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Secondo l’Istituto Superiore di Sanità il 41% degli italiani tra i 18 e i 69 anni ha almeno 3 fattori di rischio che possono portare a un infarto del miocardio.
Infatti, nel nostro Paese si registrano fino a 150 mila nuovi casi all’anno di cui 25 mila muoiono prima di arrivare in ospedale.

È essenziale, quindi, essere in grado di individuare i sintomi dell’infarto per poter agire tempestivamente ed evitare gravi ripercussioni. Vediamo come fare.

1 Cosa si intende per infarto e perché è fondamentale agire in fretta

L'infarto miocardico acuto è una condizione clinica che si verifica quando il flusso sanguigno diretto a una parte del cuore viene improvvisamente bloccato. Questa interruzione avviene in genere a causa della formazione di un trombo (coagulo di sangue) su una placca aterosclerotica, ossia un accumulo di colesterolo e altre sostanze nelle pareti delle arterie coronarie.

Quando il sangue non arriva più al tessuto miocardico, le cellule cardiache iniziano a morire per mancanza di ossigeno. Questo processo può iniziare già dopo 15-30 minuti dal blocco e, se non si interviene tempestivamente, può causare danni irreversibili al cuore.

La rapidità d’intervento è quindi determinante. Le prime ore dall’insorgenza dei sintomi rappresentano una finestra critica per limitare il danno al cuore e aumentare le possibilità di sopravvivenza. Il trattamento tempestivo con farmaci trombolitici o con interventi di rivascolarizzazione (come l’angioplastica) può salvare la vita e preservare la funzione cardiaca.

In Italia, l'infarto rappresenta una delle principali cause di morte. Nonostante i progressi nella prevenzione e nella gestione dell'emergenza, la mortalità resta elevata soprattutto quando si tarda a chiamare i soccorsi. È per questo motivo che riconoscere anche i sintomi meno evidenti e sapere cosa fare può fare una differenza decisiva.

Agire rapidamente è essenziale: più tempo passa, maggiore è il danno al cuore. Riconoscere subito i segnali di allarme e chiamare i soccorsi può evitare complicanze gravi come aritmie, insufficienza cardiaca o, nei casi più gravi, la morte. 

Non sottovalutare mai un dolore al petto o altri sintomi sospetti e agire senza esitazione.

2 I principali sintomi dell’infarto

L'infarto si manifesta con segnali ben precisi, anche se talvolta possono essere confusi con altre condizioni. Vediamo insieme quali sono i sintomi più comuni e come riconoscerli.

Dolore al petto: il segnale più comune

Il sintomo più frequente è un dolore al petto, spesso descritto come una pressione, un peso o un senso di oppressione. Può durare più di qualche minuto o andare e venire.

Altri segnali da non sottovalutare

  • Sudorazione fredda
  • Nausea o vomito
  • Dolore irradiato a braccio sinistro, schiena, mandibola o stomaco
  • Mancanza di respiro, anche a riposo
  • Vertigini o svenimento

3 Sintomi infarto uomo vs donna

Anche se l'infarto colpisce entrambi i sessi, i sintomi possono manifestarsi in modo diverso tra uomini e donne. Conoscere queste differenze può fare la differenza in termini di diagnosi precoce.

Sintomi infarto uomo

Negli uomini l'infarto si manifesta più frequentemente con il classico dolore toracico. Possono comparire anche affanno e dolore irradiato.

Sintomi infarto donna: attenzione ai segnali “atipici”

Le donne possono sperimentare sintomi più sfumati, come:

  • affaticamento improvviso e ingiustificato
  • nausea
  • malessere diffuso
  • dolore al collo, alla schiena o alla mandibola

Questi segnali, spesso sottovalutati, rendono l'infarto femminile più difficile da riconoscere.

4 Infarto silente: quando i sintomi non si sentono

L’infarto silente è una forma di infarto miocardico che avviene senza i classici sintomi evidenti, come il dolore al petto. Nonostante l’assenza di segnali forti, comporta danni reali e potenzialmente gravi al cuore. È più frequente tra persone con diabete, neuropatie periferiche o in età avanzata, poiché in questi soggetti la percezione del dolore può essere alterata o ridotta.

I sintomi, se presenti, sono sfumati e spesso scambiati per semplice stanchezza o malessere generico:

  • Senso di affaticamento anche a riposo
  • Lieve affanno durante le normali attività quotidiane
  • Sensazione di svenimento o vertigini
  • Disturbi del sonno o insonnia improvvisa
  • Aritmie percepite come battito irregolare o “colpi al cuore”

Proprio perché subdolo, l’infarto silente viene spesso scoperto solo a posteriori, durante controlli cardiologici, ECG o ecocardiogrammi eseguiti per altri motivi. Una visita cardiologica periodica è quindi fondamentale per chi ha fattori di rischio, anche in assenza di sintomi evidenti.

