabete segue inoltre le indicazioni del proprio medico su automonitoraggio e orari.

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