Ascolta l'audio dell'articolo Problemi della pelle del viso: quali sono i più frequenti, le cause e come affrontarli
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Donne, uomini, ragazze e ragazzi: tutti sognano una pelle perfetta. Tuttavia, molto spesso la pelle, soprattutto quella del viso, deve affrontare una serie di eventi esterni ed interni che possono avere un effetto negativo: stress, disturbi ormonali o altri fattori ne influenzano l'aspetto.

Tra i più frequenti problemi cutanei del viso possiamo elencare:

  • Melasma
  • Macchie cutanee legate all’età;
  • Macchie bianche causate da micosi;
  • Acne;
  • Dermatite seborroica
  • Emangioma e dermatiti nei bambini
  • Cheloidi
  • Cicatrici date dalla varicella
  • Vitiligine

L’evoluzione della chirurgia plastica e dei trattamenti estetici, come vedremo in seguito, consentono di eliminare o ridurre sensibilmente questi problemi cutanei. Andiamo ora ad analizzarne, per ognuno, i sintomi e le cause.

Sintomi

1 I sintomi dei problemi della pelle del volto

I problemi della pelle del viso sono molteplici e ognuno di essi si manifesta con sintomi diversi. Vediamo insieme, nei prossimi paragrafi, quali sono.

Sintomi

Melasma

Il melasma è una forma di iperpigmentazione della pelle con distribuzione simmetrica che, in quanto non è causato da alcuna disfunzione fisiologica cutanea, non può definirsi una patologia quanto, piuttosto, un disturbo estetico. Si tratta, infatti, della concentrazione eccessiva di melanina in alcune zone del viso, ragione per cui i melasmi vengono anche chiamati macchie solari.

Si classifica in tre forme a seconda dell’area del viso in cui appare: centrofacciale (nelle parti centrali del volto come le guance), malare e mandibolare. Può avere diverse profondità di localizzazione nel pigmento della cute e porta ad un impatto sulla qualità della vita delle persone proprio per la sua posizione.

Sintomi

Macchie dell’età

Le macchie cutanee senili sono lesioni non palpabili, piane, di color marrone che compaiono principalmente sul viso e sul dorso delle mani con l’avanzare dell’età. Come nel caso del melasma si tratta di una iperpigmentazione della pelle.

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Dott.ssa Rossella Sferrazza

Sintomi

Macchie bianche

A volte, dopo l’esposizione al sole, possono presentarsi sul viso e sul corpo delle macchie bianche generando un effetto “a pois” sulla pelle o a “cartina geografica”. Queste macchie sono antiestetiche e, in alcuni casi, possono provocare forte disagio.

Alla base della loro comparsa ci sono diversi fattori (es. scottatura della pelle o una carenza di melanina), tuttavia, alcune volte, queste piccole macchie bianche possono essere il frutto di una micosi (Pitiriasi Versicolor). 

Sintomi

Acne

Tra i maggiori problemi cutanei al volto c’è sicuramente l’acne che si presenta principalmente nei giovani durante la fase adolescenziale, ma che può manifestarsi  anche in età adulta, soprattutto nelle donne. Molte volte l’acne è persistente e può provocare lesioni che portano alla formazione di cicatrici. Si tratta di un problema insidioso ma facilmente curabile.

Si manifesta sotto forma di seborrea (pelle grassa), punti neri (comedoni), foruncoli infiammati e, nelle forme più gravi, anche con noduli e cisti.

Sintomi

Cheloidi

I cheloidi sono cicatrici ipertrofiche che, purtroppo, deturpano la pelle in modo anche pesante in quanto possono raggiungere dimensioni notevoli e, solitamente, tendono ad ampliarsi e ad assumere forma irregolare. Hanno un colore che va dal rosaceo al marroncino e provocano un danno estetico consistente.

Anche le cicatrici lasciate dalla varicella, malattia più frequente nell’infanzia, possono essere considerate dei cheloidi: profonde ed introflesse vengono anche chiamate cicatrici a scodella. Possono essere presenti su tutto il corpo, tuttavia è sul viso che determinano i maggiori problemi estetici. 

