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La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Si tratta di una forma di aritmia atriale in cui il battito del cuore diventa irregolare e spesso molto veloce.
Può variare da episodi occasionali, noti come fibrillazione atriale parossistica, a condizioni permanenti o croniche come la fibrillazione persistente e la fibrillazione permanente.

Sintomi

1 Fibrillazione atriale: i sintomi

I sintomi della fibrillazione atriale possono essere molto variabili: alcuni pazienti possono non avvertirne affatto, trovandosi in uno stato di fibrillazione atriale asintomatica. 

Altri pazienti, invece, sperimentano segni evidenti che qualcosa non va nel ritmo del loro cuore e possono manifestare episodi di:

Questi sintomi sono dovuti all'inefficiente pompaggio del sangue da parte del cuore.

 

Sintomi

Fibrillazione atriale parossistica

La fibrillazione atriale parossistica si verifica in episodi che iniziano e terminano spontaneamente. Questi episodi possono durare da pochi minuti a giorni, ma solitamente non superano le 24 ore. Durante un attacco, i sintomi possono essere acuti e molto allarmanti, spingendo i pazienti a cercare immediata assistenza medica.

Sintomi

La fibrillazione atriale silenziosa: quando non ci sono segnali

Non sempre l'aritmia si annuncia. Una parte delle persone con fibrillazione atriale non avverte alcun sintomo e la scopre per caso: un elettrocardiogramma fatto per il certificato sportivo, per un controllo della pressione o prima di un intervento. Sempre più spesso il primo segnale arriva da uno smartwatch o da un dispositivo indossabile che rileva un battito irregolare. È un'informazione utile, ma una notifica non è una diagnosi: va sempre verificata dal medico con un elettrocardiogramma.

Ci sono poi segnali premonitori facili da attribuire ad altro: un fiato più corto del solito salendo le scale, una stanchezza insolita che si scambia per età, un polso irregolare al tatto. Se questi disturbi sono nuovi, ricorrenti o persistenti, vale la pena parlarne con il medico e programmare una visita cardiologica: la forma silenziosa espone alle stesse complicanze di quella sintomatica.

Sintomi

Aritmia e fibrillazione atriale: che differenza?

Mentre "aritmia" è un termine generico che indica qualsiasi irregolarità nel ritmo cardiaco, la fibrillazione atriale è un tipo specifico di aritmia cardiaca in cui la parte superiore del cuore (atri) batte in modo caotico e irregolare. Questo contrasta con altre forme di aritmia, che possono coinvolgere diverse parti del cuore o manifestarsi con ritmi regolari ma anormali.

Possibili cause

2 Le cause della fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale può essere scatenata da diversi fattori, inclusi cambiamenti strutturali nel cuore, come quelli dovuti a malattie cardiache o a ipertensione.

Altri potenziali scatenanti includono:

  • l’ipertiroidismo
  • l'abuso di alcol
  • l’obesità
  • il diabete.

Possibili cause

I fattori di rischio della fibrillazione atriale

I principali fattori di rischio per lo sviluppo della fibrillazione atriale includono:

  • l'età avanzata
  • l’ipertensione
  • le malattie valvolari cardiache
  • il diabete
  • l’obesità
  • l'apnea notturna
  • le malattie polmonari croniche
  • la storia familiare di fibrillazione atriale

Altri fattori di rischio meno comuni sono l'uso eccessivo di caffeina e alcol, lo stress e alcune infezioni virali.

Possibili cause

Cosa fa scatenare la fibrillazione atriale?

Gli episodi di fibrillazione atriale possono essere scatenati da specifici trigger, come il consumo eccessivo di caffeina o alcol, lo stress emotivo o fisico, e talvolta anche da farmaci stimolanti o decongestionanti.
Anche alcune condizioni mediche, come la febbre o la disidratazione, possono fungere da catalizzatori.

Diagnosi

3 Fibrillazione atriale: ecg per la diagnosi

L'elettrocardiogramma (ECG) è uno strumento diagnostico fondamentale nel riconoscimento e nella gestione della fibrillazione atriale perché fornisce una rappresentazione visiva del ritmo cardiaco, consentendo di identificare specifiche anomalie associate a questa aritmia.

Durante un ECG, i piccoli impulsi elettrici che regolano il ritmo cardiaco vengono tradotti in linee ondulate su un grafico. Il ritmo normale del cuore, noto come ritmo sinusale, produce un pattern regolare di onde P, complesso QRS e onde T.
In un cuore affetto da fibrillazione atriale, questo pattern regolare è alterato in modi distintivi:

  • Assenza di onde P: normalmente, le onde P rappresentano l'attivazione elettrica degli atri. Nella fibrillazione atriale, le onde P sono sostituite da oscillazioni irregolari e caotiche, note come attività fibrillatoria, che riflettono l'attivazione disordinata degli atri.
  • Ritmo ventricolare irregolare: il complesso QRS, che rappresenta l'attivazione dei ventricoli, segue l'attività atriale in modo irregolare. Questo è dovuto all'incapacità del nodo atrioventricolare di filtrare tutti gli impulsi elettrici in arrivo in modo regolare, risultando in un intervallo R-R variabile e un battito ventricolare che appare irregolare all'ECG.

