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L'artrosi di anca e ginocchio nel paziente giovane e sportivo

L'artrosi di anca e ginocchio nel paziente giovane e sportivo

Cos'è l'artrosi, cosa fare per prevenirla e quando è necessario l'intervento.

Dott. Alvise Saracco

L’artrosi, un tempo quasi esclusiva dell’età senile, colpisce oggi sempre più frequentemente
il giovane adulto, principalmente per due motivi apparentemente antitetici: il primo è l’incremento della popolazione in sovrappeso, la seconda la diffusione sempre maggiore di pratiche sportive ad alto impatto.


Cos'è l'artrosi e perché colpisce sempre più pazienti giovani?

L’artrosi è una patologia degenerativa della cartilagine articolare che comporta rigidità, dolore e una conseguente difficoltà nel praticare attività sportiva, fino ad avere un impatto negativo nelle attività motorie essenziali quali camminare o chinarsi in avanti per allacciarsi le scarpe.

La cartilagine articolare, quando è sana, può sopportare carichi elevati e ripetuti: una situazione che avviene certamente nel soggetto sovrappeso quanto nel soggetto sportivo durante l’attività fisica.
Tuttavia, quando la cartilagine articolare va in sofferenza, tipicamente per un problema dismetabolico nel paziente sovrappeso o per un infortunio nel soggetto sportivo, questa capacità di assorbire il carico si riduce e si può instaurare il processo degenerativo artrosico. Beninteso, praticare attività sportiva comporta dei benefici cardiovascolari e sul sistema muscolo-scheletrico che sono di gran lunga superiori rispetto al rischio d’insorgenza dell’artrosi.


Come si può prevenire l'artrosi e quando è sufficiente un trattamento conservativo?

Praticare attività sportiva significa già fare prevenzione, in quanto permette di costruire un buon trofismo muscolare che ha azione vicariante nell’assorbimento degli impatti, alleggerendo il carico sulle articolazioni.

Tuttavia, in caso di comparsa di dolore, è necessario rivolgersi ad uno specialista ortopedico che, qualora riscontri una condropatia o un’artrosi in fase iniziale, potrà proporre un trattamento conservativo come la fisioterapia o una infiltrazione intra-articolare con acido ialuronico o fattori di crescita (PRP- plasma ricco di piastrine, o cellule staminali da iniezione di tessuto adiposo autologo).


Quando è necessario l’intervento di protesi di anca o di ginocchio?

Quando fallisce il trattamento conservativo e permane il dolore, oppure quando il processo artrosico è già in fase avanzata, è necessario ricorrere all’intervento di sostituzione protesica dell’anca o del ginocchio interessato.

Nel paziente giovane e sportivo, la buona condizione fisica e la qualità dell’osso ottimale rende il paziente eleggibile al protocollo Fast Track e all’utilizzo di metodi di fissazione dell’impianto biologici senza l’utilizzo di cemento.


Cos’è il protocollo Fast Track?

Il protocollo Fast Track è un approccio moderno alla chirurgia che prevede una gestione multidisciplinare del paziente in cui rivestono un ruolo chiave

  • la mininvasività del gesto chirurgico
  • la gestione del dolore
  • la mobilizzazione precoce

Ciò permette di ridurre sia il tasso di complicanze che la degenza ospedaliera ad uno fino ad un massimo di soli tre giorni. Il paziente, inoltre, è in grado di camminare già dopo poche ore dall’intervento chirurgico e non deve effettuare medicazioni né rimuovere i punti grazie all’utilizzo delle suture avanzate.


Quali sono le tecniche all’avanguardia per questo tipo di chirurgia?

Nel paziente giovane l’imperativo è essere il più conservativi possibili. Pertanto, va adottato un approccio chirurgico di tipo mininvasivo e personalizzato che permette di ridurre il sanguinamento e velocizzare il recupero, nonché di risparmiare il più possibile le strutture non interessate dal processo degenerativo. 

Nella chirurgia del ginocchio, l’utilizzo di protesi di ultima generazione monocompartimentali, associate o meno alla protesi femoro-rotulea e in casi selezionati anche alla ricostruzione del legamento crociato, o la scelta di una protesi a conservazione di entrambi i crociati, permette di risparmiare il pivot centrale e di restituire al paziente un ginocchio meccanicamente più simile ad un ginocchio normale.

Nella chirurgia dell’anca, la pianificazione digitale dell’intervento permette di scegliere l’impianto protesico che meglio si adatta al paziente, ripristinando i parametri anatomici dell’articolazione e ristabilire la giusta tensione della leva glutea. Il posizionamento dell’impianto può essere inoltre reso più preciso dall’utilizzo del Robot, costituito da un braccio meccanico che guida il gesto del chirurgo seguendo dei parametri predefiniti a computer.

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