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La diastasi dei muscoli retti dell’addome

La diastasi dei muscoli retti dell’addome

Quello “strano gonfiore” addominale che non sparisce neppure con dieta e attività fisica

È una condizione che si verifica prevalentemente nelle donne durante la gravidanza ed il post-partum, sebbene possa occasionalmente colpire anche gli uomini ed i neonati.
 

Cos'è la diastasi dei muscoli retti addominali?

La diastasi, o divaricazione dei muscoli retti dell’addome, si verifica quando, a causa di uno stiramento della linea alba (una sottile banda di tessuto connettivo che si sviluppa tra lo sterno e la sinfisi pubica) i due lembi muscolari si allontanano dalla linea mediana (la distanza normalmente è di circa 1 cm).
 

Qual è la causa principale?

La causa principale è rappresentata dalla gravidanza, ed è legata in parte al continuo accrescimento dell’utero, ma anche dall’assottigliamento del tessuto connettivo legato al diverso assetto ormonale nella donna incinta. Tale situazione può perdurare anche nel post partum, con aspetti che si possono considerare talvolta fisiologici, a patto che si risolvano entro sei mesi dal parto.
 

Ci sono sintomi particolari?

Nel post partum la persistenza di addome prominente, con comparsa di eccessivo gonfiore, deve far pensare a questa problematica. Sebbene ci si soffermi quasi esclusivamente sulla questione estetica, in realtà la diastasi dei muscoli retti addominali, con conseguente disfunzione di questa “cerniera” muscolare, può portare allo sviluppo di dolore a carico del rachide lombare e del bacino, oltre che a sintomi di tipo “digestivo”.
 

Che ruolo ha l’ecografia nella sua diagnosi?

La diagnosi è in prima battuta clinica e l’ecografia serve come conferma diagnostica, escludendo anche problematiche che possono dare sintomi simili, quali ernie o laparocele.

Cosa permette di evidenziare questo esame?

Mediante l’ecografia è anche possibile eseguire una serie di misurazioni ai diversi livelli (di solito la diastasi è maggiore in sede periombelicale) per poter indirizzare le pazienti al trattamento più idoneo, riabilitativo per le forme più lievi, o chirurgico quando la diastasi è di maggiore entità.

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