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Dolori mestruali: la pillola li può eliminare

Dolori mestruali: la pillola li può eliminare

Un fattore invalidante per la giovane donna, che si allevia solo dopo il parto

Dott. Fabio Muggia


I dolori mestruali possono rappresentare un fattore che limita la vita delle giovani donne?

Ebbene si, fino ad essere un “fattore invanlidante”.“Il 70% circa delle giovani donne presenta una sintomatologia mestruale rilevante: sommando i giorni malessere, ci si accorge che si tratta di 24-26 giorni di “invalidità” o comunque malessere all’anno – spiega il dottor Fabio Muggia – per la donna è la rinuncia ad una vita “normale”, fatta di leioni scolastiche, esami e corsi universitari, a causa di dolori che vanno dalla sindrome pre mestruale, con i caratteristici dolori al seno, alla cefalea, ai crampi all’addome, alle perdite ematiche, agli sbalzi d’umore”.


Perché il problema riguarda le giovani donne?

Perché coincide con il divenire donna in tutte le sue manifestazioni, in particolare quindi con l’età dello sviluppo. Dopo una gravidanza questo tipo di problema, generalmente, si riduce notevolmente.


Qual è la soluzione che viene comunemente suggerita?

I primi consigli vengono dalle persone vicine, confidenti e amici, familiari o sanitari, che spesso suggeriscono di assumere farmaci antidolorifici. Questi migliorano la situazione, riuscendo a blandire i sintomi, ma non incidono sul ciclo.


Perché si parla ancora di tabù per la famiglia?

Vi è quasi una riluttanza a considerare la ragazza giovane una donna a tutti gli effetti, con i propri problemi di salute da gestire, con il proprio io ormonale da conoscere e da comprendere. Aiutare la giovane donna in questa fase significa avviarla ad un colloquio con lo specialista ginecologo.


Quale soluzione propone alla giovane donna?

Un antinfiammatorio, come il ibuprofene farmaco, tra i più tollerabili, può aiutarla sul momento ma la problematica va analizzata in tutta la sua complessità e portata. È consigliabile quindi la visita specialistica dove si comprende la necessità di effettuare esami ematochimici, sempre più specifici per poter proporre alla donna soluzioni con sempre maggiore sicurezza, in modo da poter proporre eventualmente la pillola contraccettiva a scopo terapeutico. L’assunzione della “pillola contraccettiva”, scelta ovviamente dall’esperienza del ginecologo dopo aver accertato l’assoluta idoneità della paziente in termini di salute generale, può risolvere del tutto la problematica.


La pillola può avere controindicazioni?

Oggi disponiamo di dati molto rassicuranti che mettono in luce che una volta stabilita l’idoneità della donna, in particolare con i farmaci contraccettivi di ultima generazione, monitorandone periodicamente la salute mediante un normale ma approfondito ed attento controllo periodico annuale, vi è la concreta e comprovata possibilità che la donna possa risolvere i propri problemi con grande soddisfazione e grande sicurezza.


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