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Medicina rigenerativa per l'artrosi d'anca

Medicina rigenerativa per l'artrosi d'anca

Le nuove tipologie di infiltrazioni mirano alla ricostruzione dei tessuti.

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La medicina rigenerativa rappresenta uno dei campi più promettenti e dinamici della scienza medica contemporanea e mira a curare e ripristinare funzioni perdute di organi e tessuti per malattie croniche, infortuni o l'inevitabile deterioramento legato all'età. 

Questo approccio innovativo si distingue per la sua capacità di offrire soluzioni là dove le terapie conservative tradizionali si limitano a gestire i sintomi, senza affrontare la causa sottostante del problema.

Al cuore della medicina rigenerativa ci sono le cellule staminali, unità biologiche capaci di differenziarsi in vari tipi di tessuti con l’opportunità di rigenerare tessuti danneggiati.

Tra i diversi tipi di cellule staminali, le cellule mesenchimali si sono rivelate particolarmente efficaci nel trattare condizioni degenerative come l'artrosi dell'anca, grazie alla loro capacità di trasformarsi in cellule di cartilagine, contribuendo così alla rigenerazione del tessuto danneggiato.

Infatti, nel trattamento dell'artrosi dell'anca, la medicina rigenerativa si propone come una svolta, offrendo la possibilità non solo di alleviare il dolore e migliorare la mobilità, ma di affrontare direttamente la causa sottostante della malattia: la perdita e il degrado della cartilagine. Attraverso l'utilizzo di cellule mesenchimali, la medicina rigenerativa cerca di ripristinare la cartilagine, promuovendo un recupero funzionale che fino a poco tempo fa era considerato irraggiungibile.

1 Artrosi dell’anca o coxatrosi: cos’è?

L'artrosi dell'anca è una delle forme più comuni di artrite, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Questa patologia degenerativa del giunto è caratterizzata dalla progressiva erosione della cartilagine articolare, il tessuto elastico che ricopre le estremità delle ossa nell'articolazione dell'anca, facilitandone il movimento scorrevole. 

Man mano che la cartilagine si consuma, le ossa sotto di essa possono venire a contatto, causando dolore, infiammazione e, in casi severi, disabilità.


Cause e Fattori di Rischio

L'artrosi dell'anca può essere il risultato di vari fattori, tra cui:

  • l’invecchiamento
  • l’obesità
  • lesioni pregresse
  • microtraumi ripetuti
  • predisposizione genetica
  • malformazioni articolari

Con l'avanzare dell'età, la capacità rigenerativa della cartilagine diminuisce, aumentando il rischio di sviluppare artrosi. Anche lo stile di vita e l'attività fisica giocano un ruolo importante, con particolare riferimento al sovraccarico articolare dovuto a sport ad alto impatto o a condizioni lavorative che mettono sotto pressione l'articolazione dell'anca.


Sintomi e Diagnosi

I sintomi dell'artrosi dell'anca includono dolore all'inguine, alla coscia o al ginocchio, che si manifesta tipicamente con il movimento dell'articolazione e tende a migliorare con il riposo. 

Altri segnali possono essere la rigidità, particolarmente evidente al mattino o dopo periodi di inattività, e una diminuzione della flessibilità dell'anca. 

La diagnosi si basa sulla valutazione clinica dei sintomi, supportata da esami radiologici come la radiografia o la risonanza magnetica, che possono evidenziare il grado di usura della cartilagine e le eventuali deformazioni ossee.

 

Trattamento conservativo tradizionale

l trattamento dell'artrosi dell'anca ha lo scopo di gestire il dolore, migliorare la mobilità e rallentare la progressione della malattia. 

Le opzioni terapeutiche tradizionali includono farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), fisioterapia, cambiamenti nello stile di vita e, nei casi più gravi, interventi chirurgici come l'osteotomia o la sostituzione totale dell'anca.
Sebbene questi trattamenti possano offrire sollievo dai sintomi, non sono in grado di arrestare il deterioramento della cartilagine o rigenerare il tessuto danneggiato.

