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Mastectomia conservativa: difendere la femminilità

Dott. Guido Papaccio - Senologia, Chirurgia Senologica a Mestre
Dott. Guido PAPACCIO
 17 Febbraio 2017

Mastectomia conservativa: difendere la femminilità

Il valore fisico e psicologico della conservazione del seno di donne sottoposte a interventi oncologici significativi.

La mastectomia conservativa consente di conservare la cute e/o l’areola e il capezzolo anche dopo l’asportazione della ghiandola mammaria in toto, a differenza della quadrantectomia.
 

In cosa consiste la mastectomia conservativa 

Le mastectomie definite “conservative” si eseguono da circa 10 anni, basate sulla dimostrazione che dal punto di vista oncologico non è sempre necessario rimuovere la cute e spesso nemmeno il complesso areola-capezzolo, che possono pertanto essere conservati grazie alle nuove tecniche chirurgiche per ottenere la ricostruzione più vicina possibile a una mammella normale. Le tecniche utilizzate sono varie: a seconda della natura della lesione e delle dimensioni della mammella, possono conservare il complesso areola-capezzolo o solo il mantello cutaneo oppure ridurre il mantello cutaneo fino a ottenere una riduzione della ptosi (abbassamento della mammella).

È applicabile a tutte le pazienti?

Le mastectomie conservative non sono sempre indicate: laddove è possibile, si cerca sempre di utilizzare la tecnica cosiddetta conservativa (quadrantectomia). Le indicazioni sono legate principalmente a tre fattori: dimensioni della mammella, tipo di neoplasia, aspettative della paziente. Ad esempio, su mammelle di piccole dimensioni la mastectomia conservativa è esteticamente più efficace della quadrantectomia. Vi sono dei tipi di neoplasia (multifocalità e carcinoma diffuso) che sono indicazioni di per sé alla mastectomia. È certamente importante ascoltare la paziente, i suoi timori e aspettative.

La mastectomia riduce al minimo il rischio di recidiva locale e spesso evita la radioterapia postoperatoria, ma non mette a riparo da un’eventuale chemioterapia. La mastectomia profilattica può essere indicata per donne ad alto rischio genetico o familiare, ma deve essere ponderata e discussa con medici e psicologi poiché comporta un’importante modifica dell’aspetto e della percezione del corpo.
 

Il decorso post operatorio

Il decorso postoperatorio è più impegnativo rispetto ad una mastectomia semplice o a una quadrantectomia. Infatti, il posizionamento dell'espansore crea una sensazione di corpo estraneo che permane fino al termine della sua espansione e al posizionamento della protesi definitiva. Nell’80% si ha una perdita parziale o totale della sensibilità del capezzolo, inoltre la mammella appare più fredda al tatto. Trattandosi di interventi più complessi, le complicanze si attestano intorno al 7-10% dei casi. Il dolore postoperatorio può essere gestito con presidi anestesiologici e la dimissione avviene in genere alla terza o quarta giornata postoperatoria. L’utilizzo di reggiseni e fasce specifici aiutano il decorso postoperatorio. 
 

I vantaggi della mastectomia conservativa

Una migliore riuscita della ricostruzione, sebbene sia importante ricordare che si tratta di tecniche di chirurgia oncoplastica e non meramente estetica, in quanto si opera su una mammella da ricostruire per mezzo di protesi e non in presenza di una ghiandola mammaria pre-esistente. È importante rivolgersi a Centri di senologia con adeguata esperienza: le Breast Unit rappresentano in tal senso una garanzia poichè hanno équipe dedicate e un team multidisciplinare che collabora per dare la risposta più adeguata e personalizzata ad ogni singola donna.
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