Il potassio e il magnesio: un valido aiuto per l'ipertensione

Il potassio e il magnesio: un valido aiuto per l'ipertensione

Sono sali minerali che favoriscono la funzionalità muscolare e quindi anche cardiaca, utili per normalizzare la pressione arteriosa elevata.

Dott.ssa Margherita Cendon
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L’ipertensione arteriosa, o semplicemente ipertensione o pressione alta, è una condizione caratterizzata da una pressione arteriosa cronicamente sopra soglia di riferimento.

1 Cos'è la pressione arteriosa?

La pressione arteriosa è la forza che si genera quando il cuore, contraendosi, pompa il sangue all’interno delle arterie. Generalmente la pressione in un soggetto adulto dovrebbe rientrare in valori uguali o inferiori a 120 mmHG per la pressione sistolica o massima, cioè la pressione riscontrata nel momento di contrazione del cuore e di apertura delle valvole e pari o inferiore a 80 mmHg per la pressione diastolica o minima, cioè quella tra una contrazione e l’altra.

Un soggetto viene definito iperteso se la sua pressione arteriosa risulta ripetutamente superiore a 140 mmHg per la pressione sistolica e superiore ai 90 mmHg per la pressione diastolica.

2 Quali sono i sintomi e quali problematiche può comportare l'ipertensione?

Spesso l’ipertensione risulta asintomatica. In alcune occasioni i soggetti che soffrono di ipertensione lamentano alcuni sintomi come:

  • mal di testa
  • dispnea
  • epistassi
  • palpitazioni
  • vertigini
  • nervosismo
  • ronzii alle orecchie.

Questa sintomatologia è comunque estremamente generica e per questo risulta difficile un riscontro di questa malattia. Fortunatamente misurare la pressione arteriosa è semplice e lo si può fare da casa.
A partire dai 35 anni di età o in soggetti con familiarità per questa patologia viene suggerito di fare almeno 2 controlli l’anno: scopri le nuove linee guida anti-infarto.

Ma i problemi maggiori legati all’ipertensione sono le patologie o complicanze ad essa correlate. Se non correttamente trattata, infatti, la pressione alta può generare l'aterosclerosi (un ispessimento della parete dei vasi), una perdita di elasticità dei vasi stessi e un affaticamento e ispessimento delle pareti del cuore.
Queste condizioni possono secondariamente portare a diverse complicanze:

  • ictus
  • formazione di aneurismi
  • insufficienza cardiaca
  • compromissione della funzionalità renale (per ispessimento delle arterie)
  • perdita della vista
  • deficit di memoria fino a giungere alla demenza.

3 Come può influire l’alimentazione nella gestione dell’ipertensione?

Una dieta ricca in sodio può influenzare negativamente la pressione arteriosa. Al contrario arricchire la propria alimentazione con cibi contenenti magnesio e potassio sembra essere d’aiuto per migliorare la condizione di ipertensione.

4 Potassio e magnesio: quali le loro caratteristiche e come vanno assunti?

Il potassio è un minerale presente nel nostro organismo principalmente nei fluidi intracellulari e svolge diversi ruoli di primaria importanza: 

  • interviene in numerose reazioni enzimatiche
  • prende parte al metabolismo di proteine e zuccheri
  • stimola la funzionalità renale
  • regola l’attività neuromuscolare e normalizza il battito cardiaco.

Risulta, inoltre, di fondamentale importanza per il corretto bilanciamento dei liquidi intracellulari rispetto a quelli extracellulari e di conseguenza per garantire la stabilità della pressione sanguigna su valori normali.
In questo modo il potassio è in grado di proteggere cuore e vasi sanguigni. Questa funzione viene svolta grazie al suo intervento di regolazione sui vari meccanismi volti alla contrazione e rilassamento dei diversi muscoli, tra cui anche quelli presenti nei vasi sanguigni. Attenzione però a non eccedere oltre la dose consigliata. Solo un apporto normale di potassio, infatti, sembra essere associato ad un controllo della pressione arteriosa; dosi elevate, che si raggiungono esclusivamente tramite integrazione esterna, potrebbero portare ad un aumento della stessa.

Il magnesio è uno dei principali oligoelementi presenti nel nostro organismo. Le sue funzioni sono legate al suo effetto riequilibrante oltre che alla sua capacità di regolarizzare i cicli sonno-veglia e alla ripresa di energie in periodi di spossatezza fisica e mentale. Ma il magnesio sembra essere implicato anche nella regolazione della pressione arteriosa. Proprio grazie alle sue capacità riequilibratorie, il magnesio è in grado di alzare la pressione in chi soffre di ipotensione e abbassarla ad una persona ipertesa.
Il magnesio, infatti, stimola l’escrezione del sodio per via urinaria determinando una riduzione dei liquidi extracellulari e di conseguenza della pressione artriosa.

5 Quale consiglio per equilibrare la presenza di questi oligoelementi nella nostra alimentazione?

È consigliato seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, contenete vegetali e non solo. Tra i cibi più ricchi in potassio troviamo:

  • i vegetali a foglia verde (spinaci, biete, cavoli, rucola, cavolfiori) ma anche le patate
  • la frutta (in particolare avocado, kiwi, prugne, albicocche e banane)
  • alcuni tipi di pesce (acciuga, salmone, sarde, trote)
  • i legumi
  • la frutta secca a guscio
  • il pollo.

Il magnesio, invece, si trova principalmente nella frutta secca a guscio, nei legumi e nei cereali di tipo integrale. Per entrambi è suggerita un’idratazione regolare anche con acqua del rubinetto, controllata e ricca in questi minerali.

6 C’è antagonismo con altri minerali?

Sì, il magnesio è un oligoelemento antagonista del calcio. Proprio questa competizione tra i due minerali consente al magnesio di stimolare maggiormente agenti vasodilatatori permettendo la dilatazione dei vasi e di conseguenza la riduzione della pressione arteriosa.

La concorrenza con il calcio porta anche ad una riduzione dei depositi di questo minerale a livello delle fibre elastiche, come i vasi sanguigni, cosa che ne ridurrebbe inevitabilmente l’elasticità. Risulta dunque importante integrare correttamente questi due elementi nella nostra alimentazione e, quando necessario (come in estate o dopo un’attività fisica intensa a causa delle aumentate perdite di liquidi) anche tramite integrazione esterna. 

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