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A Villa Maria la chirurgia della colonna vertebrale

Di: Dott. Luca ANTONELLI

A Villa Maria la chirurgia della colonna vertebrale

L’equipe del dottor Luca Antonelli richiama pazienti da tutta Italia.

Arrivano da tutta Italia i pazienti che si rivolgono alla Casa di Cura Villa Maria per interventi di chirurgia ortopedica. Da alcune settimane, oltre che per gli interventi di chirurgia del ginocchio, anca, mano e spalla, anche per interventi di chirurgia vertebrale. Grazie alla presenza del dottor Luca Antonelli, luminare del settore ortopedico e traumatologico, e della sua equipe, ottima l’interazione con lo staff della Casa di Cura che da settembre raddoppierà il blocco operatorio per dare risposte adeguate al considerevole aumento di richieste.

 

Perché un paziente decide di operarsi alla schiena?

Generalmente per la grave disabilità dalla quale è afflitto. Disabilità che consiste principalmente nel sintomo del dolore lombare o spesso anche radicolare a una gamba o entrambe le gambe. Un dolore intrattabile, avvertito da tanti anni. In molti casi, inoltre, chi soffre di dolori alla schiena ha difficoltà a camminare, in quanto la ristrettezza del canale spinale impedisce una normale funzione dei nervi periferici (c.d. claudicatio neurogena) e della capacità deambulatoria, a volte fino anche alla sedia a rotelle. Così, dopo terapie prolungate, dalla fisioterapia alla cura farmacologica, e dopo l’insuccesso delle infiltrazioni antidolorifiche, ci si rivolge alla chirurgia che  spesso è quella risolutiva. 

 

Come è organizzato il suo lavoro e quello della sua Equipe?

Contrariamente a ciò che avviene nella maggior parte degli Spine Center ove si tende principalmente a curare il sintomo “dolore lombare” indipendentemente dalla causa che lo produce, tutto il lavoro del mio team è incentrato in primo luogo ad effettuare una corretta diagnosi del mal di schiena del singolo paziente. Questo in quanto solo partendo da una corretta diagnosi si può poi procedere ad effettuare una giusta terapia che può essere semplicemente il riposo ed i farmaci, può comprendere una corretta fisioterapia, può coinvolgere l’osteopata, può beneficiare delle varie terapie infiltrative (ozono, anestetici locali, cortisonici ecc), fino ad arrivare ai casi più complessi in cui, a nostro avviso, è del tutto inutile per il paziente procedere con terapie diverse da quelle chirurgiche.



 


Come va impostata una corretta diagnosi?

Sempre più spesso ci capita di vedere pazienti che, pur avendo dall’inizio dei quadri patologici molto seri ed una storia clinica di mal di schiena da decenni, continuano ad errare da uno specialista ad un altro, da un fisioterapista ad un osteopata, nella falsa speranza di risolvere incruentemente il loro problema di mal di schiena.

Tutto ciò a nostro avviso non è giusto né corretto; il nostro motto è ad ogni paziente con il mal di schiena deve corrispondere un’esatta diagnosi ed un percorso terapeutico personalizzato. Per questo motivo abbiamo creato un modello “circolare integrato” ideato con lo scopo di riunire all’interno del gruppo tutte le figure professionali in grado di rispondere al meglio ai bisogni del paziente con mal di schiena. Queste figure sono rappresentate dall’Ortopedico, dal Neurochirurgo, dall’Algologo, dal Fisioterapista, dall’Osteopata, dal Nutrizionista, dallo Psicologo che in stretta collaborazione fra loro e  da me coordinati, provvederanno ad impostare la più corretta diagnosi e terapia per ogni singolo paziente.

 

Quali sono gli interventi più praticati?

Per esempio quello per la stenosi vertebrale, che consiste nel rimuovere tutte le parti ossee legamentose che comprimono e schiacciano il sacco durale.

Grazie all’intervento chirurgico, le vertebre vengono poi stabilizzate con viti particolari in titanio, che vengono inserite all’interno dei peduncoli vertebrali e poi congiunte l’una all’altra da barrette in titanio sagomate dal chirurgo sulla base della conformazione della schiena del paziente, ridando così un’ottima stabilità e funzionalità al segmento vertebrale su cui si è intervenuti.

 

Quali altre patologie vengono trattate in Villa Maria?

Tutte le patologie vertebrali dove c'è l'indicazione chirurgica. Dalla stenosi vertebrale all'ernia discale fino alle instabilità vertebrali. Nel caso di quest’ultima patologia, le vertebre perdono la congruità e tendono a fare dei movimenti eccessivi di scivolamento, creando mal di schiena, radiculopatie e spesso anche disturbi neurologici periferici. Ci sono poi i casi, molto frequenti, di degenerazione dei dischi vertebrali, sia per questioni legate all’invecchiamento del paziente sia per l’usura causata da lavori pesanti, che comportano forti dolori (c.d. dolore discogenico).

 

Come si interviene in questi casi?

Sicuramente si tratta di interventi di alta complessità chirurgica, che richiedono un livello organizzativo molto elevato sia in reparto, sia in sala operatoria dove le attrezzature e le strumentazioni devono essere di alta qualità. In particolare per la chirurgia dei dischi vertebrali degenerati ci avvaliamo di tecniche molto avanzate. Si tratta di interventi addominali mini invasivi di ultima generazione (XLIF, ALIF, TLIF), che permettono, attraverso delle piccolissime incisioni nell'addome e l’uso di avanzate tecniche neurofisiologiche, di rimuovere interamente il disco degenerato e sostituirlo con particolari protesi in titanio o peek, evitando spesso incisioni nella zona  posteriore. Questo tipo di approccio dà gli stessi risultati delle tecniche tradizionali (a volte anche migliori), ma con meno dolore per il paziente e più precoce ripresa funzionale. 

 

Quando il paziente esce dalla sala operatoria, qual è il percorso successivo?

La fase post operatoria è molto delicata in quanto l’obiettivo principale è quello di non far sentire al paziente il normale dolore post intervento. In Casa di cura Villa Maria abbiamo adottato un protocollo per il trattamento del dolore che inizia già nei giorni precedenti all'intervento, con una serie di azioni e l’assunzione di farmaci fino al momento di entrata nella sala operatoria (c.d.pre-emptive analgesia). Il nostro cervello è un organo plastico, che si ricorda del dolore anche dopo l'operazione. Per questo è fondamentale impedirne o limitarne quei messaggi che ne tengono traccia. In questo modo la degenza post operatoria è anche molto veloce. Il paziente si alza dal letto già il giorno seguente. Poi, con l’aiuto del fisioterapista, comincia a deambulare autonomamente e dopo pochi giorni fa ritorno a casa.

 

Quando comincia la fase della riabilitazione?

Parlando di grossa chirurgia vertebrale, i tempi sono più lunghi del solito. Le moderne tecniche chirurgiche ed algologiche assicurano comunque un'autonomia al paziente già nei giorni successivi all'operazione. Generalmente la riabilitazione tuttavia non comincia prima dei tre mesi. In questo periodo il paziente osserverà il riposo, avrà il busto che lo aiuterà ad avvetire meno dolore e potrà avere una piena autonomia nei movimenti di routine. Trascorso questo periodo, comincerà il protocollo riabilitativo improntato sul rafforzamento dei muscoli addominali profondi, in esercizi di stretching e mobilità della colonna vertebrale.

Dott. Luca Antonelli - Chirurgo ortopedico
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