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Perché ingrassiamo? Scopriamo le cause dell'aumento di peso.

Perché ingrassiamo? Scopriamo le cause dell'aumento di peso.

Spesso non si riescono a comprendere i meccanismi che stanno dietro all’aumento o alla perdita di peso, che non sono collegati solo a ciò che si mangia.

Al mondo esistono centinaia, forse migliaia, di diete diverse. Alcune per un po’ funzionano, molte sono strampalate, quasi tutte prima o poi finiscono. E poi, che si fa? Perdere peso sembra una corsa ad ostacoli, disseminata di sacrifici e tentazioni. Le buone intenzioni prima o poi svaniscono, lasciando il passo alla frustrazione, mentre i chili persi vengono presto recuperati con gli interessi.
 

Dottoressa, chi solitamente si rivolge al nutrizionista?

La maggior parte dei miei pazienti è rappresentata da donne e uomini obesi o in sovrappeso, che hanno rovinato la loro esistenza con l’inutile e spesso dannoso martirio del dimagrimento.
 

Perché lo definisce un dannoso martirio?

Perché ogni dieta dimagrante ha avuto come conseguenza un ingrassamento repentino; dannoso perché ogni dieta ha logorato il loro corpo, il loro sistema nervoso, ha ridotto il loro metabolismo, la loro autostima, ha peggiorato il rapporto con il cibo e li ha resi più vulnerabili.

Vittime di diete ipocaloriche restrittive, a volte improvvisate e autogestite, ma anche prescritte da dietologi e nutrizionisti, studiate per ridurre in modo drastico l’introito calorico: meno calorie si introducono, più si dimagrisce.
 

Per chi sarebbe adatto quel tipo di dieta?

In realtà a nessuno. Ma alcuni pazienti, che riescono a patire la fame e, soprattutto, che sono alla loro prima esperienza dietetica, trovano grande soddisfazione in diete simili, perché riescono a perdere velocemente molto peso.
Non si pongono però il vero problema, ovvero che la perdita iniziale è soprattutto legata alla massa muscolare, infatti, in situazioni di emergenza il corpo perde più facilmente massa magra che massa grassa: la bilancia dà loro soddisfazione, ma vengono a mancare tono muscolare, forza ed energia.

Lo so che si è disposti a tutto pur di dimagrire, pur di vedere l’ago della bilancia che si sposta indietro di 4-5 chili ogni settimana, ma non siamo delle valigie da caricare in un volo low cost. Dimagrire non vuol dire perdere peso ma ridurre il grasso in eccesso, liberarsi dall’infiammazione dei tessuti, rimodellare il corpo, tonificare i muscoli, riacquistare fiato, agilità e salute.
 

Cosa avviene durante queste diete?

Dopo un drastico deperimento, il nostro organismo subisce un importante rallentamento metabolico, perché si adatta a vivere con poche calorie, in economia; l’attività tiroidea viene rallentata e con essa il dispendio energetico. E così basta un niente, è sufficiente ritornare ad una dieta normocalorica per ricominciare ad ingrassare.

Inoltre, la perdita di massa muscolare fa ridurre i consumi: un muscolo richiede al nostro organismo tante calorie, anche quando stiamo fermi e non siamo in movimento perché il muscolo è un tessuto metabolicamente attivo, migliora il metabolismo dei grassi, contribuisce a regolare la risposta infiammatoria e favorisce molte altre funzioni vitali; anche a riposo ci fa bruciare di più.
Rimasti quindi senza muscoli, basta un niente per ritornare ad ingrassare.
 

Ci sono altri “effetti collaterali”?

Sì, la fame ritorna esagerata, più forte di prima; il desiderio compulsivo di cibi calorici e saporiti si potenzia.
Ed ecco che, dopo una prima dieta restrittiva, si riprendono i chili persi, e anche qualcosa di più.
Il secondo tentativo sarà quindi meno efficace, perché il nostro corpo non sarà più disposto a dimagrire così facilmente. Inizia un susseguirsi di periodi di forte restrizione calorica (diete) alternati ad abbuffate non controllabili: davanti al cibo, soprattutto quello più gustoso e calorico, si perde la razionalità e la capacità di trattenersi.
 

Come vivono i pazienti questa situazione?

Mi confronto spesso con uomini e donne stanchi e delusi di sé stessi, perché non sono riusciti a raggiungere un obiettivo, non sono riusciti ad ottenere quel corpo scolpito che desideravano. Sfiniti da diete impossibili, ad un certo punto decidono che ci deve essere una spiegazione scientifica che giustifichi il loro mancato dimagrimento.

“Che sia il metabolismo lento? Che ci siano problemi alla tiroide? È un problema genetico? Sarà colpa dello stress...” sono alcune domande che queste persone si pongono. Sicuramente in molti casi esiste una predisposizione genetica ad acquistare peso più di altre.

Anche lo stress eccessivo favorisce l’accumulo di peso, fa aumentare la massa grassa, soprattutto a livello addominale, con la concomitante perdita di massa muscolare, soprattutto negli arti.
 

Da cosa dipende quindi la variazione del peso?

Dimagrire o ingrassare non dipende solamente dal mangiare poco o tanto, ma facciamo attenzione però a non confondere le cause con gli effetti e, soprattutto, evitiamo di perseguire diete apparentemente efficaci e miracolose, che a lungo termine si rivelano dannose per la nostra forma fisica e salute.

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