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Chirurgia mini-invasiva per le patologie della colonna vertebrale

Chirurgia mini-invasiva per le patologie della colonna vertebrale

Il mal di schiena è tra le patologie più diffuse tra la popolazione e una delle principali cause di assenza dal lavoro.

Il mal di schiena è uno dei disturbi più frequenti e sempre più persone ne soffrono. A cosa è dovuto questo incremento?

Le cause sono molteplici e tra queste un un posto di rilievo è attribuibile alla diffusione dei lavori sedentari lì dove la schiena è sottoposta a posture costringenti e immobilizzanti, per troppo tempo, a carico della colonna vertebrale. La tipologia di attività lavorativa, lo stile di vita, l’alimentazione, la mancanza di un’attività motoria adeguata influiscono molto sulla salute della nostra schiena. A soffrire di mal di schiena non sono solamente le persone adulte e anziane ma sempre più spesso anche giovani, studenti e molti sportivi.
 

Come affrontare la sintomatologia in fase acuta?

I farmaci antinfiammatori consentono di agire nei confronti del dolore nella fase di manifestazione, solitamente maggiormente acuta. È necessario in ogni caso sottoporsi a una visita ortopedica specialistica per una corretta valutazione della compromissione della colonna vertebrale. Se la visita conferma una forma lieve della patologia, l’ortopedico può indicare l’utilizzo di corsetti ortopedici e un ciclo di fisioterapia.
Queste due indicazioni terapeutiche possono talvolta migliorare notevolmente la qualità della vita del paziente e far ottenere già ottimi risultati. Tuttavia, possono essere necessari ulteriori e più approfonditi accertamenti, attraverso l’analisi di esami specifici come RMN, TAC (Tomografia assiale computerizzata), EMG, (elettromiografia ) ed esami ematochimici.


Nei casi più gravi quali sono le soluzioni adottate?

Tradizionalmente la prassi è quella di ricorrere alla chirurgia. Possiamo affermare che oggi è la chirurgia mini-invasiva quella che consente di risolvere rapidamente, con risultati eccellenti, le problematiche della colonna vertebrale sia a livello cervicale, dorsale, lombare.


Di cosa si tratta e come viene eseguita la tecnica della chirurgia mini-invasiva?

La chirurgia mini-invasiva coinvolge una tecnologia e una strumentazione all’avanguardia in grado di intervenire con piccolissimi tagli e fori pur andando ad agire su aree anche estese. Si utilizzano non solo bisturi ad elevato potenziale incisorio, ma anche luci, telecamere e microscopio operatorio. L’incisione quando possibile non è chirurgica bensì eseguita attraverso la pelle (via percutanea).


Quali sono i vantaggi per il paziente?

L’intervento mini-invasivo è decisamente ottimale per il paziente e comporta molti vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale. La degenza ospedaliera può durare circa due/tre giorni ma anche in day-hospital e in anestesia locale. Il recupero post operatorio è rapido e si riprenderanno le proprie attività quotidiane in breve tempo.


La chirurgia mini-invasiva agisce in modo ottimale anche per l’ernia discale?

In questo caso ci troviamo di fronte a una patologia particolarmente dolorosa conseguenza dell’usura discale ma dovuta anche ad attività pesanti, quali attività sportive o lavori che richiedano sforzi fisici notevoli e prolungati, sollevamento pesi, torsioni. Le ernie discali possono essere causate anche da traumi come cadute sulla schiena.
L’intervento mini-invasivo qui agisce rimuovendo l’ernia con una minima incisione con l’utilizzo di laser o radiofrequenza od ozono e il microscopio operatorio. Il paziente è ricoverato un solo giorno e il recupero è davvero rapido.

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