Incontinenza urinaria post parto: quanto dura, rimedi ed esercizi

Incontinenza urinaria post parto: quanto dura, rimedi ed esercizi

Le perdite di urina dopo il parto interessano molte neomamme e nella maggior parte dei casi si risolvono. Ne parliamo con il Dott. Rosario Pignalosa, ginecologo.

Ultimo aggiornamento: 28/07/2026

Starnutire, tossire, sollevare il passeggino: per molte neomamme bastano questi piccoli gesti per accorgersi di qualche perdita di urina involontaria. L’incontinenza urinaria post parto è uno dei disturbi più comuni - e meno raccontati - delle settimane successive alla nascita di un bambino.
La buona notizia è che, nella grande maggioranza dei casi, si tratta di una condizione transitoria, che migliora spontaneamente o con semplici esercizi di riabilitazione. Ne abbiamo parlato con il Dott. Rosario Pignalosa, ginecologo, che ci aiuta a capire perché succede, quanto dura e cosa fare.

1 Perché si verificano perdite di urina dopo il parto

Durante la gravidanza il corpo della donna va incontro a molti cambiamenti, e la zona pelvica è tra le più sollecitate. «Lo stiramento dei tessuti connettivali e le sollecitazioni meccaniche sui muscoli del pavimento pelvico - spiega il Dott. Pignalosa - possono provocare piccole lacerazioni dei tessuti di sostegno e denervazioni temporanee», cioè una ridotta capacità dei nervi di "comandare" correttamente la muscolatura. È questo il motivo per cui, dopo il parto, possono comparire perdite urinarie e, in alcuni casi, lievi prolassi uterini.

Il pavimento pelvico è l’insieme di muscoli e legamenti che, come un’amaca, sostiene vescica, utero e retto. Se questa "amaca" si indebolisce, la vescica perde parte del suo sostegno e il meccanismo di chiusura dell’uretra diventa meno efficiente: ecco perché un colpo di tosse o uno starnuto possono bastare a causare una piccola fuga di urina.

2 I fattori di rischio principali

Non tutte le donne hanno la stessa probabilità di sviluppare incontinenza dopo il parto. I fattori che aumentano il rischio sono:

  • la macrosomia fetale, cioè un peso del bambino alla nascita superiore ai 4 kg
  • un travaglio lungo e difficile
  • una scarsa qualità del tessuto connettivo, che varia da donna a donna
  • una inadeguata preparazione perineale durante la gravidanza.

3 Quanto dura l’incontinenza post parto e quando preoccuparsi

È la domanda che ogni neomamma si pone. La risposta, nella maggior parte dei casi, è rassicurante: la funzionalità della muscolatura pelvica si ripristina gradualmente nel corso delle settimane e dei mesi successivi al parto, e con essa le perdite tendono a ridursi fino a scomparire.

Piccole perdite occasionali con la tosse o gli starnuti possono restare possibili per qualche tempo: non devono destare preoccupazione né condizionare la vita quotidiana o la sessualità. Se però le perdite persistono a distanza di alcuni mesi dal parto, o incidono sulla qualità della vita, è il momento di parlarne con il ginecologo: oggi esistono percorsi di trattamento efficaci e per nulla invasivi.

4 I rimedi: la rieducazione perineale e gli esercizi di Kegel

Quando le perdite non si risolvono da sole, il primo trattamento è la rieducazione perineale: un percorso di riabilitazione del pavimento pelvico basato sulla chinesiterapia, cioè il movimento terapeutico guidato, e sugli esercizi di Kegel.

Gli esercizi di Kegel consistono nella contrazione e nel rilassamento ripetuti dei muscoli del pavimento pelvico, gli stessi che si usano per trattenere la pipì. Eseguiti con costanza, e idealmente sotto la guida di un professionista (ostetrica o fisioterapista specializzata in riabilitazione perineale), aiutano a recuperare tono e forza muscolare e a ritrovare il controllo della vescica.

5 Quando serve l’intervento chirurgico

Solo in una minoranza di casi, quando la riabilitazione non è sufficiente e l’incontinenza persiste, si può ricorrere alla chirurgia. «Si tratta di un intervento mininvasivo - precisa il Dott. Pignalosa - che consiste nel posizionare un sottile patch di tessuto sintetico sotto l’uretra, a sostegno del meccanismo di continenza. Si esegue in anestesia locale e dura circa 20 minuti». Un’opzione riservata ai casi selezionati, da valutare sempre con lo specialista dopo il percorso riabilitativo.

6 La prevenzione comincia in gravidanza

Il modo migliore per affrontare l’incontinenza post parto è prevenirla, e la prevenzione comincia già durante l’attesa. I punti chiave indicati dal ginecologo:

  • informazione: conoscere il pavimento pelvico e sapere cosa può succedere dopo il parto
  • consapevolezza muscolare: imparare a riconoscere e attivare i muscoli perineali
  • esercizi di rilassamento della muscolatura, utili anche in preparazione al parto
  • una corretta igiene post parto, per favorire la ripresa dei tessuti.

Va ricordato che qualche piccola perdita di urina può comparire già durante la gravidanza, per effetto del peso dell’utero sulla vescica e dei cambiamenti ormonali: è un fenomeno diverso dall’incontinenza post parto e merita un approfondimento dedicato

7 Domande frequenti sull’incontinenza urinaria post parto

Quanto dura l’incontinenza post parto?
Nella maggior parte dei casi è transitoria: la funzionalità dei muscoli del pavimento pelvico si recupera gradualmente nelle settimane e nei mesi successivi al parto. Se le perdite persistono a distanza di alcuni mesi, è consigliabile una valutazione con il ginecologo.

Quali sono i rimedi per l’incontinenza urinaria post parto?
Il trattamento di prima scelta è la rieducazione perineale, basata su chinesiterapia ed esercizi di Kegel. Solo nei rari casi in cui la riabilitazione non basta si valuta un intervento chirurgico mininvasivo, eseguito in anestesia locale in circa 20 minuti.

Come rafforzare il pavimento pelvico dopo il parto?
Con gli esercizi di Kegel: contrazioni e rilassamenti ripetuti dei muscoli perineali, da eseguire con regolarità, preferibilmente con la guida iniziale di un professionista della riabilitazione perineale.

Come capire se si ha un prolasso post parto?
I segnali più comuni sono una sensazione di peso o di "corpo estraneo" a livello vaginale, talvolta associata a disturbi urinari. Dopo il parto possono verificarsi lievi prolassi uterini legati all’indebolimento dei tessuti di sostegno: in presenza di questi sintomi è opportuna una visita ginecologica.

Leggi altri articoli con gli stessi TAG
gravidanzaincontinenza urinariapavimento pelvico
Dott. Rosario Pignalosa Dott. Rosario Pignalosa
Dott.

Rosario Pignalosa

Hai bisogno di un consulto medico in Ginecologia?

Verifica la disponibilità di una visita medica, in video o in un centro medico a te vicino, con uno dei nostri specialisti selezionati

Verifica disponibilità

Newsletter

Inserisci la tua mail per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità, webinar e iniziative di Medicina Moderna

Sei uno specialista e vuoi entrare a far parte del nostro network?

Top