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L’artrosi di ginocchio: sintomi, cause e terapie

L’artrosi di ginocchio: sintomi, cause e terapie

La gonartrosi è una delle patologie più diffuse tra la popolazione, causa di stati dolorosi e limitazioni alla deambulazione, ne parliamo con il Dott. Giovanni Battista Vinanti, chirurgo ortopedico.

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Tra le patologie che interessano la popolazione over 55, l’artrosi è una di quelle più diffuse, in special modo localizzata sulle ginocchia. L’invecchiamento delle cartilagini e dei menischi, lavori usuranti e postura scorretta sono tra i fattori che determinano l’insorgere della gonartrosi. 

La terapia conservativa può alleviare  il dolore e rallentare la degenerazione articolare, ma quando questa non è più sufficiente si può intervenire con varie tecniche chirurgiche.

1 Cos'è l'artrosi di ginocchio?

Si tratta di un processo degenerativo cronico che colpisce l’articolazione nel suo complesso, coinvolgendo soprattutto la cartilagine che riveste le superfici ossee del femore, della tibia e della rotula. La cartilagine si consuma progressivamente fino a esporre l’osso sottostante. 

Il danno artrosico colpisce molto spesso anche i menischi che si usurano non potendo quindi più svolgere la loro funzione protettiva sulla cartilagine stessa.

L’artrosi è tra le patologie croniche più diffuse nella popolazione ed è la causa di disabilità più frequente nell’anziano. In Italia ne soffre circa il 20% della popolazione oltre i 55 anni, prevalentemente donne.

2 Quali sono i sintomi?

Il sintomo principale è il dolore, che può essere così intenso da impedire al paziente la normale deambulazione. 

Talvolta il danno artrosico causa un'infiammazione di quella membrana che riveste tutta la camera articolare causando un abnorme produzione del liquido sinoviale, normalmente prodotto da questa stessa membrana e che serve a lubrificare l’articolazione. Ne consegue che il ginocchio si riempie di questo liquido e si gonfia. 

Quando il danno artrosico è grave, l’usura dei capi articolari può essere così importante da causare una deviazione verso l’interno (in valgo) o verso l’esterno (in varo) del ginocchio stesso e quindi di tutto l’arto inferiore.
Questa alterazione del normale asse di carico può essere causa di cedimenti articolari e quindi anche di pericolose cadute.

3 La diagnosi di artrosi

La radiografia del ginocchio sotto carico è solitamente sufficiente per rilevare la presenza di deformazioni e osteofiti, speroni ossei che si formano in seguito al processo di degenerazione dell’articolazione.

Un ulteriore approfondimento può essere dato dall’esecuzione di RMN e TAC.

4 Il trattamento conservativo

Quando la sintomatologia è sfumata, quando il danno artrosico è iniziale o quando le condizioni generali del paziente sono scadenti si può cercare di evitare una soluzione chirurgica. In questi casi, il trattamento infiltrativo con cortisonici, acido ialuronico, concentrato piastrinico (PRP) o con cellule mesenchimali provenienti dal tessuto adiposo dello stesso paziente può essere una valida soluzione.

Purtroppo non esistono rimedi naturali efficaci che possono agire sulle cartilagini stimolando la rigenerazione, ma si può adottare una serie di comportamenti virtuosi per prevenire e rallentare la progressione dell’artrosi: una costante attività fisica prestando attenzione, dopo i 40 anni, a sport di contatto come calcio e rugby o a sport che prevedono forte sollecitazione delle ginocchia come corsa e tennis. Essenziale è anche il mantenimento del peso forma.

Le infiltrazioni intrarticolari con acido ialuronico

I primi sintomi dell’artrosi possono essere attenuati tramite cicli di infiltrazioni intrarticolari: iniezioni di acido ialuronico direttamente all’interno dell’articolazione.
L’acido ialuronico ha proprietà antinfiammatorie e contribuisce alla lubrificazione della struttura articolare in modo da implementare le capacità viscoelastiche del liquido sinoviale.
In questo modo il paziente avrà sollievo dal dolore e una regressione del processo di infiammazione.