Possono avere aspetto ipertrofico - ovvero avere una consistenza dura, con colore rosso violaceo e talvolta dolorose - oppure sono atrofiche con cute sottile e anelastica.

Sintomi

Dermatite seborroica

Disturbo della pelle comune soprattutto negli uomini fra i 30 e i 40 anni, all'origine della dermatite seborroica c'è una moltiplicazione troppo rapida delle cellule della pelle, associata a un'elevata attività delle ghiandole sebacee che si manifesta, sul volto, con un arrossamento di solchi nasolabiali, area vicino alle sopracciglia, cuoio capelluto, talvolta dietro le orecchie. L'eritema è accompagnato da squame giallastre e untuose e da prurito.

Sintomi

Problemi cutanei nei bambini

La pelle dei bambini e, in particolare, quella dei neonati essendo in fase di formazione può presentare dei fenomeni di adattamento quali:

  • Eritema tossico, che si presenta con eruzioni a piccoli ponfi che cambiano posizione
  • Desquamazione e/o macerazione della pelle
  • Emangioma, ovvero malformazioni vascolari capillari
  • Infezioni cutanee
  • Dermatite atopica con chiazze di cute secca e arrossata 
  • Dermatite irritativa, tipica della regione del pannolino

Sintomi

Vitiligine

Malattia della pelle a incidenza prevalentemente femminile, che colpisce circa l'1% della popolazione soprattutto nella fascia di età dai 20 ai 40 anni, la vitiligine è una patologia dermatologica a eziologia ignota, caratterizzata dalla comparsa sulla pelle di aree prive di melanina, di grandezza e morfologia variabili.

Non è una patologia contagiosa e non incide in alcun modo sulla speranza di vita, ma può avere pesanti ricadute a livello della sua qualità, in particolar modo se localizzata sul volto. 

Possibili cause

2 Quali sono le cause dei problemi della pelle del volto?

Stress, cambiamenti ormonali, assunzione di farmaci, esposizione al sole, invecchiamento o fattori generici. Ogni problema cutaneo ha la sua causa, pertanto, procediamo ad analizzarle in base alla problematica.

Possibili cause

Le cause del melasma e delle macchie sul viso

Il melasma è molto più frequente nelle donne che negli uomini e la sua causa principale è l’incidenza dell’attività degli ormoni estrogeni. Gli estrogeni aumentano, infatti, durante la gravidanza oppure durante le terapie contraccettive ormonali provocando l’apparizione di macchie più scure nel viso. Il melasma, inoltre, è causato anche dall’ingresso della donna in menopausa.

Altre cause del melasma sono riconducibili ad una esposizione al sole prolungata e alla predisposizione genetica della singola persona.

Nelle macchie senili, invece, entra in gioco il fattore età: con l’avanzare degli anni, infatti, la pigmentazione della pelle diventa più irregolare.

Le macchie della pelle, infine, possono apparire anche a causa dell’assunzione di farmaci fototossici (minociclina, tetraciclina, antimalarici e fenitoina).

Infine, le macchie bianche sul viso possono scaturite per diversi fattori quali:

  • Scottature della pelle
  • Carenza di melanina
  • Presenza del fungo Pitiriasi Versicolor (“fungo di mare”).

Nel caso della Pitiriasi Versicolor l’infezione da micosi è già presente sulla pelle da tempo e l’esposizione al sole si limita ad evidenziare le zone colpite. La micosi è causata, a sua volta, da miceti (funghi) che sono normalmente presenti sulla pelle ma in condizioni di caldo, umidità o abbassamento delle difese immunitarie proliferano e generano le macchie sulla pelle.

Possibili cause

Le cause dell’acne

L’acne è una patologia complessa e multifattoriale, causata principalmente da fattori genetici. È più facile che a svilupparla siano adolescenti con genitori che a loro volta hanno avuto questo problema. L’acne è genetica nell’81% dei casi.

