Pressione minima alta: che cosa significa e quando preoccuparsi
Capita di trovare la minima sopra la norma anche quando la massima è normale. Nella maggior parte dei casi non dà sintomi e un singolo valore non basta per parlare di ipertensione.
Quando si misura la pressione si leggono due numeri: il primo, più alto, è la massima; il secondo, più basso, è la minima. Si parla di pressione minima alta quando è il secondo valore a essere elevato, anche in presenza di una massima normale. È una situazione che si osserva spesso, soprattutto in persone giovani o di mezza età, e che quasi sempre non dà alcun disturbo: la si scopre misurando la pressione. Vediamo che cosa significa, perché succede e quando conviene parlarne con il medico.
Indice
1 Che cos’è la pressione minima
La pressione minima, o diastolica, è la pressione che il sangue esercita sulle pareti delle arterie tra un battito e l’altro, quando il cuore è a riposo e si sta riempiendo di nuovo. La massima, o sistolica, è invece la pressione nel momento in cui il cuore si contrae e spinge il sangue nelle arterie.
Se la minima resta elevata significa che le arterie oppongono più resistenza al passaggio del sangue anche nella fase di riposo del cuore. Quando è alta solo la minima e la massima resta nella norma, si parla di ipertensione diastolica isolata: è una delle forme in cui può presentarsi la pressione alta, di cui parliamo nella nostra guida completa.
2 Quando la minima viene considerata alta?
Si parla di minima alta quando il valore resta pari o superiore a 90 mmHg in più misurazioni, ripetute in giorni diversi. Alcune linee guida indicano già 80 mmHg come il livello da tenere sotto controllo.
Sono riferimenti che servono al medico per decidere, non per una diagnosi fai da te: lo stesso numero può avere un significato diverso a seconda dell’età, di altre malattie e del rischio cardiovascolare della persona. Per questo un singolo valore non basta: la pressione cambia nell’arco della giornata e può essere più alta del solito per ragioni passeggere.
Conta anche come si misura. Per avere valori affidabili conviene misurarla da seduti, dopo alcuni minuti di riposo, con il braccio appoggiato all’altezza del cuore, senza aver fumato o bevuto caffè nella mezz’ora precedente. Meglio ripetere la misurazione e annotare i valori su un foglio o sull’app del misuratore, così il medico ha davanti l’andamento e non un numero isolato. Se i valori si ripetono sopra la norma, il medico può proporre un monitoraggio della pressione nelle 24 ore.
3 Quali sono i motivi che fanno alzare la pressione minima?
Nella maggior parte dei casi non c’è una causa unica, ma un insieme di fattori che riguardano lo stile di vita e la predisposizione familiare.
I più comuni sono:
- sovrappeso, soprattutto l’aumento del girovita
- troppo sale nell’alimentazione
- alcol in eccesso e fumo
- poco movimento
- stress prolungato e sonno insufficiente o disturbato
- familiarità: avere genitori o fratelli con la pressione alta.
A questi si aggiungono le cause passeggere, che fanno salire la pressione per qualche ora e spiegano molte misurazioni sorprendenti: agitazione o dolore nel momento della misurazione, una notte storta, uno sforzo intenso, il freddo, molti caffè o bevande energetiche, un pasto molto salato. Anche alcuni prodotti di uso comune possono farla salire, per esempio certi antinfiammatori, alcuni decongestionanti nasali o la liquirizia in quantità elevate.
In una minoranza di persone, infine, la minima alta dipende da un’altra condizione - per esempio alcune malattie dei reni o degli ormoni, oppure le apnee notturne. Sta al medico valutare se è il caso di cercarle, soprattutto quando i valori sono elevati in una persona giovane o non migliorano nonostante le cure.
4 Che sintomi dà la pressione minima alta?
Di norma nessuno. È il motivo per cui l’ipertensione viene chiamata “killer silenzioso”: si può avere la minima alta per anni senza accorgersene, e l’unico modo per saperlo è misurare la pressione.
Disturbi come mal di testa, capogiri o senso di stanchezza vengono spesso attribuiti alla minima alta, ma non sono segnali affidabili: la maggior parte delle persone con la pressione alta non li avverte e, quando ci sono, hanno quasi sempre altre cause. Allo stesso modo, minima alta e battito accelerato sono due misure diverse e non vanno necessariamente insieme; se le palpitazioni si accompagnano invece a valori pressori bassi, ne parliamo nell’approfondimento su pressione bassa e battiti alti.
Il fatto che non dia sintomi non significa che sia irrilevante: è esattamente la ragione per cui conviene misurare la pressione con regolarità, anche quando ci si sente bene.
5 Cosa succede quando la pressione minima è alta?
Se i valori restano elevati per lungo tempo senza essere controllati, la pressione esercita uno sforzo continuo sulle pareti delle arterie. Con gli anni questo può contribuire a danneggiare gradualmente cuore, cervello, reni e occhi e aumenta il rischio di malattie cardiovascolari: sono le stesse conseguenze descritte per l’ipertensione in generale, di cui parliamo nella sezione dedicata della nostra guida.
