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I denti dei bambini, alla radice della crescita

I denti dei bambini, alla radice della crescita

La terapia precoce di malocclusioni o disallineamento dentale, applicata fin da piccoli, permette di evitare disturbi più complessi da adulti.

Dalla salute dei denti dipende il corretto funzionamento di tutte le strutture coinvolte nella crescita dell’individuo. Intervenire preventivamente, intercettando eventuali problematiche già in tenera età, significa pertanto garantire un equilibrio stabile a tutto il sistema corpo.
 

In che senso “intercettare” equivale a prevenire?

L’ortodonzia intercettiva consiste precisamente nella terapia precoce dei disturbi dentali, con una serie considerevole di implicazioni per la salute di tutto il corpo: è risaputo, infatti, che le malocclusioni non curate da piccoli possono esitare in disturbi posturali, di respirazione e di masticazione in età adulta. Possiamo dire che si tratti, in un certo senso, di trattare preventivamente la dentatura per evitare disturbi più complessi.
 

Il ruolo dell’ortognatodonzia

Questa tipologia di trattamento prevede la correzione di disallineamento dei denti, delle ossa mascellari o alterazioni dei muscoli della masticazione e delle articolazioni temporomandibolari per riequilibrare l’intero sistema corpo.
 

L’apparecchio è sempre necessario?

No, anzi. Correggere difetti alla masticazione non significa semplicemente applicare apparecchi ortodontici, poiché la risoluzione di tali imperfezioni richiede un approccio molto più completo. La diagnosi tiene in considerazione vari aspetti specifici della persona che riguardano traumi, scorrette abitudini di struttura e muscolari, vizi e tic, atteggiamenti psichici, abitudini alimentari, idratazione e stile di vita

Questo approccio consente di risolvere in modo globale anche casi molto complessi, grazie a terapie estremamente personalizzate che si avvalgono di apparecchi mobili, sedute di educazione miofunzionale, trattamenti osteopatici e posturali.

La terapia si evolve a seconda della risposta di ogni paziente nel rispetto di tempi e soggettività e considerando anche la possibilità di sospenderla per un certo periodo di tempo, qualora sia necessario per la riuscita del trattamento.
 

Con i bambini, un approccio particolare

Il bambino è notoriamente un paziente “difficile” perché molto energico e spesso timoroso. Coinvolgere il paziente è fondamentale, soprattutto in questo contesto, ai fini del buon esito della terapia: grazie a espedienti ludici, giochi, immagini, disegni, esercizi e modelli dimostrativi creiamo un ambiente in cui il bambino si sente a proprio agio. In questo modo, il rapporto che si instaura con il medico e lo staff è costruttivo, duraturo e di collaborazione, senza forzature.

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