L'interpretazione dell'ECG da parte di un medico può rivelare non solo la presenza della fibrillazione atriale ma anche altre informazioni cruciali riguardo la salute del cuore. Ad esempio, può indicare se la fibrillazione atriale è causata da un problema sottostante, come una malattia valvolare cardiaca o ipertrofia ventricolare, che può richiedere ulteriori indagini o trattamenti specifici.

In alcuni casi, se la fibrillazione atriale non viene rilevata durante un ECG standard (che registra il cuore per un breve periodo di tempo), possono essere necessari ulteriori test di monitoraggio come l'Holter ECG, che registra l'attività cardiaca continuamente per 24-48 ore, o un monitoraggio cardiaco esteso, che può durare fino a due settimane. 

Questi strumenti possono catturare episodi intermittenti di fibrillazione atriale che altrimenti potrebbero passare inosservati.

Diagnosi

4 Quali esami fare: l'ecocardiogramma per capire le cause

L'elettrocardiogramma dice che l'aritmia c'è; l'ecocardiogramma dice perché. La fibrillazione atriale, infatti, raramente è un problema "solo elettrico": spesso è l'esito di anni di pressione alta, di una valvola che lavora male, di un atrio dilatato, a volte di una tiroide iperattiva o di apnee notturne.

Davanti a una fibrillazione atriale appena diagnosticata l'ecocardiogramma consente di:

  • valutare la struttura del cuore: le dimensioni di atri e ventricoli e il lavoro delle valvole, in particolare la mitrale
  • cercare la causa: capire se l'aritmia dipende da una cardiopatia o da un problema strutturale, oppure se il cuore è sano e pesano di più fattori come pressione, peso, alcol e apnee del sonno
  • escludere la presenza di coaguli nell'atrio, con l'ecocardiografia transesofagea (una sonda sottile introdotta nell'esofago), prima delle procedure che ripristinano il ritmo.

È il passaggio che orienta tutte le scelte successive: dal tipo di terapia alla necessità di proteggersi dal rischio di ictus. Per questo, dopo la diagnosi, la valutazione ecocardiografica dallo specialista è parte integrante del percorso.

Altro

5 Cosa si rischia con la fibrillazione atriale?

Uno dei rischi più gravi associati alla fibrillazione atriale è l'aumento del rischio di ictus. Nella fibrillazione atriale, il ritmo cardiaco irregolare impedisce agli atri di contrarsi efficacemente, il che può portare alla formazione di coaguli di sangue nelle camere atriali del cuore.
Se un coagulo si stacca, può viaggiare verso il cervello, bloccando una delle sue arterie e causando un ictus. 

Il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale è fino a cinque volte superiore rispetto a quello della popolazione generale. Vale la pena sottolinearlo: anche la fibrillazione atriale che non dà sintomi espone allo stesso rischio di ictus di quella sintomatica. È uno dei motivi per cui non va mai sottovalutato un riscontro casuale dell'aritmia, anche in assenza di disturbi.

Un’altra complicanza dovuta alla fibrillazione atriale è l’insufficienza cardiaca, una situazione in cui il cuore non riesce a pompare sangue sufficiente per soddisfare le esigenze del corpo.

Oltre all'insufficienza cardiaca, la fibrillazione atriale può essere associata ad altre complicazioni cardiache, come la sindrome da tachicardia-bradicardia in cui il cuore passa da una frequenza anormalmente alta a una insolitamente bassa.

Recenti studi associano la fibrillazione atriale alla comparsa di demenze come la malattia di Alzheimer, soprattutto nella popolazione femminile. Infatti, soprattutto nelle forme asintomatiche di FA, la presenza di coaguli causa piccoli ictus che danneggiano le vene del cervello e favoriscono la comparsa di decadimento cognitivo.

Cure

6 Cosa fare per far passare la fibrillazione atriale?

La medicina della fibrillazione atriale è cambiata: l'obiettivo non è soltanto "far tornare normale il battito", ma curare la persona nel suo insieme — prevenire l'ictus, ridurre i sintomi, proteggere il cuore e agire sulle condizioni che favoriscono l'aritmia.

Il trattamento si muove su tre fronti, sempre personalizzati dal cardiologo:

  • il controllo della frequenza: in molti casi è sufficiente rallentare il battito con i farmaci, senza necessariamente eliminare l'aritmia
  • il controllo del ritmo: quando i sintomi lo richiedono, si cerca di ripristinare e mantenere il ritmo normale con farmaci antiaritmici, con la cardioversione o con l'ablazione transcatetere, indicata in pazienti selezionati;
  • la terapia anticoagulante, quando il profilo di rischio la rende necessaria (ne parliamo nella sezione dedicata).