2 Le nuove soluzioni di medicina rigenerativa per l'artrosi dell'anca

Di fronte ai limiti dei trattamenti convenzionali, la medicina rigenerativa emerge come un approccio promettente, offrendo la potenziale capacità di riparare o sostituire la cartilagine danneggiata e di affrontare le cause sottostanti dell'artrosi. 

Utilizzando cellule mesenchimali e altre strategie innovative  come il plasma arricchito (PRP), la ricerca si sta orientando verso soluzioni che non solo alleviano i sintomi, ma mirano a ripristinare la funzionalità dell'articolazione, aprendo un nuovo capitolo nel trattamento dell'artrosi dell'anca.

3 Cellule Mesenchimali: che cosa sono?

Le cellule mesenchimali (MSC, dall'inglese "Mesenchymal Stem Cells") costituiscono una classe rivoluzionaria di cellule staminali con un potenziale terapeutico straordinario, particolarmente nel campo della medicina rigenerativa. 

Queste cellule possiedono la capacità unica di auto-rinnovarsi e di differenziarsi in una varietà di tipi cellulari, tra cui osteoblasti (cellule ossee), condrociti (cellule della cartilagine) e adipociti (cellule del tessuto adiposo), rendendole strumenti preziosi per la riparazione e la rigenerazione di tessuti danneggiati. 
L'abilità delle cellule mesenchimali di differenziarsi in condrociti è particolarmente rilevante, poiché permette la potenziale rigenerazione della cartilagine articolare danneggiata, affrontando uno dei principali problemi legati all'artrosi. Questa capacità di rigenerare direttamente il tessuto cartilagineo va oltre il semplice sollievo dal dolore, mirando a ripristinare la funzionalità dell'articolazione e a migliorare significativamente la qualità della vita del paziente.

Le MSC possono essere isolate da diverse fonti nel corpo umano, tra cui:

  • il midollo osseo
  • il tessuto adiposo
  • la polpa dentale
  • il cordone ombelicale.

Questa versatilità nelle fonti di raccolta rende le cellule mesenchimali particolarmente accessibili per vari tipi di trattamenti.
Una volta estratte, possono essere coltivate in laboratorio, aumentando il loro numero prima di essere reintrodotte nel corpo per fini terapeutici.

Studi clinici e ricerche sono in corso per valutare la sicurezza e l'efficacia delle terapie basate sulle MSC nel trattamento dell'artrosi e di altre condizioni degenerative. Finora, i risultati sono promettenti, mostrando un buon profilo di sicurezza e potenziali benefici significativi nel ridurre i sintomi e nel migliorare la funzione articolare.

4 La rigenerazione delle cartilagini dell’anca

La capacità delle cellule mesenchimali di differenziarsi in condrociti, le cellule che compongono la cartilagine, è al centro dell'interesse per il trattamento dell'artrosi dell'anca. 

Questo processo di differenziazione permette la rigenerazione della cartilagine articolare che è essenziale per ripristinare la funzionalità dell'articolazione e migliorare la mobilità del paziente.
Attraverso l'iniezione diretta di MSC nell'articolazione dell'anca, si punta a stimolare il processo di riparazione naturale del corpo, promuovendo la crescita di nuova cartilagine sana che possa sostituire quella danneggiata.

Questo è particolarmente importante per i pazienti con danni significativi alla cartilagine, dove il semplice rallentamento del processo degenerativo non è sufficiente. Le MSC possono contribuire a formare una nuova cartilagine che non solo è funzionalmente simile a quella originale, ma che anche integra e supporta l'articolazione, riducendo il rischio di ulteriori danni.

Procedura e applicazione

La procedura di trattamento con cellule mesenchimali per l'artrosi dell'anca inizia con la raccolta delle cellule, solitamente dal midollo osseo o dal tessuto adiposo del paziente, riducendo il rischio di rigetto.

Dopo la coltivazione e l'espansione delle cellule in laboratorio, vengono poi accuratamente iniettate nell'articolazione dell'anca sotto guida ecografica o tramite altre tecniche di imaging, per assicurare la precisione dell'iniezione.

