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Esercizio fisico e cuore: una coppia perfetta

Esercizio fisico e cuore: una coppia perfetta

L'importanza strategica della corretta attività fisica per contrastare le malattie cardiovascolari.

Dott.ssa Veronica Spadotto

Lo sport fa bene al cuore?

Le patologie cardiovascolari rappresentano, nei paesi sviluppati, la principale causa di mortalità. Circa la metà dei decessi correlati a malattie cardiovascolari è imputabile alla malattia coronarica (angina pectoris/ infarto miocardico) e circa un terzo all'ictus cerebrale, condizioni acute che si verificano principalmente in quadri di aterosclerosi (presenza di placche parietali nel lume arterioso).

L'attività fisica costituisce una delle principali terapie non farmacologiche efficaci contro le malattie cardiovascolari.
Il beneficio derivante dall'attività fisica si ottiene a partire da un minimo di 150 minuti alla settimana ad un livello di intensità moderata, e si esplica a vari livelli.


Quali sono i benefici dell’attività fisica sull’ipertensione arteriosa?

L’esercizio fisico a carattere aerobico (es. camminata a passo sostenuto per 25-30 km per settimana o ogni attività equivalente), se praticato in maniera costante, può ridurre i valori di pressione arteriosa a riposo del 2- 4%. Un controllo ottimale dei valori pressori determina a sua volta una riduzione della mortalità per eventi cardiovascolari del 6-10%.


Che effetti ha l’attività fisica sul profilo glicemico?

L’esercizio fisico ritarda la progressione dell’alterata tolleranza al glucosio (prediabete) a diabete mellito di tipo 2, migliora drasticamente il controllo glicemico e riduce le complicanze cardiovascolari nei diabetici. Nel paziente diabetico, si consiglia un check up cardiologico completo (visita, ECG, ecocardiogramma colordoppler e test ergometrico cardiovascolare) prima dell’inizio del programma di attività sportiva.


Attività fisica, colesterolo e trigliceridi: quali sono gli effetti?

L’esercizio fisico regolare riduce i livelli di trigliceridi e di colesterolo LDL (colesterolo “cattivo”) e può aumentare i livelli di colesterolo HDL (colesterolo “buono”). Inoltre, il calo di peso derivante dalla combinazione di esercizio fisico e di una dieta adeguata, anche modesto (5–10% del peso corporeo), migliora il profilo lipidico.


Chi soffre di coronaropatia, con malattia stabile, può fare attività fisica?

Certamente, anzi è altamente raccomandata l’attività fisica aerobica a carattere regolare. Un esercizio fisico regolare riduce le probabilità di recidiva di angina/infarto e comporta un miglioramento del benessere psicofisico. Anche in questo contesto è raccomandata una valutazione cardiologica esaustiva prima dell’inizio dell’attività programmata.


Perché alcuni sportivi muoiono improvvisamente?

Negli atleti al di sopra dei 35 anni la principale causa di morte improvvisa è riconducibile alla malattia coronarica aterosclerotica: pertanto un test da sforzo massimale è indicato nei soggetti adulti che praticano attività fisica regolare/intensa per una diagnosi precoce di ostruzione delle coronarie.

Negli atleti al di sotto dei 35 anni le cause principali di decesso improvviso sono invece legate a malattie del muscolo cardiaco geneticamente determinate (cardiomiopatie), oppure a origine infiammatoria (miocarditi), malattie del sistema elettrico del cuore, anomalie anatomiche del decorso delle coronarie.
In queste patologie lo sforzo può indurre un evento fatale.

Anche qui, la corretta valutazione dell’elettrocardiogramma basale, dell’ecocardiogramma colordoppler e del test ergometrico consentono di prevenire nella maggior parte dei casi eventi drammatici. Il programma italiano di screening per l’attività sportiva agonistica ha ridotto considerevolmente l’incidenza della morte improvvisa negli atleti, rispetto ad altri Paesi ove questo non viene praticato.


Come praticare sport in sicurezza, dopo la valutazione cardiologica?

La Regione Veneto ha istituito a tal fine nel 2015 le “Palestre della Salute” nel suo territorio; queste strutture, oltre ad offrire le convenzionali attività di palestra, possiedono appositi requisiti, identificati dalla Regione, che le rendono idonee ad “accogliere cittadini con patologie croniche stabili nello svolgimento di programmi di esercizio fisico prescritti dal medico. Non propongono quindi una attività riabilitativa, ma la possibilità di fare dell’esercizio fisico mirato alla propria condizione con caratteristiche che lo rendono idoneo ad ottimizzarne i benefici ricavati in termini di salute, minimizzando i possibili rischi”.

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