Nel restante dei casi l’acne è, invece, determinata da fattori ambientali quali:

  • Stress (può causarla o aumentarla se presente)
  • Esposizione al sole (può determinare un peggioramento/recidiva  se già esistente)
  • Alimentazione non corretta con eccesso di latticini ed alimenti ad alto contenuto glicemico

Un’altra causa dell’acne, tipica delle donne, è la policistosi ovarica (ovaio policistico); una sindrome molto frequente tra le giovani donne e che rappresenta, inoltre, l’8% delle cause di infertilità.

Possibili cause

Le cause dei cheloidi e delle cicatrici da varicella

Queste cicatrici ipertrofiche si formano in seguito a traumi, lesioni, abrasioni o danni alla pelle in persone con pelli particolarmente reattive e sensibili. Nel caso di cicatrici da varicella, poi, le cicatrici sono causate dallo scoppio delle pustole che si formano durante la malattia stessa.

Possibili cause

Le cause della dermatite seborroica

A scatenare la dermatite seborroica intervengono fattori endocrini, alimentari, ambientali e psicologici non ancora del tutto chiariti. Molti pazienti parlano di una recrudescenza in periodi di tensione. 

In pratica, lo stress prosciugherebbe il cortisone endogeno (prodotto direttamente dall'organismo), e in questo modo ridurrebbe la naturale protezione antinfiammatoria, favorendo i processi che sono alla base anche della dermatite seborroica.

Possibili cause

Le cause della vitilligine

Esistono diverse ipotesi sull'origine della vitiligine. Le più accreditate sono tre: quella neurogena, quella autoimmune e l'ipotesi autocitotossica. 

Secondo l'ipotesi neurogena, il disturbo sarebbe dovuto al fatto che le terminazioni nervose provocherebbero il danno a carico dei melanociti (cellule deputate alla formazione della melanina). La teoria autoimmune, invece, si basa sul fatto che nel siero di soggetti affetti dalla patologia si riscontrano frequentemente vari autoanticorpi (anticorpi anti microsoma, anticorpi anti tireoglobulina, anticorpi anti tireoperossidasi et cetera). Infine, l'ipotesi autocitotossica prevede l'autodistruzione dei melanociti causata da un difetto di un meccanismo protettivo naturale.

Cure

3 Quali sono i rimedi per i problemi della pelle del viso?

Così come i sintomi e le cause, anche i rimedi ed i possibili trattamenti variano con il variare della problematica. Vediamoli nel dettaglio.

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Dott.ssa Michela Salmaso

Cure

Come rimuovere melasmi e macchie sul viso

Al fine di contrastare e rimuovere melasmi e macchie è adeguato rivolgersi ad un professionista in dermatologia o in trattamenti estetici.

Il professionista valuta il melasma con un apposito esame clinico chiamato Lampada di Wood per distinguere i diversi tipi di ipercromia; inoltre, può disporre una dermatoscopia, in caso di macchie sospette, per effettuare la diagnosi differenziale (a volte le macchie scure possono essere dei melanomi maligni) e successivamente anche la biopsia con esame istologico.

Nel caso in cui non si tratti di lesioni maligne, i trattamenti utilizzati sono preparati a base di idrochinone, steroidi e retinoidi per uso topico. Questi farmaci consentono di ridurre lo stimolo alla produzione di melanina e di nuovo pigmento, inibendo la produzione dell’enzima tirosinasi e contribuendo a ridurre la melanina già formatasi attraverso l’esfoliazione (si favorisce il turn over cellulare epidermico).

Sono sconsigliatissimi, invece, i peeling aggressivi e le tecniche di dermoabrasione in quanto peggiorano l’iperpigmentazione.

Sono, infine, indicati dei peeling meno aggressivi da abbinare alla cura per il trattamento delle macchie del viso, in particolare del melasma. Il peeling chimico consiste nell’applicazione di un acido (o una combinazione di acidi) sulla pelle, scelto dal medico sulla base dei risultati da raggiungere. 

