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Artroscopia della spalla: cos’è e quando serve

Artroscopia della spalla: cos’è e quando serve

L'artroscopia della spalla è un intervento mini invasivo che può risolvere molte patologie, ce ne parla il Dott. Marco Capuzzo, chirurgo ortopedico.

L’artroscopia della spalla è una tecnica di chirurgia mini-invasiva che utilizza l’artroscopio, una piccola telecamera a fibre ottiche con cui il chirurgo può visualizzare l’interno dell’articolazione ed eseguire la diagnosi e la riparazione delle lesioni riscontrate, per mezzo di strumenti chirurgici miniaturizzati.

1 Quali patologie della spalla richiedono l’intervento in artroscopia?

Molte delle patologie che coinvolgono l’articolazione della spalla sono oggi trattabili con l’intervento in artroscopia che, rispetto alla chirurgia tradizionale, ha tempi di esecuzione e di guarigione molto più brevi.

Vediamo quali sono i principali disturbi che possono essere risolti con questa tecnica chirurgica.

La rottura della cuffia dei rotatori

La rottura della cuffia dei rotatori può essere causata da un trauma come uno sforzo di sollevamento eccessivo o, più spesso, dalla degenerazione dell’articolazione dovuta all’usura e all’invecchiamento. È una lesione che causa il progressivo indebolimento del tendine che, in alcuni casi, va incontro a rottura e si caratterizza con:

  • dolore continuo, anche nei momenti di riposo, localizzato nella parte anteriore della spalla 
  • difficoltà nel movimento extrarotatorio
  • dolore e debolezza nel sollevare e abbassare il braccio
  • scricchiolio della spalla durante il movimento

L’intervento, normalmente eseguito in artroscopia, consiste nel fissare nuovamente il tendine alla testa dell’omero per mezzo di microviti ancorate all’osso.

L’instabilità della spalla

L’instabilità della spalla, è una condizione patologica che causa la difficoltà dell’articolazione a mantenere una determinata posizione a causa di un’alterazione dello sviluppo osseo o tissutale. 

Si manifesta principalmente in soggetti giovani o sportivi ed è solitamente caratterizzata da dolore e limitazione nell’ eseguire alcuni movimenti o a mantenere particolari posizioni, con episodi ripetuti di lussazione o sublussazione.

L’intervento in artroscopia per questa patologia offre maggiori vantaggi rispetto all’intervento tradizionale grazie alla minore invasività e consiste nel posizionare nell'osso piccole ancore ad alta resistenza con fili in tessuto non assorbibile che hanno lo scopo di ricreare la tensione capsulare.

La tendinopatia calcifica della spalla

La tendinopatia calcifica della spalla è una patologia che colpisce maggiormente le donne adulte in una fascia di età che va dai 30 ai 40 anni. È dovuta a un graduale deposito di calcio all’interno dei tendini causato da un processo infiammatorio o da traumi derivati dal sovraccarico dell’articolazione.
I sintomi possono essere molto dolorosi con manifestazione acuta localizzata nella parte anteriore o laterale della spalla, sia a riposo e nelle ore notturne, sia nell’atto di sollevare il braccio.

Il trattamento è per la maggior parte dei casi conservativo e include fisioterapia, antidolorifici ed eventuali infiltrazioni di cortisone per ridurre il dolore nell’arco di tempo che serve allo smaltimento dei depositi di calcio.
In caso di persistenza del sintomo si procede con l’intervento in artroscopia, nel quale, attraverso alcune piccole incisioni lo specialista procede all’asportazione delle calcificazioni.

L’artrosi della spalla

L’artrosi è una degenerazione delle cartilagini presenti all’interno dell’articolazione dovuta principalmente al processo di invecchiamento e, in alcuni casi, da malattie reumatiche o fratture pregresse. L’assottigliamento del cuscinetto protettivo formato dalla cartilagine causa il progressivo sfregamento delle ossa.

I sintomi che si manifestano sono dolore ciclico, rigidità di movimento e rumore durante la rotazione.

Nei primi stadi della patologia l’intervento in artroscopia è utilizzato per ripulire l’articolazione da frammenti di cartilagine e tessuti infiammati per dare al paziente un temporaneo sollievo dal dolore.

