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La spirale intrauterina, le cose da sapere

Dott.ssa Cristina Silvestrin - Ginecologa
Dott.ssa Cristina SILVESTRIN
 27 Febbraio 2019

La spirale intrauterina, le cose da sapere

L'efficacia e la comodità delle nuove spirali a basso rilascio di progesterone.

La spirale o IUD, dall’inglese Intra Uterine Device (dispositivo intrauterino), è uno strumento anticoncezionale che consiste in un piccolo dispositivo di plastica a forma di T che viene posizionato all’interno dell’utero di una donna per impedire una gravidanza.



 

Le tipologie di IUD 

Ne esistono due tipi:

1. IUD al rame 

È un dispositivo lungo meno di 4 cm, in genere a forma di “T”, composto da un materiale plastico ricoperto da un filo di rame (avvolto “a spirale”) e da due manicotti in rame. 

Il rame ha un’azione spermicida: distrugge gli spermatozoi che attraversano l’utero mentre risalgono verso le tube di Falloppio dove li aspetta l’ovocita.

2. IUD contenente ormoni (“spirale medicata”)

Contiene un ormone progestinico (il levonorgestrel) a rilascio continuo per 5 anni. Il progestinico esercita diversi effetti: ispessisce le secrezioni del collo dell’utero (la porta d’entrata) rendendole “invalicabili” agli spermatozoi e diminuisce lo spessore dell’endometrio (il tessuto che tappezza l’interno dell’utero) riducendo così durata e quantità delle mestruazioni.

 

Si può riprendere subito una serena attività sessuale oppure è meglio attendere?

La spirale è efficace dal momento in cui viene inserita. Si consiglia infatti di inserire la spirale, soprattutto quella medicata con ormoni, entro 7 giorni dall'inizio delle mestruazioni in modo da permettere ai livelli di ormone progestinico di stabilizzarsi prima che avvenga l'ovulazione.

 

È un sistema contraccettivo adatto a tutte le donne?

La spirale medicata a rilascio ormonale può essere utilizzata sostanzialmente da tutte le donne che vogliano avere una sicurezza anticoncezionale pressoché assoluta, senza un effetto farmacologico generale. Il vantaggio principale è sicuramente il fatto che non richiede un’assunzione quotidiana (a rischio dimenticanza), ma è bene ricordare che NON protegge da malattie sessualmente trasmesse.



 

È possibile utilizzare questo metodo anche durante l’allattamento?

La spirale al rame (IUD- Cu) può essere inserita in maniera soddisfacente nell’immediato post-parto. Anche per quanto riguarda la spirale medicata, non vi sono azioni negative del levonorgestrel dismesso quotidianamente in cavità uterina dallo IUD né sul latte, né sulle funzioni dell’allattamento, né sullo sviluppo neonatale; il suo inserimento in utero può essere liberamente eseguito quindi dopo 4 settimane dal parto.

 

È un metodo ben tollerato o in taluni casi provoca effetti indesiderati?

È un metodo assolutamente ben tollerato. Vi è una differenza sostanziale di fenomeni collaterali rispetto alla classica pillola (che viene assunta per via generale); infatti con la spirale medicata al progesterone gli effetti sono locali e decisamente modesti. Tali effetti possono essere rappresentati da piccoli sanguinamenti intermestruali (‘spotting’), generalmente limitati ai primi mesi di utilizzo, cioè durante il periodo di adattamento dell’utero alla presenza di questo ospite. È anche possibile la formazione di transitorie cisti luteiniche ovariche, che nella maggioranza dei casi regrediscono spontaneamente, oppure lievi e transitorie tensioni al seno. Ma questi fenomeni sono rari e scarsi anche perché, come detto, la quantità di ormoni che viene quotidianamente dismessa dal dispositivo nella cavità uterina, e quindi assorbita a livello sistemico, è infinitesima.

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