Benefici potenziali e ricerca futura

I potenziali benefici del trattamento dell'artrosi dell'anca con cellule mesenchimali includono una riduzione significativa del dolore, un aumento della mobilità e, cosa più importante, la possibilità di ritardare o evitare interventi chirurgici maggiori come la sostituzione totale dell'anca.

5 Procedura: esami preparatori, prelievo e infiltrazione di cellule staminali nell'anca

Il trattamento dell'artrosi dell'anca mediante l'impiego di cellule staminali mesenchimali si articola in varie fasi, dalla valutazione iniziale del paziente fino all'infiltrazione delle cellule staminali nell'articolazione colpita. Questo processo richiede un approccio metodico e attentamente pianificato per massimizzare l'efficacia del trattamento e minimizzare i rischi.

Esami preparatori e valutazione

Prima di procedere con qualsiasi trattamento rigenerativo, i pazienti devono sottoporsi a un esame preparatorio approfondito. Questa fase iniziale comprende una valutazione clinica dettagliata, esami di laboratorio, e studi di imaging come la radiografia o la risonanza magnetica (MRI) dell'anca. L'obiettivo è di confermare la diagnosi di artrosi, valutare il grado di danno cartilagineo ed escludere controindicazioni al trattamento con cellule staminali.

Raccolta delle cellule staminali

Le cellule staminali mesenchimali possono essere raccolte da varie fonti del corpo del paziente, principalmente dal tessuto adiposo dell’addome.

La procedura di raccolta (aspirazione) viene eseguita in ambiente sterile, spesso in anestesia locale per minimizzare il disagio. Queste cellule vengono poi preparate per la reiniezione.


Infiltrazione di cellule staminali nell'anca

La fase finale del trattamento è l'infiltrazione delle cellule staminali nell'articolazione dell'anca.
Questa procedura viene eseguita sotto guida ecografica o di altro imaging per garantire la precisione dell'iniezione nella zona colpita dall'artrosi. L'infiltrazione è generalmente minimamente invasiva e viene effettuata in condizioni di sterilità per prevenire infezioni.

Follow-up e riabilitazione

Dopo l'infiltrazione delle cellule staminali, i pazienti entrano in una fase di follow-up che include controlli regolari e un programma di riabilitazione personalizzato. 

Questo programma può includere fisioterapia, esercizi specifici e consigli sullo stile di vita per favorire la rigenerazione della cartilagine e migliorare l'efficacia del trattamento. Il monitoraggio continuo è essenziale per valutare i progressi e per adattare il programma riabilitativo alle esigenze del paziente.

6 Benefici e delle terapie rigenerative

Le terapie rigenerative, in particolare quelle basate sull'uso di cellule staminali mesenchimali (MSC) per il trattamento dell'artrosi dell'anca, offrono una serie di benefici e potenziali che vanno oltre le soluzioni terapeutiche tradizionali. 

Questi approcci innovativi promettono non solo di alleviare i sintomi ma anche di affrontare le cause sottostanti della malattia, aprendo la strada a miglioramenti significativi nella qualità della vita dei pazienti.

I principali benefici sono:

  • Riduzione del dolore e miglioramento della mobilità: le terapie basate su MSC possono diminuire l'infiammazione e stimolare la rigenerazione della cartilagine, contribuendo a un sollievo duraturo dal dolore che molte terapie convenzionali non riescono a fornire. 
  • Posticipazione di interventi chirurgici maggiori: le terapie rigenerative offrono anche il potenziale di ritardare o addirittura evitare la necessità di interventi chirurgici invasivi, come la sostituzione totale dell'anca
  • Promozione della rigenerazione naturale: invece di limitarsi a gestire i sintomi, queste terapie mirano a ripristinare la struttura e la funzione dei tessuti danneggiati. 
  • Sicurezza e tollerabilità: essendo derivati dal tessuto del paziente stesso (autologhe), il rischio di rigetto o di reazioni avverse è notevolmente ridotto.

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