Regolarizza imperfezioni ed ipercromie, accelera il ricambio cellulare, regolarizza la comparsa di sebo, restringe i pori dilatati e migliora qualitativamente il manto cutaneo. Infine, stimola i fibroblasti alla ricostruzione del collagene e dell’elastina. 

Una delle tecnologie più innovative in questo ambito è l’idrodermoabrasione con HydrafacialTM. Con questa tecnologia si effettua una profonda ed efficace detersione della cute in tre fasi:

  • Detersione e peeling che ammorbidiscono sebo e impurità e rimuovono le cellule morte
  • Estrazione delle impurità e del sebo in eccesso utilizzando principi attivi con proprietà idratanti, esfolianti e lenitive
  • Veicolazione di sostanze antiossidanti e peptidi

Alla fine del trattamento la pelle viene sottoposta, per alcuni minuti, a led a luce rossa ed infrarossa.

Un buon ausilio alle cure viene, inoltre, da creme cosmetiche schiarenti. Alla base della cura del melasma e del contrasto all’apparizione di macchie sulla pelle c’è sempre l’utilizzo di creme con protezione solare elevata quale la SPF50, che protegga dai raggi ultravioletti UVA, UVB e dai raggi infrarossi IR. Si possono anche utilizzare degli integratori a base di antiossidanti, in via preventiva, per preparare la pelle all’abbronzatura.

Infine, si può ricorrere anche a trattamenti estetici quali laser e microiniezioni. Con il laser le macchie vengono trattate in una o più sedute e le onde trasmesse dal laser stesso vengono assorbite dal pigmento melaninico che via via si schiarisce fino a sparire.

Una terapia di ultima generazione per la rimozione delle macchie sul viso (ma anche nel trattamento delle cicatrici da acne) è lo skin needling ovvero un trattamento di microperforazione della pelle in cui gli aghi utilizzati distruggono il tessuto cicatriziale e stimolano la formazione di:

  • nuove cellule
  • nuove fibre di elastina
  • collagene
  • nuovi capillari che migliorano la microcircolazione sanguigna

In questo modo si riattiva un normale meccanismo di riparazione dei tessuti ottenendo un rimodellamento delle aree trattate, una cute più compatta, luminosa ed idratata.

A questo trattamento ci si può sottoporre solo dopo aver preparato in modo opportuno la pelle con sostanze che aiutano l’esfoliazione superficiale come i retinoidi (vitamina A) per almeno due settimane oppure dopo un peeling a base di alfa idrossiacidi da fare due settimane prima dello skin needling.

Mezz’ora prima di sottoporsi a skin needling è necessario applicare una crema anestetica. Dopo il trattamento, la pelle potrà apparire arrossata, con lieve gonfiore e minimo sanguinamento; tali effetti scompaiono entro massimo cinque giorni. In base alla risposta del singolo paziente, poi, si possono effettuare altre sedute (in media 3) a 4 settimane di distanza l’uno dall’altro.

Cure

Come trattare le macchie bianche causate dalla Pitiriasi Versicolor

Le macchie bianche causate da questa micosi non sono pruriginose e con il passare del tempo si estendono via via ed assumono un aspetto a “cartina geografica”. Per il trattamento della Pitiriasi Versicolor si utilizzano sostanze antimicotiche come l’itraconazolo o il fluconazolo che in poche settimane agiscono su tutto il sistema e fanno sparire le macchie. Quando la micosi non è molto estesa si possono utilizzare anche rimedi naturali quali il lichene islandico.

Cure

Come trattare l’acne

Per il trattamento dell’acne esistono dei protocolli internazionali che hanno azione antibiotica, antinfiammatoria, ormonale che si possono prendere sia per via topica (applicazione sulla pelle) che per via orale.

Quando l’acne è severa il medico potrebbe consigliare di assumere i retinoidi (derivati sintetici della vitamina A) per bocca.

