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La terapia ortottica: cos'è e a cosa serve

La terapia ortottica: cos'è e a cosa serve

Correggere le disfunzioni visive come strabismo e occhio pigro con la riabilitazione neuromuscolare dell'occhio.

Per “trattamento ortottico” si intendono una serie di tecniche riabilitative eseguite dall’ortottista atte al ripristino o al miglioramento dello stato della visione binoculare di un paziente con disfunzioni neuromuscolari o che abbia difficoltà ad ottenere una confortevole binocularità per fattori refrattivi o muscolari.


Quali sono le strategie riabilitative dei muscoli oculari?

Le principali strategie riabilitative non chirurgiche volte al recupero della visione binoculare sono principalmente tre:

  • bendaggio
  • esercizi ortottici
  • prescrizione di lenti prismatiche


Cos’è la terapia occlusiva per l’occhio pigro?

Il bendaggio, o terapia occlusiva, si attua nei bimbi con ambliopia, il cosiddetto “occhio pigro” e consiste nell’occludere con una benda a contatto con la cute perioculare l’occhio con le maggiori prestazioni visive al fine di potenziare al massimo l’occhio ambliope.


A cosa serve la ginnastica oculare?

Gli esercizi ortottici servono per migliorare alcuni meccanismi funzionali visivi come la convergenza.
Spesso vediamo bambini o adulti che presentano strabismi divergenti latenti, ovvero che si scompensano soltanto dopo intenso sforzo visivo o stanchezza, provocando mal di testa e visione doppia.

In una buona percentuale di questi viene riscontrato un deficit di convergenza, migliorabile con esercizi ortottici ambulatoriali che permettono di stimolarne il meccanismo stesso.
Spesso gli insegnanti rilevano nei bimbi una difficoltà nella lettura e nella scrittura anche in assenza di diagnosi di dislessia o di patologie a carico del sistema nervoso centrale. Questo potrebbe essere dovuto a meccanismi di “inseguimento lento” e di “saccadi” che potrebbero risultare deficitari o poco precisi. Esistono anche in questo caso esercizi migliorativi e strategie di “igiene visiva” volte al miglioramento della prestazione oculare.


Le lenti prismatiche come possono migliorare lo strabismo con visione doppia?

Le lenti prismatiche vengono prescritte dopo un’accurata valutazione ortottica in una buona parte di pazienti che presentano strabismi di grado medio-basso sintomatici, ovvero pazienti che vedono doppio.
Con queste lenti particolari si riesce a correggere la diplopia, facendo tornare il paziente a vedere singolo.

Tutti questi trattamenti necessitano dell’elezione che si avrà solamente dopo un’accurata valutazione ortottica e visita oculistica e di un monitoraggio nel tempo per vedere e quantificare ogni minimo cambiamento sia dell’acuità visiva sia dei meccanismi funzionali.


I percorsi di riabilitazione ortottica

Ecco due esempi di strategie riabilitative che hanno consentito il miglioramento di sintomi relativi alle condizioni di più comune riscontro.

Roberto ha 40 anni, è in buona salute generale ma avverte cefalea, affaticamento visivo e visione offuscata la sera. Utilizza occhiali con cui ha una buona visione e lavora al computer circa 8 ore al giorno. Durante la valutazione ortottica emergono una certa difficoltà di Roberto nel meccanismo di convergenza e un assetto errato nella disposizione della postazione lavorativa. A seguito di alcuni consigli mirati sulla sua attività al videoterminale e un ciclo breve di esercizi ortottici personalizzati volti al miglioramento della convergenza oculare in ambulatorio, Roberto riferisce la scomparsa dei sintomi e un miglioramento del comfort visivo al computer.

Emma ha 8 anni, ha da poco iniziato la terza elementare. Le maestre riferiscono che la lettura di Emma risulta ancora difficoltosa e che la bambina si stanca velocemente durante le attività di studio autonomo. Emma viene affidata al logopedista che evidenzia una positività ai test diagnostici per la dislessia.

Dopo un periodo di riabilitazione, i genitori notano importanti miglioramenti del rendimento scolastico ma Emma presenta ancora difficoltà nella lettura. Il logopedista indirizza quindi Emma verso una visita prima oculistica poi ortottica. L’oculista trova Emma in buona salute e priva di vizi di refrazione.
L’ortottista evidenzia qualche difficoltà nei movimenti oculari principalmente coinvolti nell’attività della lettura. Vengono così consigliati alcuni dispositivi in grado di facilitare Emma nell’apprendimento visivo ed eseguiti due cicli di esercizi ortottici sotto forma di gioco, atti a potenziare e rafforzare i meccanismi muscolari fondamentali per la lettura. In pochi mesi Emma ha imparato a conoscere tutte le strategie che meglio possono supportarla durante il suo percorso scolastico, che può così procedere serenamente.

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