Due cose vanno dette con chiarezza. La prima è che si tratta di un rischio che si costruisce nel tempo, non di un pericolo immediato legato a una singola misurazione alta. La seconda è che è un rischio su cui si può intervenire: tenere la pressione sotto controllo, con le abitudini di vita e, quando il medico lo ritiene necessario, con i farmaci, è proprio ciò che serve a ridurlo.
6 Quando la pressione minima è preoccupante?
Contano soprattutto due cose: da quanto tempo i valori restano alti e come ci si sente.
Si chiama il 112 o ci si rivolge al pronto soccorso quando valori elevati si accompagnano a uno o più di questi segnali:
- dolore o peso al petto
- difficoltà a respirare
- mal di testa molto forte, improvviso e insolito
- disturbi della vista
- confusione o difficoltà a parlare
- debolezza o formicolio a un lato del viso, a un braccio o a una gamba.
Si parla con il medico, senza urgenza ma senza rimandare troppo, quando la minima resta sopra la norma in misurazioni ripetute in giorni diversi, anche in assenza di sintomi; quando i valori erano sotto controllo con una terapia e sono tornati a salire; quando la pressione è elevata in una persona giovane.
7 Pressione minima alta: che cosa fare
Il primo passo è misurare bene e più volte, nel modo descritto sopra, annotando i valori per almeno qualche giorno. Se restano alti, il passaggio successivo è il medico curante, che valuterà se servono esami e se è il caso di iniziare una terapia.
Nel frattempo contano le abitudini, che sono le stesse che aiutano su tutta la pressione: ridurre il sale, dare spazio a frutta, verdura e legumi, muoversi con regolarità, riportare il peso nella norma, limitare l’alcol, smettere di fumare, dormire a sufficienza. Sul fronte dell’alimentazione abbiamo un approfondimento dedicato alla dieta DASH, pensata proprio per chi ha la pressione alta; frutta, verdura e legumi sono anche le principali fonti alimentari di magnesio e potassio. Sul movimento, qualche indicazione pratica è nell’articolo su ipertensione e attività fisica.
E i rimedi naturali? Tisane, integratori e “rimedi della nonna” sono tra le ricerche più frequenti su questo argomento, ma non sostituiscono né la valutazione del medico né una terapia. Alcuni meritano una cautela in più: gli integratori di potassio o magnesio presi di propria iniziativa possono essere un problema per chi ha disturbi ai reni o assume certi farmaci per la pressione; la liquirizia in quantità elevate fa salire la pressione; diversi prodotti a base di erbe possono interagire con i farmaci. Prima di iniziare qualcosa, soprattutto se si è già in terapia, conviene parlarne con il medico o con il farmacista.
Che cosa non fare. Non assumere farmaci in più, o in dosi maggiori, rispetto a quelli prescritti, e non prendere farmaci di altre persone. E non sospendere una terapia in corso perché i valori sono tornati normali: è spesso proprio la terapia a tenerli tali.
8 Domande frequenti
Quando la pressione minima è troppo alta?
Si parla di minima alta quando resta pari o superiore a 90 mmHg in misurazioni ripetute in giorni diversi; alcune linee guida indicano già 80 mmHg come livello da tenere sotto controllo. Sono riferimenti utili al medico, non una diagnosi fai da te: un singolo valore alto non basta, perché la pressione varia nell’arco della giornata.
Si può avere la minima alta e la massima normale?
Sì, ed è una situazione piuttosto frequente, soprattutto in persone giovani o di mezza età. Si parla in questo caso di ipertensione diastolica isolata. Va comunque segnalata al medico, che valuterà i valori insieme agli altri fattori di rischio.
Che cosa mangiare con la pressione minima alta?
Le indicazioni sono quelle valide per tutta la pressione alta: meno sale, più frutta, verdura e legumi, attenzione agli alimenti conservati e ai formaggi stagionati, alcol con molta moderazione. Il modello alimentare studiato per questo è la dieta DASH, a cui abbiamo dedicato un articolo.
La pressione minima alta può causare un infarto?
La pressione alta, compresa la forma in cui è elevata soprattutto la minima, è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolari quando resta non controllata per anni. Non è però un rischio immediato legato a una singola misurazione: è il motivo per cui si tiene sotto controllo nel tempo. Se compaiono dolore al petto o difficoltà a respirare, si chiama il 112.
Come si abbassa la pressione minima?
Con le stesse misure che valgono per la pressione alta in generale - meno sale, movimento regolare, peso nella norma, meno alcol, niente fumo, sonno adeguato - e, quando il medico lo ritiene necessario, con i farmaci. Non esistono scorciatoie rapide e sicure da mettere in atto da soli.
La minima alta dà sintomi?
Di solito no: nella maggior parte dei casi si scopre misurando la pressione. Mal di testa, capogiri e stanchezza non sono segnali affidabili. Diverso è il caso in cui valori elevati si accompagnano a dolore al petto, difficoltà a respirare, disturbi della vista o della parola: in quel caso serve assistenza urgente.