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Il cortisone fa male?

Il cortisone fa male?

Effetti avversi e benefici devono essere bilanciati in modo che questi ultimi siano prevalenti. Compito del medico è informare adeguatamente il paziente.
Dott.ssa Margherita Pianon

Farmaco utilizzato con successo in ambito reumatologico, il cortisone è temuto dai pazienti per le presunte conseguenze sulla salute.
 

Effetti collaterali a breve e lungo termine: verità e falsi miti

In realtà, un utilizzo di breve durata e a basso dosaggio del cortisone in genere non appare causa di effetti indesiderati. Tra gli effetti collaterali della terapia cronica con cortisone per lunghi periodi di tempo, soprattutto ad alti dosaggi, invece, si rilevano influenze sul metabolismo degli zuccheri, aumento di peso, ipertensione arteriosa, aumento di colesterolo e trigliceridi, fragilità cutanea e capillare, un maggior rischio di cataratta. In alcuni soggetti predisposti può poi essere causa di glaucoma e, in alcuni casi, essere responsabile dell'inibizione della produzione ossea. 
 

L'importante ruolo del medico

Fondamentale ruolo del medico, in questi casi, è fornire indicazioni specifiche al paziente su come far fronte agli effetti indesiderati causati dall'utilizzo di cortisone, anche a seconda delle condizioni dell'individuo, ad esempio riducendo l'apporto calorico, controllando la glicemia e la pressione arteriosa. Inoltre, a chi è sottoposto a terapia cronica si consiglia l'assunzione di calcio e vitamina D, anche in associazione a farmaci che inibiscono la distruzione dell'osso, i bifosfonati.

Compito del medico, e del reumatologo in particolare, è illustrare in modo semplice ed efficace gli aspetti positivi e negativi legati all'utilizzo del cortisone e informare il paziente circa gli aspetti vantaggiosi di tale scelta terapeutica, se necessaria: in alcune situazioni cliniche, infatti, il cortisone contribuisce efficacemente non solo diminuendo rapidamente il dolore ma anche rallentando le fasi iniziali della malattia. In questi casi, è bene che il paziente sia posto in grado di compiere una scelta consapevole, alla luce sia delle possibili reazioni avverse che degli innegabili aspetti positivi, e bilanciarli in modo che questi ultimi siano sempre prevalenti. Uno dei criteri fondamentali che deve guidare il medico nel suo uso, specie nelle terapie prolungate, è quello di utilizzare la minima dose efficace

Il paziente non deve temere per la decisione del medico di usare il cortisone, perché sicuramente ponderata ed inquadrata in un chiaro programma terapeutico in cui si sono valutati tutti gli aspetti.

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