Il trattamento, per contrastare la diffusione dell’infiammazione e la comparsa di cicatrici, va iniziato quanto prima. Nel caso in cui si intervenga tardi e siano rimaste profonde cicatrici dovute all’acne si può intervenire con trattamenti combinati quali: creme e prodotti appositi, peeling, laser skin resurfacing, biostimolazione, fillers, crioterapia e chirurgia.

Quando l’acne compare in età adulta, ed in particolare nelle donne, viene consigliato un lavoro in team tra ginecologo, nutrizionista e psicologo oltre che dermatologo. La pulizia del viso in questi casi non è sempre indicata, anzi nei casi di acne comedogenica va effettuata solo su indicazione del dermatologo in quanto può peggiorare le forme infiammatorie.

Nell’acne in età adulta si consiglia di adottare uno stile di vita sano per non peggiorare la patologia, evitando in particolare alimenti quali il latte. Sono validi, come nell’acne adolescenziale, i farmaci retinoidi, mentre sono sconsigliati gli antibiotici in quanto inducono antibiotico-resistenza.

Nelle donne con ovaio policistico la terapia estroprogestinica è la più indicata insieme ad un eventuale correzione dell’alimentazione (in caso di sovrappeso).

Nel trattamento delle cicatrici da acne, la cute e le cicatrici vengono valutate dallo specialista che, attraverso una fonte luminosa obliqua e dall’alto, riesce a verificarne ogni piccolo particolare. Al paziente, poi, viene chiesto di indicare quali siano le cicatrici che più gli danno fastidio.

In genere viene proposta la terapia FotoDinamica Cutanea (PDT) ovvero una forma di trattamento non chirurgico, sia dell’acne infiammatoria che delle cicatrici post acneiche. 

In pratica si applica alla pelle una sostanza fotosensibilizzante che, penetra nelle cellule malate (e non in quelle sane) e, dopo essere state illuminate da una apposita lampada led a luce rossa o dal laser, inglobano la sostanza e vengono eliminate per reazione fotochimica

La sostanza (5-aminolevulinico) viene applicata sulla cute per circa 3 ore ed irradiata poi con la luce led o il laser per pochi minuti. Non è un farmaco, non ha effetti collaterali, non è tossica e viene eliminata con il metabolismo. 

Il paziente, durante il trattamento, può percepire un leggero calore e intorpidimento della zona trattata; tutti fastidi che scompaiono rapidamente.

Grazie a questa terapia il tono tessutale, il colore della pelle e le cicatrici migliorano senza bisogno di incisioni e conseguenti cicatrici chirurgiche. Inoltre, dà ulteriori vantaggi quali:

  • Risparmio della cute sana circostante
  • Percentuale di successo elevata
  • Non invasività
  • Tempi rapidi di guarigione
  • Trattamento di più lesioni nella stessa seduta
  • Ripetibilità del trattamento
  • Risultato estetico eccellente

Un’ulteriore tecnica per il trattamento delle cicatrici da acne, che abbiamo già citato in precedenza, è lo skin needling.

Oltre a questi trattamenti e tecniche è possibile utilizzare la radiofrequenza frazionata, la quale riscalda la parte superiore del derma aumentando la produzione di collagene ed elastina. In questo modo si rimodella la pelle e si interviene sulle cicatrici residue da acne.

Infine, per trattare l’acne e le cicatrici si può ricorrere alla cosmesi detergendo il volto con prodotti delicati e non troppo sgrassanti, sciacquandolo bene e successivamente asciugandolo tamponando con l’asciugamano. Per tenere la pelle idratata, anziché utilizzare le creme, è meglio optare per fluidi ed emulsioni.

Per le donne affette da acne che si vogliono truccare è consigliato utilizzare cosmetici non troppo coprenti in quanto il trucco non deve interferire con le normali funzioni della pelle. Sono consigliati fondotinta fluidi oil-free con un po’ di fard o blush sugli zigomi e la valorizzazione di occhi o labbra per distogliere l’attenzione dalle lesioni cutanee.

