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Pap test e colposcopia due esami salvavita

Dott.ssa Paola Giacomelli - Ginecologa
Dott.ssa Paola GIACOMELLI
 02 Agosto 2020

Pap test e colposcopia due esami salvavita - Dott.ssa Paola Giacomelli

Prevenzione del tumore del collo dell'utero

Il tumore del collo dell’utero è uno dei pochi tumori del quale si conosce la causa: un’infezione persistente da papilloma virus, molto frequente soprattutto nelle giovani donne. La maggior parte delle infezioni regrediscono spontaneamente; quando invece persistono, il virus modifica il tessuto del collo dell’utero in maniera graduale.

Dottoressa, da cosa può dipendere il tempo che intercorre tra l’infezione e lo sviluppo del tumore?
Ci possono essere diversi fattori, tra cui il fumo di sigaretta, che abbassa le difese immunitarie, le abitudini sessuali e l’obesità.

Su cosa si basa la prevenzione?
Sull’evidenziare e curare le alterazioni del collo dell’utero prima che divengano tumori veri e propri. In Italia dal 1974 ci sono programmi di screening estesi a tutto il territorio nazionale per le donne tra i 25 e i 64 anni.

In cosa consiste questo programma di screening?
Si esegue un pap test ad intervalli regolari di 3/5 anni, in modo da ridurre il rischio di sviluppare un tumore cervicale con una percentuale dell’80%. La colposcopia si inserisce come esame diagnostico di secondo livello quando il pap test mostra delle anomalie. Molte donne sviluppano un senso d’ansia verso l’esecuzione del pap test ed al possibile esito. È quindi utile entrare nel dettaglio di questi due esami.

Come si esegue il pap test?
In modo indolore, si inserisce in vagina un piccolo strumento in plastica monouso, chiamato speculum, che permette di vedere il collo dell’utero; tramite una piccola spatolina ed uno spazzolino si prelevano piccole quantità di secrezioni che poi vengono disposte su un vetrino, fissandole con uno spray apposito. È un test semplice che dura pochi minuti. Il vetrino varrà poi esaminato dall’anatomopatologo che stilerà un referto di normalità o anormalità.


E la colposcopia?
È un esame eseguito sempre da un ginecologo con uno strumento simile ad un binocolo, chiamato colposcopio, che guarda a vari ingrandimenti i tessuti dei genitali femminili. Lo strumento si posiziona a circa trenta centimetri dalla vagina e, con opportune colorazioni, si mettono in evidenza delle zone dove è possibile che vi siano anomalie delle cellule, in modo da eseguire piccoli prelievi (biopsie). La scelta di procedere o meno con la biopsia, sempre condivisa con la donna, dipende dalla gravità delle lesioni.

Quanto dura questo esame?
Dura circa 20/30 minuti, è un esame generalmente indolore che può risultare fastidioso se si include la biopsia. Terminata la colposcopia, priva di biopsia, si può tornare alle proprietà attività. Alle donne che praticano sport, dopo una colposcopia con biopsia, raccomando di non svolgere attività sportiva nella stessa giornata.

Dove può essere eseguito lo screening?
Se, per vari motivi, una donna non vuole o non può aderire ai programmi di screening regionali, ha la possibilità di eseguirlo al Centro di medicina Montebelluna dove, grazie alla mia pluriennale esperienza, proseguo le pratiche di prevenzione dei tumori femminili.
 

Il tumore del collo dell’utero è nel mondo il secondo tumore più frequente tra le donne. In Italia si stima un tasso d’incidenza del 5,3 per centomila donne ed un tasso di mortalità di 2,4 per centomila donne.

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