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I valori del colesterolo: come interpretarli correttamente

I valori del colesterolo: come interpretarli correttamente

È consuetudine parlare di colesterolo “buono” e “cattivo”, ma spesso si genera confusione. Ne discutiamo con il Dott. Ennio Scaldaferri, specialista in Diabetologia e Malattie del Metabolismo.

Dott. Ennio Scaldaferri
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Partiamo con una premessa un po’ provocatoria: la solita conversazione con amici sorseggiando il caffè: "sai, ho fatto gli esami, il colesterolo è a posto, non ci sono “stelline”...sono tranquillo!

Mettetevela via, non è così, vi anticipo che non esiste un valore di colesterolo che sia giusto per tutti, ma ciascuno ha il suo normale, solo che il laboratorio che esegue gli esami non può saperlo, e, purtroppo, spesso neanche le persone ne sono a conoscenza.

1 Cos’è il colesterolo e a cosa serve?

Il colesterolo (Col-T) è un componente del nostro organismo appartenente alla famiglia dei lipidi (detti comunemente grassi), insieme ad altre sostanze come i trigliceridi, gli acidi grassi e altri.

Essi, unitamente a glucidi (chiamati anche carboidrati o zuccheri), proteine, acidi nucleici, acqua e minerali, compongono il corpo.

Il Col-T ha funzioni vitali per la nostra sussistenza in vita, quindi non se ne può fare a meno; tuttavia, l’eccesso di Col-T o delle altre frazioni lipidiche o l’alterazione della loro composizione potrebbero essere causa di gravi problemi di salute.

Tali alterazioni sono chiamate Dislipidemie (per l’appunto, alterazione dei grassi del sangue).

 

Cos’è la dislipidemia?

Questo è un capitolo complesso e va ben ponderato. Ecco perché.

Dislipidemia è un termine generico: sommariamente indica che qualcosa non va bene. Il medico esperto in questo campo, a seconda della frazione lipidica alterata  - e a un insieme di altre valutazioni, spesso complicate - aggiungerà ulteriori specificazioni.

Così, si parlerà di ipercolesterolemia, se a essere anomala è la componente Col-T, o di ipertrigliceridemia se sono i trigliceridi ad essere anomali, e via dicendo.

Tuttavia, per un buon inquadramento clinico, ciò non è ancora sufficiente, poiché, prendendo ad esempio l'ipercolesterolemia, questa può essere a sua volta di vario tipo e, quindi, bisognerà inserire ulteriori definizioni: potremo avere una ipercolesterolemia poligenica oppure una ipercolesterolemia familiare eterozigote (HeFH),  o una forma mista, con conseguenze negative per l’organismo molto diverse.

È compito del medico definire il tipo di dislipidemia e il motivo è evidente: è il modo più corretto per prescrivere la terapia adeguata, in quanto i vari tipi di dislipidemia pesano in modo diverso quando si misura il rischio cardiovascolare.

2 Esiste il colesterolo buono o cattivo?

No, non esiste...il buono, il brutto e il cattivo...il colesterolo è sempre quello: il fatto è che esso non può circolare liberamente nel nostro corpo, ma deve essere trasportato.

Fanno questo benefico servizio dei composti chiamati Lipoproteine - una specie di carrelli trasportatori - di vario peso, grandezza e funzioni: a noi, per i nostri fini, oggi interessano soltanto le seguenti che, per semplicità, vi presento solamente con la loro sigla: 

  • le HDL, sono addette a eliminare il colesterolo in eccesso, pertanto, l'insieme di HDL e del loro carico - il colesterolo trasportato - viene considerato buono
  • le LDL, addette a trasportare il colesterolo là dove serve, svolgendo, quindi, un ottimo lavoro e che, tuttavia, insieme al loro carico di colesterolo, si beccano la qualifica di cattive!

Perché mai tocca questa sorte alle LDL? Perché quando si è affetti da una dislipidemia esse tendono a essere in eccesso, ad alterarsi diventando piccole, aggressive e tossiche, finendo con il combinare guai.

In definitiva, per una corretta interpretazione dei valori del COl-T dobbiamo disporre del quadro completo delle frazioni lipidiche, definire il tipo di dislipidemia, sapere quante LDL abbiamo e se sono cattive: il dosaggio del Col-T ci dà solo un'indicazione generica, quello delle HDL potrebbe essere addirittura ingannevole, non essendo scontato che averne in abbondanza si traduca in una protezione.