La lesione SLAP

La Slap Lesion è un danno a carico del labbro glenoideo, l’anello di cartilagine che circonda l’articolazione della spalla. Colpisce principalmente gli sportivi che praticano sport di lancio come pallavolo, baseball o tennis e può essere causata da:

  • lussazione
  • caduta a braccio teso
  • infortunio in sport di lancio
  • sollevamento di pesi
  • trazione forte sul braccio

Si manifesta con un dolore nella parte anteriore della spalla nel movimento di elevazione o extrarotatorio e affaticamento del braccio.

Il trattamento di elezione è l’artroscopia per mezzo della quale il chirurgo posiziona delle miniviti che permettono di fissare nuovamente il tendine all’osso.

L’instabilità di spalla da trauma sportivo

L’instabilità della spalla è spesso anche dovuta a traumi che derivano da alcuni sport di contatto, specialmente rugby o hockey.
Il tennis, la pallamano e il nuoto, a causa del movimento overhead, cioè del ripetuto e brusco innalzamento del braccio sopra la testa, sono tra gli sport che causano spesso degenerazioni e lesioni della capsula articolare, della cuffia dei rotatori o dell’osso. 

Nel caso di uno sportivo amatoriale, spesso, il trattamento è di tipo conservativo, mentre nell’atleta l’intervento chirurgico in artroscopia è quello più efficace per il ripristino delle funzioni articolari.

2 L’intervento di artroscopia della spalla

È un intervento largamente utilizzato in un vasto range di patologie e che presenta grandi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale.
Solitamente non necessita di ricovero e, al massimo, prevede una notte di ospedalizzazione.

L'anestesia

La durata totale dell'intervento nella maggior parte dei casi non supera l’arco della mezza giornata, mentre l’atto chirurgico dura all’incirca 30 minuti. L’anestesia può essere generale o loco-regionale con blocco del plesso brachiale per via interscalenica accompagnata da una sedazione generale.

È un intervento doloroso?

Il dolore dovuto all’intervento di artroscopia della spalla è controllato dall’anestesia anche nell’immediato post-operatorio, mentre nei giorni seguenti i farmaci antinfiammatori permettono un buon controllo della sintomatologia.

Il decorso post operatorio

Dopo l’intervento è necessario l’uso di un tutore anche di notte, per circa 2 settimane, per favorire la guarigione dei tessuti e sorreggere il braccio a riposo.

Le cicatrici dopo l’operazione di artroscopia sono esigue proprio grazie alla natura mini invasiva dell’intervento: i piccoli tagli si possono rimarginare in circa 7-15 giorni.

3 La riabilitazione dopo l’artroscopia della spalla

La riabilitazione è una fase molto importante del processo di recupero e prevede l’inizio di un percorso fisioterapico all’incirca a un mese dall’intervento.
Comprende solitamente degli esercizi di flessione ed estensione, il rafforzamento della presa e della muscolatura scapolare. Si procede poi con il recupero dell’ampiezza del movimento e alla correzione delle disfunzioni posturali.

4 I tempi di recupero dopo l'artroscopia di spalla

I tempi di recupero dopo un intervento di artroscopia alla spalla sono relativamente più brevi rispetto all’intervento di chirurgia tradizionale, anche se necessitano comunque di alcuni accorgimenti per non sottoporre a stress i tendini.

Dopo quanto si può guidare?

Generalmente si può riprendere a guidare all’incirca dopo il secondo mese dall’intervento, mentre le normali attività lavorative possono essere riprese tra i 2 e i 4 mesi.

Come dormire dopo l’intervento?

Dopo l’intervento alla spalla sarà utile dormire indossando il tutore, con la schiena sollevata per mezzo di alcuni cuscini in modo da riparare le ferite e non sollecitare i tendini appena riparati. Il dolore si esaurisce nel giro di 2-3 notti.

Cosa non fare

È bene riprendere le attività quotidiane e soprattutto lo sport in maniera graduale, senza sovraccaricare l’articolazione. In particolare le attività lavorative pesanti è bene riprendere completamente a 6 mesi dall’intervento.

5 I rischi dell’intervento in artroscopia

Le possibili complicazioni di un intervento in artroscopia sono molto basse, infatti, grazie alle nuove tecnologie è una metodologia molto sicura, ma sussistono, seppur minime, le eventualità di rischio legate a un intervento chirurgico:

  • trombosi venosa
  • infezione delle incisioni
  • reazione all’anestetico
  • emorragia

Le controindicazioni si applicano solamente a pazienti fortemente debilitati e si riferiscono principalmente all’anestesia.

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