Gli antinfiammatori FANS

La terapia farmacologica per la cura dell’artrosi prevede anche l’assunzione per via orale o topica di antinfiammatori per attenuare i sintomi dolorosi di lieve e media entità e per ridurre la limitazione funzionale.

A causa degli effetti collaterali degli antinfiammatori non steroidei che possono coinvolgere l’apparato gastrointestinale e cardiovascolare, nelle terapie di lungo periodo si tende a prediligere l’uso del paracetamolo. 

La scelta del trattamento andrà fatta in base all’intensità dei sintomi, all’età del paziente e alla presenza di patologie pregresse o concomitanti.

Al manifestarsi degli effetti analgesici della terapia farmacologica è importante che il paziente presti attenzione ad un uso moderato e attento delle articolazioni per non aggravare la situazione di degenerazione e aumentare nel breve periodo lo stato doloroso.

La medicina rigenerativa

La medicina rigenerativa, nella forma di infiltrazioni di gel piastrinico o di cellule staminali di tipo adiposo, è una terapia che si è dimostrata di aiuto nelle prime fasi dell’artrosi. 

Il gel piastrinico (PRP) è ottenuto attraverso un prelievo di sangue del paziente stesso che, dopo essere stato centrifugato per separare i fattori di crescita, viene iniettato nell’articolazione. L’alto potere antinfiammatorio di questa terapia è in grado di stimolare la riparazione dei tessuti, ridurre il dolore e migliorare le funzionalità.

Le cellule mesenchimali sono delle cellule staminali adulte che possono stimolare la rigenerazione di varie tipologie di tessuto come cartilagini e tendini. Si possono estrarre dai depositi adiposi del paziente con un piccolo intervento di liposuzione in anestesia locale durante il quale si preleva del grasso addominale e lo si purifica dai residui ematici per separare le cellule mesenchimali che verranno poi iniettate nella parte articolare lesionata.

5 Quali soluzioni offre la chirurgia di fronte a tale patologia?

Esistono varie soluzioni chirurgiche e compito del chirurgo è scegliere caso per caso l'intervento che offra maggiori possibilità di buon esito per il singolo paziente. 

Debridement artroscopico

La soluzione più semplice e con minor rischio chirurgico è il debridement artroscopico, che può essere però eseguito solo su pazienti altamente selezionati. 

Si tratta di una metodologia di “pulizia articolare” che elimina i detriti e le aderenze articolari alleviando il dolore e ripristinando la funzione articolare nel breve e medio termine.

L’osteotomia

In alcuni casi, quando il ginocchio devia verso l’interno o l’esterno, potrebbe essere preferibile la tecnica dell'osteotomia, che permette di riallineare l'arto inferiore ove l'asse di carico sia alterato, riducendo quindi il carico della parte malata del ginocchio.

La protesi di ginocchio

Quando, invece, l'articolazione è maggiormente consumata e l'artrosi in fase avanzata, occorre orientarsi verso la sostituzione protesica del ginocchio della parte usurata del ginocchio, asportando una porzione dell'osso che andrà sostituito con una superficie metallica e un sottile disco in plastica per permettere lo scorrimento dell'articolazione.

La protesi può riguardare, a seconda dei casi, solo una piccola parte del ginocchio (protesi monocompartimentale) oppure l'intera articolazione (protesi totale).

6 Il post-operatorio dopo l’impianto di protesi al ginocchio

La recente introduzione di farmaci e metodiche che permettono di ridurre il sanguinamento e il dolore postoperatorio ha reso possibile il fatto che il paziente già dalla prima giornata postoperatoria possa essere messo in piedi, camminare e iniziare la riabilitazione.

Questo quindi, indirettamente, ha favorito il raggiungimento di ottimi risultati clinici ed una netta riduzione dei tempi di ospedalizzazione, che a sua volta significa maggior soddisfazione dei pazienti.

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