3 Sintomi e diagnosi di ipercolesterolemia

Ci accorgiamo di avere una dislipidemia? Non è detto.

Alti livelli di Col-T non producono sintomi diretti: molte persone ignorano infatti di soffrirne. Talvolta si hanno segni cutanei, tendinei o corneali. In specifici tipi di alterazioni si possono avere particolari manifestazioni (pancreatite, ad esempio, raramente).

Il problema principale è che l’ipercolesterolemia comporta un grave rischio di sviluppare aterosclerosi delle arterie, le cui conseguenze, se non controllate, sono infarto, ictus e altre patologie dell’apparato cardiocircolatorio: un infarto in un giovane adulto è quasi sempre dovuto ad una ipercolesterolemia non diagnosticata, ma grave.

Tuttavia, il colesterolo può essere facilmente misurato con un semplice esame del sangue: questo va fatto in un buon laboratorio che usa metodi certificati e standardizzati con il prelievo dopo almeno 11 ore di digiuno e una cena standard, non dopo un’abbuffata; va ricercato un profilo lipidico completo senza dimenticare la Lipoproteina a piccola [Lp(a)] che sarà anche piccola, ma è pro-aterogena ed è un fattore di rischio indipendente per tutte le malattie cardiovascolari.

Le cause dell’ipercolesterolemia

Le cause sono molteplici, ma è sufficiente sapere che esse possono essere: 

  • genetiche-familiari
  • inadeguato stile di vita
  • presenza di altre malattie capaci di alterare i profili lipidici (Es.: malattie della tiroide)
  • farmaci

4 Come valutare il profilo lipidico

Riferiamoci principalmente all'ipercolesterolemia con i suoi sottotipi e proponiamoci di conoscere quanto essa sia pericolosa per il nostro apparato cardiovascolare.
Semplifichiamo elencando i passaggi necessari.

Come primo passo va creata la Mappa dei Fattori di Rischio Cardiovascolari (FR):

  • ogni persona adulta dovrebbe avere il quadro dei suoi FR, vale a dire di quelle condizioni che favoriscono l’instaurarsi dell’aterosclerosi, compresa la presenza di forme di aterosclerosi inavvertite, nascoste, ma già presenti
     
  • fa parte della stesura della mappa la determinazione del profilo lipidico completo in modo da definire il peso di un'eventuale presenza di dislipidemia

In base alla mappa e al tipo di dislipidemia si stabilisce il valore di LDL protettivo, da non superare. Se il valore di LDL riscontrato è più elevato di quello che si dovrebbe avere, anche in assenza di una chiara dislipidemia, si rende necessario un trattamento, più o meno intensivo.1

5 La terapia per il colesterolo alto

Dovrebbe essere a questo punto ben chiaro che avere un'ipercolesterolemia, più esattamente, un valore di colesterolo LDL non nei valori giusti per quella persona, può essere causa di grandi problemi: l'aterosclerosi, ribadisco, è inizialmente asintomatica, spesso per decenni, poiché la sintomatologia si sviluppa solo quando le lesioni ostacolano il flusso ematico.

Non per niente le malattie cardiovascolari restano una delle principali cause di morte nei Paesi occidentali: quindi, trattare le dislipidemie significa fare prevenzione.

Così stando le cose, non sono permesse superficialità nella terapia. Non va bene seguire pedissequamente la pubblicità che ci propone i più vari prodotti, non va bene il fai da te o il consiglio dell'amico di turno: con provvedimenti occasionali le LDL potranno anche abbassarsi un pochino, ma nella maggior parte dei casi non raggiungeranno il livello protettivo, vanificando così la scelta terapeutica fatta, anzi, dando un falso senso di sicurezza.

In conclusione, è necessario:

  • un inquadramento clinico come indicato, di competenza medica 
  • terapia adeguata consistente in miglioramento dello stile di vita e farmaci, evitando quelli poco utili2
  • guardarsi dall'approssimazione

Chiudo, rimandandovi alla premessa: il mio amico, solo sulla base del referto di laboratorio, può davvero essere tranquillo? A voi la risposta.

 

1 2019 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias: lipid modification to reduce cardiovascular risk The Task Force (ESC-EAS) for the management of dyslipidaemias  - European Heart Journal (2019) 00, 178

Comparative Effects of Low-Dose Rosuvastatin, Placebo, and Dietary Supplements on Lipids and Inflammatory Biomarkers – Laffin LJ et al. - J Am Coll Cardiol. 2023 Jan 3;81(1):1-12

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