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Salute della Tiroide e Gravidanza

Dott. Pietro Gasparoni - Endocrinologo
Dott. Pietro GASPARONI
 03 Dicembre 2015

Salute della Tiroide e Gravidanza

Durante la gravidanza e sull'impatto che eventuali patologie hanno sull'andamento della gestazione e dello sviluppo fetale.

Qual è il ruolo della tiroide, in particolare nella gestazione?
È quello di garantire il corretto utilizzo energetico da parte delle cellule, pertanto alterazioni funzionali hanno ripercussioni su quasi tutti gli organi ed apparati, sulla funzione cerebrale e cardiaca, sullo sviluppo scheletrico e muscolare, sul ciclo mestruale, la fertilità e l’andamento della gravidanza. La tiroide fetale inizia a funzionare dopo il primo trimestre, pertanto nei primi mesi è importante che vi sia un adeguato apporto ormonale materno. Nel passato, in alcune aree geografiche, l’associazione di gravi condizioni di mal funzionamento tiroideo materno, con carenza iodica, comportava una condizione di ridotto sviluppo cerebrale e fisico chiamata cretinismo. Ma tali condizioni fanno parte della storia della medicina, non dell’attualità: il cambiamento dello stile di vita, le possibilità diagnostiche e terapeutiche moderne hanno fatto sì che l’impatto negativo delle patologie tiroidee sulla donna gravida e sullo sviluppo del feto sia sostanzialmente evitato.


Quali sono i temi da considerare dal punto di vista clinico in corso di gravidanza?
Sono 3:

1) Apporto iodico: accresce il fabbisogno durante la gravidanza, per le necessità del feto, per l’aumentata perdita renale e la minore disponibilità ematica. L’alimentazione dovrà comprendere integrazione con sale iodato, uso di pesce anche in scatola 2-3 volte alla settimana e un paio di bicchieri di latte al dì.

2) Ipotiroidismo: lieve (subclinico) è estremamente frequente, caratterizzato da scarsi sintomi quali la stanchezza fisica e la instabilità del tono dell’umore. È molto raro l’ipotiroidismo grave descritto in passato ed appare del tutto fuori luogo l’allarmismo per un eventuale danno allo sviluppo cerebrale del feto.

Nell’ipotiroidismo subclinico, generalmente sostenuto da patologia autoimmune, vi è un maggior rischio di abortività: la donna già in terapia dovrà adeguare la posologia sostitutiva (è considerato ottimale nel primo trimestre TSH<2.5 mUI) e qualora si riconosca un ipotiroidismo all’inizio della gravidanza la paziente deve esser posta tempestivamente in trattamento sostitutivo.

3) Ipertiroidismo: abbastanza raro il riscontro in esordio di una gravidanza. È importante mantenere una condizione di eutiroidismo farmacologico con l’uso di tireostatici, preferendo il propiltiouracile nel primo trimestre e il metimazolo successivamente. I danni che un ipertiroidismo potrebbe avere sulla madre e il bambino vengono annullati da una corretta terapia.
 

Come affrontare quindi una gravidanza?
È opportuno eseguire un controllo della funzione della tiroide in fase preconcezionale o all’inizio della gravidanza in donne con storia di disfunzione tiroidea o malattie autoimmuni personali o familiari e/o residenti in una zona nota per essere a moderata-severa carenza iodica.

Leggi anche:
> Tiroide: necessario informare e sensibilizzare

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