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La risonanza multiparametrica della prostata

La risonanza multiparametrica della prostata

Sempre più l'innovazione tecnologica è al servizio del paziente per evitargli inutili sofferenze e dei medici per affinare una diagnosi di precisione.

Dott. Nicola Martino
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La RMN multiparametrica è una nuova opportunità che ha il radiologo per fornire all’urologo dati certi nell’esecuzione della sua diagnosi. In primo luogo, parlare di risonanza multiparametrica della prostata, significa riferirsi alla patologia oncologica prostatica, quindi al tumore della prostata, che va distinto dall’ipertrofia prostatica benigna che è una situazione parafisiologica a cui vanno incontro gli uomini dopo i cinquant’anni e che si diagnostica benissimo con l’ecografia, con la visita urologica e con la uroflussometria

1 Quanto può essere problematico, per ciò che concerne la diagnosi, il cancro alla prostata?

La diagnosi di cancro alla prostata è sempre più crescente: è aumentata l’aspettativa di vita e dunque è cresciuta la platea di uomini potenzialmente interessati dalla patologia tumorale.
La stessa cosa accade per le donne e il tumore alla mammella. Pertanto, abbiamo dovuto aumentare la sensibilità della diagnosi per evitare il più possibile la biopsia che è un esame invasivo e fastidioso. Tutto nasce dalla necessità di non pungere tutte le prostate dei pazienti con PSA elevato.

2 La risonanza multiparametrica è dunque una risposta a questa necessità?

La risonanza multiparametrica è, in questo momento, la più valida metodica che setaccia l’indicazione alla biopsia solo nel caso sia necessario, eseguendola in modo mirato senza inutili ulteriori sofferenze per il paziente.

Questa risonanza, che non usa radiazioni e, quindi, non fa male, consente di stratificare quali soggetti devono realmente fare la biopsia ma, soprattutto, i tantissimi che non devono sottoporsi a una biopsia inutile. Ricordiamo, infatti, che la biopsia prostatica è un esame estremamente fastidioso dal punto di vista del comfort: per la via transrettale, per la molteplicità dei prelievi, per il rischio di sanguinamento, per eventuali rischi di infezione.

Avevamo bisogno di mettere in campo tutte le capacità tecnologiche possibili per evitare di far fare la biopsia a tante persone, esame che poi risultava il più delle volte inutile. 

3 Cambia qualcosa per chi invece, dopo aver eseguito la risonanza multiparametrica deve comunque eseguire la biopsia?

Cambia moltissimo! Soprattutto a chi dovrà eseguire la biopsia: grazie alla risonanza, viene detto dove farla e, dunque, dove pungere, evitando inutili sofferenze e possibili rischi dato che la risonanza permette di individuare quella che chiamiamo target biopsy: quell’area specifica, anche di pochi millimetri, dove la risonanza ha stabilito esserci un forte rischio di tumore; ed è dunque qui che si andrà a pungere per fare la biopsia.

4 La risonanza multiparametrica permette di individuare il tumore?

Questo no. La risonanza multiparametrica, infatti, come tutti gli esami di radiologia, non può dire se c’è un tumore, ma indica la probabilità che si sviluppi o si sia già sviluppato un tumore.

La diagnosi di cancro prostatico è espressa sempre e solamente dall’urologo analizzando le cellule dopo una biopsia.

La radiologia però, con questa innovazione, sta sempre più affinando le sue capacità di diagnosi e di “setaccio” e può individuare esattamente dove si mostra quella che è un’area ad alta probabilità di tumore ed è lì che si andrà a pungere eseguendo la biopsia, non altrove o in una parte più estesa. 

5 Perché questa risonanza si chiama multiparametrica e quali sono le caratteristiche tecniche?

La capacità di individuare l’area di rischio è il principio per cui nasce la risonanza magnetica multiparametrica e si chiama così proprio perché usa tanti parametri: usa i tempi di rilassamento dei tessuti e, nelle risonanze ad alto campo, quindi quelle più moderne, una elevatissima velocità di risuonare che il corpo ha insieme alla macchina.

Tra i vari parametri è particolarmente rilevante la “diffusione”, un parametro modernissimo di cui non tutte le risonanze sono dotate: noi le abbiamo presso i nostri Centri di medicina nelle sedi di Treviso-Villorba e di Villa Maria a Padova e nelle strutture dell’Alto Vicentino.

Altro parametro da analizzare è legato al contrasto: si inietta in vena il mezzo di contrasto e si capisce quanto rapidamente un eventuale tumore prende il contrasto, mentre il tessuto normale lo prenderebbe più lentamente.

Complessivamente l’esame si esegue in 20-25 minuti, con sequenze ad altissima risoluzione e a grandissima definizione spaziale.

6 Com’è cambiato l’approccio alla diagnosi di tumore della prostata da parte dell’urologo utilizzando la risonanza multiparametrica?

La risonanza multiparametrica è funzionante nelle nostre sedi di Centro di medicina da poco più di due anni. Per l’urologo che vi si approccia si è trattato di un grande cambiamento. Grazie alla risonanza, infatti, risulta meno impattante e più preciso l’effetto della biopsia lì dove necessario.

Si ha anche una visione panoramica delle vie seminali (molto importanti nel definire meglio la terapia e la prognosi), la presenza o meno di linfonodi coinvolti nel tumore, l’infiltrazione delle strutture vicine, la presenza o meno di lesioni secondarie ai segmenti ossei del bacino. 

La principale miglioria è legata alla possibilità di biopsie mirate, con sensibile riduzione dei “falsi negativi”, dei cancri intervallo, con notevole impatto anche dal punto di vista statistico.
Il concetto è proprio quello di innalzare con più strati, prima, l’affidabilità diagnostica in modo tale che si possa andare quasi a colpo sicuro. Quindi, la risonanza è veloce, silenziosa, sicura, multiparametrica e aggiunge molte informazioni complementari a quelle che già ci sono (il valore del PSA, frequenza della minzione, eventuale disfunzione erettile) e che ha raccolto l’urologo.

È anche un esame innocuo, dal punto di vista biologico, poiché come abbiamo visto, non emette radiazioni e il contrasto che si usa non presenta controindicazioni (è rarissima la reazione allergizzante): è il motivo per cui si eseguono molte risonanze e se ne faranno sempre di più. 

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