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Intervento all'anca: con la protesi, si torna alla vita quotidiana

Intervento all'anca: con la protesi, si torna alla vita quotidiana

Oggi è disponibile una tecnica mini invasiva che riduce i tempi post operatori.

La protesi dell'anca si rende necessaria quando l'articolazione non lavora più correttamente, quando rende difficoltosi od impedisce al paziente di compiere i movimenti della quotidianità (indossare calze o calzare scarpe, camminare senza limitazioni) oppure quando i dolori richiedo l'assunzione quotidiana di farmaci.
 

Quali sono i vantaggi e svantaggi di prediligere l’intervento protesistico?

I vantaggi della tecnica mini-invasiva anteriore (A.M.I.S) sono prima di tutto la reale mini-invasività, non solo per la piccola cicatrice cutanea ma soprattutto perché durante l'intervento l'apparato muscolare non viene neppur minimamente staccato, ma la via di accesso passa nell'intervallo tra i fasci muscolari che vengono così spostati e non staccati. Tutto ciò comporta una ridotta perdita di sangue ed un recupero successivo all'intervento che è quanto mai precoce ed indolore.

Fra gli svantaggi possibili, ma temporanee (2-3 mesi), possono esserci dismetrie degli arti o formicolii (parestesie) alla regione anteriore della coscia, per 6-8 mesi.
 

Come si svolge l’intervento, e quanto dura?

L'intervento si svolge in anestesia spinale, limitata al solo arto da operare, l’incisione chirurgica, in regione anteriore della radice della coscia, è di circa 5-7 cm. In media la durata totale dell'intervento è di circa 50-60 minuti.



 

Come si svolge il post operatorio a livello di degenza in ospedale? È necessaria una fisioterapia post-operatoria?

Il post-operatorio è caratterizzato dalla rimozione del drenaggio in 2^ giornata mentre la riabilitazione inizia il giorno successivo con l'utilizzo di un Kinetec per la mobilizzazione assistita dell'anca. Dopo la rimozione del drenaggio il paziente inizia a camminare con carico completo sull'arto operato. La riabilitazione dura circa 15-20 giorni.
 

È vero che dopo l’intervento potrò avvertire una differente lunghezza degli arti?

La lunghezza degli arti è un capitolo importante negli interventi di protesi d'anca. Qualunque tecnica chirurgica si utilizzi la ricerca del professionista è quella di ottenere un impianto protesico stabile, che non vada cioè incontro a lussazioni. Questo talvolta si ottiene a discapito della lunghezza dell'arto operato che, per garantire la giusta tensione della protesi, potrebbe risultare più lungo del controlaterale (siamo nell'ordine massimo di 0,5-10 mm). Un discorso a parte merita la tecnica mini-invasiva con l'utilizzo della trazione che può comportare un “fittizio” allungamento dell'arto operato conseguente ad uno “sbilanciamento” pelvico per cui l'arto operato risulta più lungo unicamente perchè il bacino risulta “inclinato” per effetto della trazione intra-operatoria. Tale sbilanciamento viene naturalmente recuperato dal paziente nel giro di 2-3 mesi con un autonomo ripristino della corretta eumetria degli arti inferiori.

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