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Tumore al testicolo: la prevenzione è fondamentale!

Tumore al testicolo: la prevenzione è fondamentale!

Ecco alcune abitudini utili a prevenirne l’insorgenza e ne facilitano la diagnosi

Ad oggi, il tumore al testicolo è la neoplasia più ricorrente nei maschi fra i 15 e i 35 anni. La prevenzione è quindi fondamentale perché i testicoli sono adibiti alla produzione di spermatozoi e testosterone.
 

Dottor Massari, quali sono i segnali da non trascurare?

Un anomalo rigonfiamento del testicolo, la sensazione di pesantezza, un dolore sordo nella parte interiore dell’addome o all’inguine, l’improvvisa formazione di liquido nello scroto o la presenza di sangue nelle urine. Questi sintomi, pur non essendo sempre indizi della presenza di un carcinoma, non sono da sottovalutare ed è necessario segnalarli tempestivamente al medico. Molto spesso la sintomatologia iniziale coincide con la presenza di un nodulo duro e non dolente al testicolo. È fondamentale pertanto un controllo personale periodico da attuare fin dalla giovane età, attorno ai 15 anni.
 

Cosa si intende per controllo personale?

L’autopalpazione, un auto-esame a cui ogni individuo può facilmente sottoporsi autonomamente davanti allo specchio, dopo la doccia o un bagno caldo, per facilitare l’individuazione di eventuali rigonfiamenti dello scroto o la presenza di un nodulo non dolente.
 

Come occorre eseguirla?

Si esamina ciascun testicolo con entrambe le mani, posizionando indice e medio nella zona inferiore, il pollice in quella superiore ed eseguendo un movimento rotatorio delicato. Non è il caso di allarmarsi se un testicolo appare un po’ più grosso dell’altro, è normale. L’esecuzione dell’autopalpazione non deve arrecare dolore. Nel caso si riscontrino noduli nelle parti posteriori e anteriori occorre rivolgersi al medico, perché spesso tali anomalie sono legate ad un’infezione.

Quali sono i principali fattori di rischio?

Esistono fattori predisponenti quali la familiarità, la presenza di neoplasia del testicolo controlaterale e l’atrofia, ovvero il volume molto ridotto del testicolo. La causa principale è generalmente il cripotorchidismo, cioè la mancata discesa dei testicoli nella sacca scrotale durante lo sviluppo. In questo caso il rischio aumenta fino a 50 volte. Diversamente da altre neoplasie, è difficile individuare specifici fattori di rischio, pertanto è buona cosa sottoporsi regolarmente all’auto-esame e a controlli periodici da uno specialista, il quale insegnerà a riconoscere l’epididimo, struttura che si trova sopra e dietro al testicolo, adibita a raccogliere e convogliare gli spermatozoi verso i deferenti. Ricordo inoltre che l’autopalpazione aiuta ad individuale anche altre problematiche del testicolo, come il ristagno di sangue nelle vene, detto varicocele, quasi sempre asintomatico che, se non riconosciuto e curato, può portare alla sterilità. Inoltre l’igiene personale, la pulizia del glande, riduce sia il rischio di tumore al pene sia l’insorgenza e la trasmissione di malattie di origine batterica o micotica.
 

Questa tipologia di tumore è curabile?

Fortunatamente sì! La mortalità è diminuita drasticamente: negli anni ’70 il 90% dei pazienti moriva, mentre attualmente il 90% può essere curato attraverso terapie individuate dagli specialisti, che variano dall’intervento chirurgico alla chemioterapia o radioterapia. In alcuni casi selezionati, prima di tali procedure, è possibile la crioconservazione del liquido seminale.

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