Cure

Come trattare la dermatite seborroica

Non esiste una cura definitiva per la dermatite seborroica, ma due o tre settimane di trattamento antimicotico con creme e talvolta terapia orale sono sufficienti a  controllare i sintomi

Sono efficaci per la loro funzione antinfiammatoria anche i cortisonici, ma vanno presi per brevi periodi.  Il sole è un ottimo alleato, grazie all'effetto antisettico dei raggi Uv. Nei periodi di stress aiutano un buon sonno, lo sport e tecniche di rilassamento come lo yoga.

Cure

Come trattare i cheloidi e le cicatrici da varicella

Per evitare che le cicatrici si espandano bisogna adottare una buona cura personale della pelle, applicare creme idratanti ed elasticizzanti, oltre a disinfettanti appositi. Purtroppo, nonostante le terapie cheloidi e cicatrici da varicella, tendono quasi sempre a riformarsi.

Le terapie che in genere vengono effettuate sono il laser (per appiattire la cicatrice e renderla meno visibile) e le iniezioni di cortisone, interferone o fluoroacile. 

Con il laser CO2 ed erbium si levigano le cicatrici atrofiche senza danneggiare i tessuti circostanti; con i laser frazionali si ha una produzione di attività termica e si riesce a rigenerare il collagene. In questo modo si riducono lo spessore o l’avvallamento delle cicatrici e si riduce il colore scuro che tendono ad assumere. Il laser, tuttavia, va utilizzato quando il processo riparativo della cicatrice si è stabilizzato a distanza di mesi dalla causa.

Anche il cortisone aiuta a ridurre il volume del tessuto della cicatrice assieme a infiltrazioni di principi attivi quali collagene ed acido jaluronico.

Si utilizzano, infine, anche prodotti siliconici. Creme e gel al silicone rendono la cicatrice più piatta e morbida, in particolare nei primi periodi dopo la chiusura di una ferita. 

Si ricorre, inoltre, all’elastocompressione per modificare la circolazione sanguigna e riparare l’inestetismo.

Oltre a queste tecniche si può ricorrere ai massaggi in quanto aiutano a restringere gli esiti cicatriziali.

Una delle terapie più moderne per combattere i cheloidi è, infine, l’innesto di cellule staminali mesenchimali che, prelevate dal tessuto sano e reinserite in quello malato, contribuiscono alla formazione di tessuto nuovo in breve tempo.

Cure

Come trattare la vitiligine

Ad oggi, purtroppo, la vitiligine non risponde sempre alle terapie. In genere, rispondono meglio le lesioni di recente insorgenza. Inoltre, tendono a migliorare maggiormente le lesioni localizzate al volto e pieghe cutanee. 

Le terapie classiche includono le creme al cortisone, a base di immunomodulatori e, nei casi più estesi, la fototerapia UVB a banda stretta.

Cure

Come trattare le verruche

Le verruche sono un’infezione cutanea non dolorosa, che colpisce maggiormente i bambini rispetto agli adulti, e che si presenta con un rilievo duro e ruvido (porro) che in genere compare sul piede e può essere anche grande e doloroso.

Le verruche piane sono, invece, delle lesioni che colpiscono viso e mani.

Si trattano con l’applicazione di lozioni e creme o con la crioterapia.

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Dott.ssa Genni Montemezzo

Cure

I trattamenti con il laser

Come abbiamo visto i trattamenti con il laser consentono di risolvere diversi problemi della pelle come macchie, cicatrici da acne e cicatrici post-traumatiche, smagliature, cheratosi e tanti altri.

Nei trattamenti di un singolo inestetismo si sfrutta la fototermolisi selettiva, un meccanismo che si manifesta nei tessuti biologici grazie all’assorbimento di luce a diverse lunghezze d’onda (laser ND-Yag per fibromi o nei verrucosi, laser ad erbium per la cheratosi, laser q-swicced per lentigo solare).

Nel caso, invece, di presenza di più inestetismi si interviene con il laser CO2 frazionato che alla luce abbina anche la stimolazione biologica del tessuto trattato.

