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Come trattare la spalla instabile?

Come trattare la spalla instabile?

La lussazione della spalla può richiedere l'intervento chirurgico per risolvere il problema. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.
Dott. Enrico Visona

L'articolazione della spalla è la più mobile di tutto il corpo umano ma anche la più instabile. Questo comporta che la spalla possa "uscire", ovvero lussarsi: le due parti dell'articolazione non sono più in contatto l'una con l'altra.
 

Cosa si fa in caso di lussazione della spalla?

La lussazione della spalla è un'urgenza da gestire al pronto soccorso, dove il medico la riposiziona con una manovra cauta e progressiva. A volte la lussazione non è completa e la spalla si riposiziona spontaneamente: in questo caso si parla di sublussazione.


Quali sono le sue cause?

Le lussazioni sono per lo più la conseguenza di un trauma, in particolare negli sport di contatto, come ad esempio il rugby. Anche le cadute sulla mano possono essere all'origine di episodi di instabilità (calcio, sci, snowboard, moto).


Quanti tipi di instabilità esistono?

Nel 95% dei casi l'instabilità è anteriore, ovvero l'osso del braccio (omero) si sposta davanti alla scapola. Nel 5% dei casi l'omero passa dietro alla scapola (instabilità posteriore).


Perché si verificano le recidive?

Nel corso delle lussazioni si creano delle lesioni dei legamenti della spalla, che solo raramente guariscono da sole. L'assenza di guarigione spontanea spiega la frequenza delle recidive. Possono verificarsi anche lesioni ossee: a livello dell'omero si produce un'intaccatura (lesione di Hill-Sachs) mentre a livello dalla scapola si produce una frattura della glena (bony-Bankart). La presenza di queste lesioni aumenta notevolmente il rischio di recidiva. La possibilità che si verifichi un nuovo episodio di instabilità è tanto più elevata quanto più precocemente si è verificato il primo episodio e quanto più a rischio è lo sport praticato.

Occorre quindi intervenire chirurgicamente in questi casi?

In presenza di un'instabilità recidivante o dolorosa, è opportuno intervenire chirurgicamente. Gli interventi di stabilizzazione sono di due tipi: in artroscopia con ancorette (capsuloplastica o Bankart repair) e a cielo aperto con bone-block (intervento di Latarjet).


In cosa consiste l'intervento di Latarjet?

Con una piccola incisione a cielo aperto (la tecnica con i migliori risultati, ad oggi la più riproducibile) si fissa un blocco osseo al davanti della testa dell'omero per impedirne la lussazione. Rappresenta il gold-standard per il trattamento delle lussazioni della spalla, garantendo un tasso di recidiva di lussazione minimo (2-4%).


È spesso chiamato l'intervento dei rugbisti: perché?

Il rugby sottopone i giocatori a impatti ad alta energia: la stabilizzazione della spalla deve garantire la massima sicurezza, per poter tornare ad affrontare i traumi caratteristici delle varie fasi di gioco (contatti, placcaggi, cadute).
Il tempo di recupero è relativamente breve: con un trattamento fisioterapico specifico gli sportivi possono riprendere una preparazione atletica progressiva dopo il 3° mese.

Porto l'esempio di Joe Van Niekerk, centro del Rugby Rovigo Delta, e Niccolò Fadalti, ala dell'Argos Petrarca Padova, operati entrambi di Latarjet: dopo circa 5 mesi hanno potuto riprendere l'attività professionistica senza restrizioni e riaffrontarsi nello storico derby tra le loro squadre.

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