5 Sintomi iniziali dell’infarto: come riconoscerli in tempo

Spesso il corpo invia segnali prima di un infarto vero e proprio. Saperli interpretare in anticipo può permettere di agire per tempo ed evitare conseguenze gravi.

I sintomi iniziali possono comparire ore o giorni prima dell'infarto vero e proprio:

  • Dolore toracico occasionale, soprattutto sotto sforzo
  • Palpitazioni
  • Mancanza di fiato
  • Sensazione di stanchezza insolita

Non ignorare questi campanelli d'allarme.

6 Come distinguere un infarto da altre condizioni simili

Non sempre un dolore al petto significa infarto. In questa sezione vediamo come riconoscere le differenze con altre condizioni comuni che possono trarre in inganno.

Attacco di panico vs infarto

Anche l’attacco di panico può causare dolore al petto e respiro affannoso, ma nell'infarto il dolore è più localizzato e costante. L'ECG è l'esame più utile per distinguere i due casi.

Reflusso o problemi gastrici

Il bruciore dietro lo sterno può confondere, ma l'infarto spesso coinvolge anche spalla o braccio sinistro.

Altre patologie toraciche

Anche embolia polmonare o pericardite possono simulare un infarto. Solo una valutazione medica può chiarire il quadro.

7 Cosa fare se si sospetta un infarto

Sapere come comportarsi in caso di sospetto infarto è fondamentale. Scopri quali azioni intraprendere subito e cosa evitare assolutamente.

Quando chiamare il 118

Chiama subito il 118 se provi un dolore toracico improvviso, associato a sudorazione, affanno o nausea. Non aspettare che passi.

Cosa NON fare in attesa dei soccorsi

  • Non guidare da soli verso l'ospedale
  • Non assumere farmaci senza indicazione medica
  • Non sottovalutare i sintomi, anche se lievi

Cosa fare mentre si aspetta

  • Sdraiarsi o mettersi in posizione comoda
  • Restare calmi
  • Assumere acido acetilsalicilico (es. aspirina), solo se consigliato dal medico

8 Diagnosi e test per confermare l’infarto

Una volta arrivati in ospedale, i medici utilizzeranno diversi strumenti per capire se si tratta effettivamente di un infarto. Ecco quali sono i principali test diagnostici.

Diagnosi e test per confermare l’infarto

  • Elettrocardiogramma (ECG): evidenzia anomalie nel ritmo cardiaco
  • Esami del sangue: rilevano marker specifici (troponina)
  • Ecocardiogramma e coronarografia: analizzano la funzione e lo stato delle arterie coronarie

9 Fattori di rischio e prevenzione dell’infarto

Conoscere i fattori di rischio dell'infarto è il primo passo per prevenirlo. In questa sezione vediamo quali comportamenti e condizioni aumentano la probabilità di insorgenza.

Fattori di rischio e prevenzione dell’infarto

10 Stile di vita e salute cardiovascolare

Adottare uno stile di vita sano è il miglior modo per proteggere il cuore. Vediamo quali abitudini possono fare la differenza nella prevenzione:

  • Alimentazione equilibrata (ricca di fibre, povera di grassi saturi)
  • Attività fisica regolare
  • Controlli periodici dal cardiologo
  • Smettere di fumare

11 Domande frequenti

Hai ancora dubbi? In questa sezione rispondiamo alle domande più comuni sull'infarto e sui suoi sintomi, per chiarire ogni incertezza.

Quali sono i 6 sintomi prima di un infarto?

I 6 sintomi più comuni che possono manifestarsi prima di un infarto sono: dolore al petto, difficoltà respiratorie, sudorazione fredda, nausea, affaticamento insolito e dolore irradiato (spalla, braccio, schiena o mandibola).

Quanto tempo prima si avvertono i sintomi di un infarto?

I sintomi possono comparire da alcuni giorni fino a poche ore prima dell'infarto. È fondamentale non ignorare segnali anche lievi, specialmente se persistenti o insoliti.

Quanti giorni prima durano i sintomi dell'infarto?

In alcuni casi, i sintomi possono manifestarsi anche 1-2 settimane prima dell'evento acuto. Dolori toracici intermittenti, fiato corto o stanchezza ingiustificata non vanno sottovalutati.

Quanto tempo possono durare i sintomi di un infarto?

Il dolore al petto tipico dell'infarto può durare più di 5 minuti e non migliorare con il riposo. Altri sintomi, come nausea o affaticamento, possono precederlo o seguirlo per ore.