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Ernia del disco e patologie della colonna vertebrale: come curare il mal di schiena

Ernia del disco e patologie della colonna vertebrale: come curare il mal di schiena

Le terapie e gli interventi per risolvere i dolori vertebrali spiegati dal Dr. Mario Bortolato già Primario Ortopedico, consulente per la chirurgia vertebrale mini-microinvasiva.

La colonna vertebrale spesso risente di patologie degenerative legate all’invecchiamento e all’usura data da lavori pesanti.
Il dolore può manifestarsi in forma acuta o cronicizzarsi, coinvolgendo oltre alla schiena anche gli arti inferiori con difficoltà di movimento o con l’impossibilità di mantenere alcune posizioni.

1 Quali sintomi possono segnalare una patologia a carico della colonna vertebrale?

Ci sono diversi campanelli d’allarme da tenere in considerazione che possono creare differenti sintomatologie in base alla patologia che interessa il soggetto: dal dolore localizzato alla perdita di sensibilità, dalla rigidità articolare alla perdita di forza agli arti inferiori.

L’ernia del disco

Formicolii e intorpidimento, ridotta sensibilità cutanea, dolori nella zona lombare, isolati o che si irradiano a una o a entrambe le gambe, soprattutto quando persistenti, spesso segnalano una sofferenza discale.

La spondiloartrosi

La spondiloartrosi, malattia degenerativa cronica invalidante che colpisce sia le vertebre che i dischi intervertebrali si manifesta nell’età avanzata e, maggiormente, in soggetti che hanno eseguito attività lavorative usuranti, ma non solo: e’ caratterizzata  da dolore vertebrale persistente con rigidità tipicamente mattutina.

L’osteoporosi nella donna

Nelle donne in post menopausa puo’ manifestarsi l’osteoporosi vertebrale, caratterizzata da  rarefazione ossea con conseguente fragilità delle vertebre che possono rompersi. Talvolta si tratta di un vero e proprio crollo vertebrale ed è riconoscibile da un dolore violento e persistente piu’ frequentemente lombare o dorso lombare.

La stenosi del canale vertebrale

Se invece siamo in presenza del sintomo di “claudicatio spinalis”, cioè la difficoltà di camminare se non per pochi metri, con la comparsa di forti dolori e formicolii a carico della regione lombosacrale e di uno od entrambi gli arti, si tratta verosimilmente  della stenosi del canale vertebrale, ovvero il restringimento del canale vertebrale lombare ad uno o più livelli.
Si verifica in questo caso un conflitto tra il contenente che è la parte ossea del canale vertebrale stesso, ed il contenuto, cioè le delicate strutture nervose che si trovano al suo interno.

2 L’ernia al disco: ci sono persone maggiormente a rischio?

Chiunque può soffrirne e può manifestarsi anche in giovane età e per diverse cause. 

In generale, ci sono dei comportamenti che possono influire sullo sviluppo di tale patologia, come ad esempio sopportare sovraccarichi di peso o fare un eccessivo sforzo, per motivi professionali o sportivi, a carico della colonna vertebrale.

A tal proposito i soggetti più a rischio sono sicuramente certe categorie di  lavoratori, coloro che quotidianamente hanno a che fare con carichi pesanti sulla colonna vertebrale, ma anche chi per lavoro sta molte ore alla guida (autisti, rappresentanti).
L’ernia al disco è stata inserita nell’elenco delle patologie la cui origine professionale è giudicata di elevata probabilità.

3 Consigli pratici per la cura del mal di schiena

Va sottolineata l’importanza della prevenzione, che consiste nell’adottare tutta una serie di comportamenti finalizzati a mantenere la colonna vertebrale in buone condizioni: 

  • evitare il sovrappeso
  • eseguire attività fisica così da mantenere tonico l’apparato muscolare che sostiene la colonna vertebrale
  • imparare ad usare in modo appropriato ed ergonomico la colonna vertebrale (back school)
  • correggere eventuali difetti posturali (kinesiterapia posturale)

Quali esami fare in caso di patologie vertebrali

È necessario, davanti a sintomi importanti, sottoporsi a valutazione specialistica ortopedica. 

Va formulata una esatta diagnosi, anche avvalendosi di alcuni accertamenti emato chimici (prove reumatiche per la diagnosi differenziale con alcune patologie di tipo reumatico, come l’artrite reumatoide e la spondilite anchilosante) e di diagnostica strumentale che lo specialista indicherà di volta in volta (Radiografie, RMN, TAC, EMG) per poi individuare il percorso terapeutico più appropriato.

4 Le terapie per i dolori della colonna vertebrale

L’ utilizzo di farmaci antinfiammatori, di corsetti ortopedici e fisioterapia è utile nelle forme iniziali. 

Se il mal di schiena diventa persistente e invalidante va presa in considerazione la chirurgia mini-micro-invasiva che rappresenta oggi una soluzione rapida ed efficace, non solo per l’ernia al disco ma anche per molte altre patologie tra cui quelle sopradescritte: discopatie degenerative, la stenosi del canale vertebrale e fratture o crolli vertebrali causati dall’osteoporosi.

Nel caso di ernia discale si può eseguire una microdiscectomia che consiste nel rimuovere l’ernia utilizzando una micropinza percutanea, cioè attraversando una piccolissima incisione della cute, seguita dalla nucleoplastica e anuloplastica con laser o radiofrequenza, in anestesia locale ed un solo giorno di ricovero. 

Nella stenosi lombare si può posizionare un dispositivo interspinoso che va ad allargare il canale vertebrale nel punto desiderato. Se il disco vertebrale risulta molto danneggiato, può essere sostituito con una “cage”, cioè un nuovo disco in materiale biocompatibile. 

Nei crolli vertebrali osteoporotici si esegue la cifoplastica che consiste nella introduzione (tecnica mininvasiva percutanea) attraverso il peduncolo vertebrale dapprima di un palloncino che rigonfiandosi riporta la vertebra rotta alla sua altezza naturale e poi nel riempimento della vertebra stessa con un cemento biologico che solidifica la frattura in pochi minuti facendo scomparire il dolore e l'inabilità.

I tempi di ricovero e di recupero

Nelle patologie che interessano la colonna cervicale, discopatie, stenosi, ernie, spesso assai invalidanti, si possono eseguire interventi micro invasivi, assistiti dal microscopio operatorio, con ricovero di soli 2 giorni e senza la necessità di un collare post operatorio.

Queste tecniche hanno importanti vantaggi sia per i tempi rapidi, 1-2 giorni di ricovero, sia per le alte probabilità  di successo della cura. Gli interventi  possono essere eseguiti anche in anestesia periferica e in day hospital, il che consente una ripresa  immediata, con rapido ritorno alle proprie occupazioni quotidiane.

Dott. Mario Bortolato Dott. Mario Bortolato
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Mario Bortolato

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