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Chi soffre di diabete può fare attività fisica?

Dott. Ennio Scaldaferri - Diabetologo a Treviso
Dott. Ennio SCALDAFERRI
 31 Ottobre 2021

diabete-e-sport

Troppo spesso ci si chiede cosa sia appropriato e cosa non lo sia per le persone con il diabete. La risposta è semplice: esse possono fare la maggior parte delle cose che sono adatte a quasi tutta la popolazione, a patto che si curino bene.

Si può quindi dire che, come non esiste la dieta per diabetici, ad eccezione di alcune misure che se seguite farebbero bene a tutti, così non esiste una specifica attività fisica, ma specifiche attenzioni legate alla terapia in atto allo stato di salute generale.

 

Dottore, l’esercizio fisico è consentito per i diabetici?

Rispondo indirettamente: l'inattività fisica è una delle principali cause del diabete mellito di tipo 2 (DMT2), e le persone inattive hanno un rischio di sviluppare il DMT2 superiore dal 50 all'80% rispetto a chi è fisicamente attivo. Non solo, l’esercizio sia aerobico che di resistenza è capace di prevenire lo sviluppo del DMT2 in chi è predisposto o abbia già il pre-diabete.

Quali sono i principali vantaggi di fare movimento?

L'esercizio aerobico nei pazienti con DMT2 migliora il controllo glicemico, riduce il dannoso grasso viscerale e la resistenza all'insulina. L'esercizio ha anche effetti benefici sulla pressione arteriosa, sul profilo lipidico e comporta una perdita di peso, benché modesta. Sia l'allenamento aerobico che quello di resistenza favoriscono il miglioramento della funzionalità del tessuto epatico, muscolare e adiposo. Questi benefici si possono avere per tutti i tipi di diabete.

Ha effetti positivi anche sul colesterolo?

Sì, c’è un effetto favorevole sul metabolismo dei lipidi, poiché i trigliceridi possono essere ridotti perfino del 50%, mentre aumenta di non poco il colesterolo cosiddetto “buono” (HDL). Inoltre, il colesterolo “cattivo” (LDL), per effetto dell’esercizio, modifica le sue particelle che da piccole, dense e pericolose diventano più grandi, meno dense e quindi meno “tossiche”.

Quali sono gli effetti cardio-vascolari?

È dimostrato che se l’obeso, il diabetico o l’iperteso fanno almeno 30 minuti al giorno di attività fisica aerobica moderata o vigorosa per 5 giorni alla settimana, completando con l’aggiunta di esercizi di forza (o di resistenza) 3 volte a settimana, si riduce fortemente il rischio di malattie cardio-vascolari (infarto, paralisi, ecc.), migliora la pressione del sangue e la sensibilità insulinica.

Può migliorare anche il controllo glicemico?

Se accoppiato ad una adeguata gestione della terapia e dell’alimentazione, e se l’attività fisica è di una determinata intensità, allora sì, si avrà un buon miglioramento del controllo glicemico. Il rischio è che, se non si adatta la terapia, si possano avere ipoglicemie (calo della glicemia e, alla fine, minori benefici: questa è la principale differenza rispetto a chi non ha il diabete, dover cioè controllare la glicemia, regolare la terapia e l’alimentazione).

Quali sono, quindi, gli esercizi adatti per chi soffre di diabete?

La risposta è complessa, poiché se una semplice passeggiata può essere fatta da tutti tranquillamente – ma sarebbe troppo poco - diverso è se l’attività diventa moderata o vigorosa. In effetti bisogna distinguere fra semplice attività fisica ed esercizio vero e proprio, attività del tempo libero, ricreativa, sportiva, agonistica, ecc. Inoltre, va considerata l’età, la presenza di altre malattie, di complicanze proprie del diabete, della eventuale compromissione articolare (artrosi, ecc.) e la presenza di obesità. Infine, è importantissimo tenere presente se una persona che è sempre stata sedentaria vuole cominciare l’attività, poiché questa deve ricevere apposita preparazione. Si consiglierà quindi l’attività adatta dopo aver considerato tutti questi fattori.

Occorre fare distinzioni a seconda dello stato di salute?

Assolutamente sì: se non si hanno complicanze in genere o alterazioni cardiovascolari, non ci sono particolari controindicazioni; in caso contrario, bisogna essere cauti e valutare con appositi esami lo stato fisico, specie per chi passa dalla sedentarietà all’attività fisica.

Possiamo indicare “quanta” attività va fatta?

Questo è un punto chiave e direi chiaro:
• Innanzitutto, va rimossa la sedentarietà, intesa come lo star seduti molte ore inattivi. È inutile fare tre ore di camminata al giorno e poi starsene immobili per ore, ma più volte nel corso della giornata bisogna fare i famosi 5-7 minuti di esercizio. Oggi ci sono varie App che possono aiutare in questo.
• Va distinta la semplice attività fisica, cioè muoversi per qualsivoglia motivo, dall’esercizio vero e proprio, che è un’attività organizzata, misurata, incrementata; quest’ultima è utile e direi indispensabile.
• L’esercizio fisico, a sua volta, va distinto in esercizi di forza (elastici, pesetti, ecc.) e attività aerobica (camminata veloce, ecc.). Dei primi, vanno fatte almeno 3 sedute alla settimana; della seconda, bisogna fare i famosi 150 minuti per settimana (o mezz’ora almeno 5gg/sett), ma di una individualizzata e personalizzata intensità.

Per quanto riguarda le persone anziane?

Tenuto conto delle eventuali limitazioni collegate all’età, valgono le stesse considerazioni. Inoltre, l’anziano deve fare ancora più esercizi, poiché ha bisogno di migliorare l’equilibrio per evitare le cadute, cosa di cui i giovani non hanno bisogno. E per chiudere, un invito: facciamoci “piacere” l’attività fisica, senza pensarla solo come un dovere.

 

Riferimenti:
www.diabetologando.it
• rapporti istisan 18/9 - 2018 - epidemiologia e sanità pubblica, movimento sport e salute.
• rassegna. attività fisica/esercizio fisico nella terapia del diabete di tipo 2; balducci s. et al. – il diabete vol. 31, n. 4, • exercise training for patients with type 2 diabetes and cardiovasculardisease: what to pursue and how to do it. a position paper of the european association of preventive cardiology (eapc). hareld kemps e al. - european journal of preventive cardiology, 2019.

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