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La scoliosi, inaspettata compagna di viaggio

La scoliosi, inaspettata compagna di viaggio

Esistono vari tipi di scoliosi: idiopatica, congenita, sindromica e neuromuscolare. E ad esserne colpite maggiormente sono le donne, con un rapporto di circa 3:1.

La scoliosi consiste nell’alterazione, solitamente durante la fase della crescita, dell’asse della colonna vertebrale su più piani con flessione, rotazione e torsione che causano formazione progressiva di “curve” patologiche.

L’età d’insorgenza è variabile: infanzia, adolescenti, giovani ma anche adulti. 
 

Esiste solo una tipologia di “scoliosi”?

Assolutamente no, esistono vari tipi di scoliosi: la classica, cosiddetta idiopatica, cioè senza una causa ben definita, si riscontra in circa l’80% dei casi mentre nel restante 20% si dividono le congenite, sindromiche, neuromuscolari.
La tendenza, purtroppo, è quella di generalizzare, ancora oggi, sotto il generico termine “scoliosi” una condizione, poco nota, che vede un’ampia gamma di possibili espressioni più o meno gravi e che andrebbe valutata caso per caso studiando attentamente ogni minimo indizio. L’obiettivo infatti è proprio quello di prevedere (o come dicevano gli antichi latini pre-videre: “ vedere prima”) il comportamento che la scoliosi avrà’ nel tempo, mettendo in atto le opportune “contromisure”.

 

Bisogna sempre avere un approccio terapeutico?

L’incidenza di una scoliosi che richieda un trattamento è di circa 0,3%. Fondamentale è la diagnosi precoce con l’aiuto dei genitori e del Pediatra, in particolare nei casi noti di “famigliarità” con eventuale invio allo Specialista con attivazione in tempi brevi di uno studio radiografico, una previsione di crescita ed un programma terapeutico personalizzato nel quale tutta la famiglia prende parte.
La prima cura, però, rimane sempre una corretta informazione, con chiarimento di falsi “miti” e vecchie credenze e nell’impostare un lungo percorso di controllo e cura basato sulla collaborazione e fiducia reciproca.


 

Quando bisogna utilizzare il busto?

Nei casi opportuni il busto ortopedico personalizzato, associato a sana ginnastica, rimane ancora il principale strumento nel trattamento conservativo come “ingombrante” ma efficace alleato nel gestire la scoliosi, scomoda ed inaspettata compagna di viaggio.
Un peso importante, in un trattamento ortesico quotidiano che può arrivare a 20 ore al giorno, per diversi anni, assume la componente psicologica, in particolare nei pazienti adolescenti dove le parole chiave  da trattare con attenzione sono: gruppo, moda,  scuola, diversità, estetica, sacrificio, aspettativa.

 

Quando è necessario un intervento correttivo?

Il trattamento chirurgico viene riservato ai casi più gravi o perché diagnosticati tardivamente o perché scarsamente responsivi al trattamento ortesico, previa valutazione con protocollo di studio specifico pre-operatorio. 
Al contrario del trattamento ortesico nel quale si utilizzano ancora in buona parte gli stessi “strumenti” utilizzati, ahimè, dalle nostre nonne, in campo chirurgico si è assistito, negli ultimi 20-30 anni ad una progressiva evoluzione tecnologica degli strumentari e delle tecniche per il trattamento chirurgico delle scoliosi. Risultati un tempo impensabili  sono ora possibili, con un recupero post-operatorio molto veloce ed una riduzione dei rischi di una chirurgia comunque estremamente complessa.


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Dott. Stefano Giacomini Dott. Stefano Giacomini
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