Il trattamento con il laser, che in media dura circa 20-30 minuti, prevede che le cellule della pelle vengano bruciate in profondità stimolando la produzione di cellule nuove (skin resurfacing), senza danneggiare i tessuti sovrastanti, e provocando una maggiore tensione della pelle. Un’ora prima del trattamento il paziente deve detergere bene il viso ed applicare la crema anestetica e, in genere, sente solo un leggero fastidio.

Successivamente, il processo di guarigione induce la produzione di nuovo collagene in profondità nella pelle. Inoltre, le cellule rimaste integre, dopo il trattamento con il laser, contribuiscono ad accelerare la guarigione delle parti “trattate”.

Lo specialista passa più volte il laser sulla pelle, la tampona con una garza ed aspira il fumo che viene prodotto. Alla fine dei passaggi, al paziente vengono applicate maschere fredde per ridurre al minimo la sensazione di bruciore. La profondità di azione del laser è proporzionale al danno presente sulla pelle, alla sua estensione ed alla sua gravità. 

Questo trattamento provoca un dolore temporaneo, arrossamento, gonfiore, desquamazione, comparsa di alcune crosticine che una volta cadute lasciano posto ad una pelle rinnovata. Dopo il trattamento si deve applicare per qualche giorno una crema antibiotica (o una crema idratante ed una riepitelizzante) ed una crema a protezione solare. 

Nella versione più evoluta il laser CO2 frazionato è un laser al biossido di carbonio il cui raggio di luce colpisce punti ben precisi lasciando intatto il resto della pelle. In questo caso il tempo del trattamento si riduce a 10-20 minuti. Si eseguono in genere dalle 2 alle 4 sedute a 40/60 giorni di distanza l’una dall’altra. Questo tipo di laser non va eseguito durante il periodo estivo.

Garantisce, inoltre, risultati eccellenti e duraturi nel tempo con tempi di guarigione molto rapidi. È un trattamento personalizzabile che, in genere, non ha necessità di essere ripetuto, se non dopo un anno circa.

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La corretta esposizione al sole

La pelle può essere suddivisa in vari fototipi ed ognuno, ma in particolare il fototipo basso, va protetto adeguatamente durante l’esposizione al sole per evitare la formazione di scottature, eritemi, macchie, fotoinvecchiamento precoce, tumori cutanei. 

Alle persone con fototipi 3 o 4, ad esempio si consiglia di non scendere mai al di sotto della protezione 30 Spf (protezione alta), mentre alle persone con fototipo 1 e 2 è consigliata la protezione 50+.

Inoltre, si possono rafforzare le difese della pelle e favorire un’abbronzatura intensa e duratura grazie ad appositi integratori solari come il Polypodium leucotomos, felce tropicale utilizzata i suoi effetti curativi ed antinfiammatori che contrastano gli effetti nocivi dei raggi UV.

Infine, il sole non va considerato come un nemico in quanto è necessario per fissare la vitamina D che aiuta ad evitare il rachitismo nei bambini e l’osteoporosi nelle donne adulte. A chi presenta una carenza di vitamina D si consiglia, infatti, l’esposizione al sole ogni giorno per pochi minuti.

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Proteggere la pelle dei bambini

La pelle dei bambini, essendo delicata e più sottile di quella degli adulti, va adeguatamente protetta in quanto le ghiandole sudoripare e sebacee sono meno attive e con un film lipidico ed un mantello acido protettivo più debole.

La pelle dei bambini tende a disidratarsi ed è più sensibile agli agenti chimici, fisici ed alle aggressioni microbiche. Per evitare che si creino crosta lattea, eczemi, dermatiti ed acne del neonato vanno effettuati bagni o docce di breve durata, in acqua tiepida, con detergenti non irritanti, con basso potere allergizzante.

È consigliabile utilizzare degli oli da bagno ed asciugare la pelle del neonato tamponando e rimuovendo tutti i residui d’acqua.