Al fianco delle terapie, lo stile di vita è parte della cura a tutti gli effetti: controllare la pressione, mantenere un peso adeguato, fare attività fisica regolare, non fumare, limitare l'alcol e trattare, se presenti, il diabete e i disturbi respiratori del sonno

Cure

7 Anticoagulanti: la protezione dall'ictus

Quando il rischio di ictus è elevato, il medico può prescrivere una terapia anticoagulante, che riduce la formazione di coaguli ed è la principale strategia di prevenzione. Non tutti però devono assumerla: la decisione si prende pesando insieme il rischio di ictus e il rischio di sanguinamento, sulla base dell'età e delle caratteristiche di ciascun paziente.

Oggi gli anticoagulanti orali diretti (DOAC) rappresentano per molti pazienti la scelta preferenziale rispetto ai tradizionali antagonisti della vitamina K, anche perché più semplici da gestire nella vita quotidiana. La scelta resta comunque individuale - contano l'età, la funzione dei reni, le altre malattie e i farmaci già assunti - e in alcune situazioni particolari, come certe malattie valvolari o le protesi valvolari meccaniche, la strategia è diversa.

Due indicazioni valgono per tutti. La prima: il timore di un sanguinamento non deve far rinunciare alla protezione quando è indicata, perché su molti fattori del rischio emorragico si può intervenire. La seconda, fondamentale: un anticoagulante non va mai iniziato, sospeso o modificato di propria iniziativa - ogni cambiamento va deciso con il proprio medico.

Cure

Fibrillazione atriale: cosa fare subito durante un episodio

Durante un episodio è consigliabile mantenere la calma, mettersi a riposo e assumere i farmaci già prescritti dal medico per queste situazioni, senza prendere iniziative diverse.
Se i sintomi sono intensi - dolore al petto, mancanza di fiato importante, sensazione di svenimento - o se l'episodio si prolunga oltre il consueto, è necessario rivolgersi subito a un medico o al pronto soccorso.

Cure

8 Fibrillazione atriale: si può guarire?

Non sempre si guarisce in modo definitivo, ma oggi si controlla molto bene. Alcuni episodi, soprattutto nelle forme parossistiche, si risolvono spontaneamente; in altri casi il ritmo normale si ripristina con i farmaci o con la cardioversione, e l'ablazione transcatetere può eliminare gli episodi in pazienti selezionati.

L'aritmia però può ripresentarsi nel tempo, ed è per questo che più che di guarigione si parla di gestione: prevenire l'ictus, ridurre i sintomi e correggere le condizioni che favoriscono l'aritmia. Con il percorso giusto, costruito con il cardiologo, la grande maggioranza dei pazienti conduce una vita normale.

Cure

Come far passare la fibrillazione in modo naturale?

Alcuni cambiamenti nello stile di vita possono aiutare a gestire o persino prevenire gli episodi di fibrillazione atriale. Questi includono:

  • dieta sana
  • esercizio fisico regolare
  • mantenere un peso corporeo sano
  • ridurre lo stress 
  • evitare alcol e caffeina.

Cure

9 L’intervento di ablazione transcatetere per la fibrillazione atriale

L'ablazione transcatetere è un procedimento minimamente invasivo che viene utilizzato per trattare la fibrillazione atriale cronica. 

Durante questa procedura, un catetere viene inserito attraverso una vena e guidato fino al cuore, dove piccole aree di tessuto che causano irregolarità nel battito vengono distrutte tramite radiofrequenza o congelamento, ripristinando così un ritmo normale.

Un nuovo sistema è l’ablazione a campo pulsato o elettroporazione che non causa danni termici ai tessuti circostanti, ma colpisce esclusivamente i cardiomiociti, le cellule responsabili delle contrazioni cardiache.

Prevenzione

Cosa non fare se si ha la fibrillazione atriale?

È importante evitare alcol, caffeina e stress eccessivo, poiché possono aggravare la fibrillazione atriale. Inoltre, chi soffre di fibrillazione atriale dovrebbe evitare di assumere farmaci stimolanti senza supervisione medica.

Prevenzione

10 Quanti anni si vive con la fibrillazione atriale?

Con una diagnosi tempestiva e le cure adeguate, l'aspettativa di vita può essere del tutto simile a quella di chi non ha l'aritmia. La fibrillazione atriale, di per sé, non è un'aritmia immediatamente pericolosa per la vita: a fare la differenza sono le complicanze - prima fra tutte l'ictus - che oggi si possono prevenire con la terapia anticoagulante quando indicata e con il controllo dei fattori di rischio.

Ciò che pesa davvero sulla prognosi è l'aritmia non riconosciuta e non trattata. Per questo i controlli periodici dal cardiologo, con la cadenza che lo specialista indica, sono la vera assicurazione sul lungo periodo.

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