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Sport e ortopedia pediatrica: a cosa bisogna prestare attenzione?

Sport e ortopedia pediatrica: a cosa bisogna prestare attenzione?

Lo sport rappresenta un’importante fonte di prevenzione, e deve essere praticato con criteri opportuni, senza esagerare e travalicare quelle che sono le risorse del proprio organismo

Dott. Fulvio Di Cosmo

L’ortopedia pediatrica si occupa della diagnosi e terapia non chirurgica delle deformità, dei paramorfismi e della salute dell’apparato locomotore del bambino. Sono attività molto importanti per lo sviluppo e la crescita, e trovano un naturale congiungimento con l’avvio allo sport, che può diventare parte importante nella vita del bambino, prima ancora che nell’adulto.
 

Dottore, quali sono i vantaggi della pratica sportiva in giovane età?

I vantaggi sono innumerevoli e riguardano l’aspetto fisico, psichico, emotivo e sociale. Gli sport sono infatti in grado di aumentare l’autostima e offrono un’impareggiabile occasione di socializzazione fra “pari”.
 

Che sport consiglierebbe ad un/a bambino/a?

Per i bambini in età prescolare non consiglierei uno sport specifico, ma le attività preatletiche che possono essere proprie di quell’età, come l’allenamento dell’abilità al movimento e lo sviluppo dell’agilità. Mirare troppo presto a uno sport specifico rischia di portare poi ad un rifiuto da parte del bambino di quello stesso sport, che può far perdere un potenziale atleta. Più avanti nell’età, verso i dieci anni e l’adolescenza, al di là del dibattito su sport simmetrici e asimmetrici, o scoliosi e schiena, credo che lo sport ideale sia quello che diverte di più. Ogni sport fatto bene fa bene, e viceversa se fatto male fa male. Lo sport va indicato al singolo soggetto in base alle sue caratteristiche e preferenze.
 

Non bisogna quindi considerare lo sport già come una fonte di guadagno... 

Quanti bambini vediamo vestiti da giocatori di pallone? Fra tutti loro, ne arriverà uno, forse. Però se lo abbiamo forzato a giocare a pallone, gli abbiamo rubato qualcosa. Lo sport, come prima cosa, dev’essere una passione: deve farti sentire bene.
 

Quali possono essere le conseguenze sul fisico del bambino?

Comporta l’inizio precoce all’attività di allenamento intensivo e di competizione, che induce, oltre ad un’aumentata pressione psicologica a carico dei giovani atleti, anche un’accentuata esposizione a lesioni fisiche da “overuse”.

Cos’è l’overuse?

Si tratta di lesioni dipendenti da attività svolte con carichi muscolo scheletrici submassimali ripetitivi, intervallati da un periodo di recupero insufficiente per consentire all’organismo di mettere in atto gli opportuni adattamenti. Le strutture più frequentemente danneggiate da questo tipo di approccio allo sport sono: le unità funzionali muscolo-tendinee, le ossa (a carico delle quali si può arrivare al verificarsi delle cosiddette “fratture da durata”) e le borse. Durante l’età dello sviluppo, si possono verificare anche danni alle apofisi ossee ed alle epifisi, cioè a quelle strutture che sono deputate all’accrescimento osseo.
 

Esistono altri rischi?

Sì, un altro fattore di rischio è rappresentato dalla troppo precoce specializzazione nello sport, che si è visto essere correlata con un più alto indice di abbandono ed una più frequente comparsa di sintomi da burnout (stato di esaurimento emotivo, fisico e mentale).
 

Cosa si può fare per limitare gli effetti dannosi?

In primo luogo, bisogna evitare allenamenti troppo frequenti nella settimana e nell’anno, così da rispettare corretti tempi di recupero. I programmi di allenamento devono essere individualizzati per tenere conto della velocità di accrescimento e delle caratteristiche psicofisiche di ogni giovane atleta. Occorre, inoltre, prevedere una preparazione prima dell’inizio della stagione agonistica vera e propria. La preparazione preallenamento non deve essere mai trascurata, con una corretta pratica del riscaldamento e dello stretching. Bisogna enfatizzare il piacere che si può ottenere dalla pratica sportiva e dal miglioramento progressivo delle proprie abilità, più che la competitività e l’obiettivo della vittoria. Tranne che per quegli sport che obbligatoriamente richiedono una specializzazione molto precoce (nuoto, ginnastica, pattinaggio artistico, etc.) va incoraggiata, nei giovani, la diversificazione degli sport praticati.

 

I giovani devono essere incoraggiati a praticare sport diversi, senza “specializzarsi” e dedicarsi da subito ad uno solo.

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